REALIZZA TE STESSO: ecco i segni del cambiamento

digital-artSe mi stai leggendo è perché anche Tu, come tantissimi altri, e come me, sei sul Cammino che porta a lasciare dietro di sé la personalità ed il carattere, per andare verso il Vero Sé.

Infinite sono le strade che stiamo percorrendo, e migliaia le illusioni, le corazze, le certezze, le maschere che stiamo abbandonando. Ci stiamo, progressivamente, spogliando del superfluo, per restare con la nostra Essenza.

Non c’è più “giusto” o “sbagliato”, non c’è un manuale d’istruzioni, stiamo imparando dai tentativi che stiamo facendo, e può essere utile condividere quale possa essere la “misura” con cui valutare il cambiamento reale che abbiamo prodotto al nostro interno.

Quali sono i “segni” che indicano la trasformazione?

  • Sto meglio nei miei “panni”, ho più serenità ed armonia dentro di me.
  • Il giudizio degli altri e’ ininfluente; so di non piacere a tutti, ma mi sento bene ugualmente.
  • Anche se gli altri non mi cercano o non mi danno ciò che vorrei, non cerco di ottenerlo, non tento di modificare le cose perché vadano come voglio. Non ho bisogno che qualcuno mi dimostri che tiene a me per sentirmi amato, perché c’è già Amore dentro di me.
  • Percepisco l’affetto degli altri, so di avere amici e persone che mi vogliono bene, ed Angeli invisibili che vegliano su di me.
  • Ho la certezza che tutto sta andando per il meglio, anche nelle difficoltà.
  • Mi rendo conto che ogni avvenimento della mia vita ha uno scopo preciso, quello di insegnarmi e farmi comprendere, quello di rendermi forte e di indicarmi quali strade abbandonare e quali frequentare.
  • So che il mio “sentire” mi indica la Via  giusta per me. Non sto più cercando, non sto fuggendo, non mi sto nascondendo ne’ mettendo in mostra.
  • Mi lascio condurre e guidare, e Tutto il necessario mi viene dato.
  • Lascio andare con facilità, mi libero dei fardelli, abbandono le zavorre, mi sento sempre più leggero.
  • Ho smesso di caricarmi i pesi degli altri.
  • Mi prendo cura di me, mi ricordo che ho bisogno di cibo sano, riposo, energia.
  • So chi può darmi un abbraccio e comprendermi quando ho bisogno di essere accolto e confortato.
  • Non so ciò che accadrà ma la fiducia ha riempito ogni dubbio.
  • Sono saldo e radicato nelle mie comprensioni, ma sempre pronto a sbarazzarmene o a sostituirle con altre più ampie e profonde.
  • Ho sempre l’umiltà di andare ad imparare da chi è più avanti di me nel Cammino e di farmi aiutare quando ne ho bisogno.
  • Lascio indietro sempre più cose inutili e persone che non mi comprendono, hanno giudizi negativi, hanno una bassa vibrazione energetica.
  • Seguo la mia strada, indipendentemente da tutto e tutti. Questo non vuol dire ignorare le esigenze di chi vive con me e fare solo ciò che mi pare e piace, ma avere accanto persone che sanno ciò che sto facendo e lo comprendono e lo condividono; vuol dire dare spazio e tempo a me stesso, oltre che agli altri.
  • Sempre più spesso sento la gioia nel cuore e la Grazia e la bellezza dell’istante che sto vivendo; mille piccole cose mi rendono felice, guardare il cielo e le stelle, o i colori del tramonto, sono una ricchezza inesauribile per la mia Anima.
  • Ho imparato a distinguere chiaramente il SI’ o il NO che arrivano dal mio corpo e seguo queste indicazioni nelle mie scelte, senza farmi più condizionare dalla mente che mi dice cosa è più conveniente o sicuro.
  • Le delusioni del passato mi hanno reso più selettivo, non seguo più ciecamente nessuno credendolo “maestro” e mi affido, soprattutto, al mio Sentire profondo.
  • L’Amore si è fatto spazio dentro di me, prendendo sempre più posto. Non c’è più molto da dire o da giudicare, perché ognuno mi mostra una parte di me. Guardando i miei specchi ho imparato che ogni cosa fa parte del Tutto, e che ha un suo scopo, nel momento. Anche ciò che non amo non è più da combattere o sconfiggere, è qualcosa che ho visto e che non frequento più.

Lo so che non siamo ancora arrivati a realizzare tutti questi punti, e forse non ci arriveremo, e forse li conquisteremo per un periodo e poi li perderemo; e che siamo tutti diversi, quindi ognuno troverà il suo Sé scoprendosi piacevolmente Unico e Differente, e che niente è esatto, perfetto e definitivo.

Così puoi dimenticare quello che letto, o lasciare che qualcosa si chiarisca dentro di Te, su quello che ti corrisponde davvero.

Buon Cammino, a presto!

Valeria Pisano

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L’IMPOSSIBILE DIVENTA POSSIBILE

surreal-1447617_960_720C’è una cosa importante che ho imparato grazie alla mia professione, ed è quella di guardare sempre al risultato possibile; di crearmi un’immagine così bella e reale di ciò che desidero, di percepire le emozioni e le sensazioni come se stessi vivendo già quello che voglio.

Con il passare degli anni, ed il continuo lavoro su me stessa, questa è diventata la mia attitudine: quando una persona arriva sfiduciata e sconfortata, riesco a vedere quanto, in realtà, sia splendida e meravigliosa; ascolto con ammirazione la sua storia, per poi farle notare quanti risultati incredibili ha già ottenuto, e quante cose ha realizzato, senza mai darsi una gratificazione per questo, e senza mai rendersi conto pienamente del proprio Valore.

Questa attitudine si è creata, innanzi tutto, per me stessa, quando ho dovuto sostenere il giudizio negativo di chi voleva stroncarmi e non riconosceva quanto avevo fatto, e sono stata in grado di andare oltre e di ribellarmi alla condanna già implicita verso il mio operato.

Le mie scelte “scomode” mi hanno costretta a riconoscermi da sola i miei meriti, ed a ricordarli molto bene, tanto che, ora, non li dimentico più, e so vederli anche negli altri.

Nei miei post quotidiani racconto del cammino di crescita ed evoluzione, mio e dei miei clienti, sempre con questa ottica: guardare al risultato come se ci fosse già. Parlo di cose piuttosto importanti, del fatto che il mondo vecchio si sta disintegrando e che stiamo costruendo un Mondo Nuovo; di questa Epoca così incredibile, in cui la coscienza collettiva sta evolvendo alla velocità della Luce; di come l’Uomo e la Donna siano chiamati a trasformarsi, lasciando andare quello che non serve più, gli schemi castranti e limitanti del passato, per diventare finalmente Se Stessi, scoprendo il proprio Scopo e la propria Missione.

Ieri qualcuno mi ha scritto in privato due parole, solo due: “Pura utopia”.

Sono assolutamente d’accordo: chi ascolta ancora il telegiornale e le notizie che arrivano da tutto il Mondo, chi guarda dei programmi che raccontano di “amori criminali”, chi vede la sofferenza dei luoghi colpiti dalle guerre, può solo ritenere “pura utopia” la creazione di un Mondo Nuovo, in cui Donne e Uomini Consapevoli possano vivere l’Amore con Sacralità e Rispetto.

Eppure, nonostante ciò, io continuerò a scrivere dei risultati possibili, perché infinite volte mi è accaduto di realizzare ciò in cui avevo creduto, ed infinite volte ho visto i miei clienti togliersi le corazze dal cuore e dal corpo, ed i limiti dalla testa, e diventare persone nuove, a cui si sono spalancate opportunità che, prima, erano impensabili.

Non c’è un altro modo per migliorare Se Stessi ed il Mondo intero, se non quello di credere possibile questo miglioramento. Per millenni moltissime persone sono state ritenute illuse e visionarie, finchè, dopo qualche decennio, esse stesse o qualche loro allievo non hanno realizzato quella che sembrava essere solo utopia.

Il miracolo accade a chi CREDE che l’impossibile possa essere possibile.

Questo è il mio compito, e continuerò svolgerlo: vedere la meravigliosa ricchezza di ogni Essere Umano, e le sue infinite risorse e potenzialità, e raccontargliele, ed aiutarlo a credere in Se Stesso, fino a realizzare quella meraviglia che non era mai stato prima. Guardare ai cambiamenti di questa Epoca, e la maggiore responsabilità verso Se Stesse ed il Pianeta di così tante persone, ed illustrarli, e condividerli, e metterli in risalto. Ascoltare i Maestri, visibili ed invisibili, che sono accorsi Qui ad aiutare chi sta evolvendo, ed amplificare la loro voce. Tenendo sempre il cuore e la mente aperti, rivolti alla Luce, al cambiamento, al miglioramento, alla Pace, all’Amore Incondizionato.

E’ solo così, in questo modo, che l’impossibile diventa possibile; che quello che non si era mai manifestato prima accade, esplode e si moltiplica, senza sosta.

Si tratta di attraversare l’inverno, sapendo già che a primavera i fiori sbocceranno, e che i germogli romperanno la coltre del terreno e spunteranno, e cresceranno, e diventeranno piante rigogliose, e che arriverà la stagione in cui raccogliere i frutti, e che li assaporeremo con la gioia che esplode nel cuore; si tratta di non perdere mai la speranza e la perseveranza che inducono a continuare, a dispetto di qualsiasi dubbio o pensiero che predica sventura.

Questa è la CREAZIONE di un Mondo Nuovo, e sta già accadendo, e chi ha occhi per vedere vede, e chi ha orecchie per intendere sente.

Si tratta solo di guardare nella giusta direzione, quella della Fede incrollabile, che vede ogni nuovo nato come un Messaggero di Luce e di Vita, ed ogni fiore come il frutto succoso e straordinario che diverrà.

Valeria Pisano

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LA CONQUISTA DI UNO E’ LA CONQUISTA DI TUTTI

photoshop-manipulation-1566435_960_720Mentre cerchiamo, faticosamente, di arrivare alla conclusione dei nostri temi di Vita, e di chiudere i cicli che ci lasceremo alle spalle dopo questo anno NOVE, diverse Grandi Anime hanno portato a termine la loro incarnazione, e sono passate velocemente ad una dimensione più elevata.

Solo il fatto di aver compreso bene la conquista del loro Spirito ci consola dalla loro perdita, mentre la loro opera di Risveglio, compiuta sul pianeta, a nostro beneficio, risulta evidente come non mai. Non ci sono dubbi sul fatto che fossero Maestri e, benchè non si noti, questo rappresenta un grande salto in avanti rispetto alle uccisioni di Gesù e di altri Maestri incarnati, susseguitesi nei secoli più bui.

La Conoscenza ha dovuto lungamente restare segreta, e non ha mai avuto la possibilità di mostrarsi così scopertamente, com’è possibile in questa Epoca. Siamo connessi non solo in Spirito, ma grazie alle possibilità di incontrarci e conoscerci, pur stando lontani, che la tecnologia offre oggi. Il Bene che una Grande Anima può fare dilaga a macchia d’olio e si diffonde, anche tra chi non ha potuto conoscere di persona, e raggiunge indirettamente una moltitudine incredibile di persone.

Il fatto che queste Anime siano passate, così velocemente, ad un’altra dimensione, fa capire che avevano già completato il Disegno di questa Vita, e raggiunto il compimento della Missione di questa incarnazione. L’Anima sceglie sia il modo di nascere, che quello che vuole imparare, che l’uscita di scena da questa Vita.

Nelle Scuole esoteriche si è sempre ripetuto che “la conquista di uno è la conquista di tutti”, e questa frase, poco verificabile nel concreto, è adesso molto più chiara. Tutta l’Umanità sta elevando il proprio livello di Essere e di Consapevolezza, con l’aiuto delle Forze Superiori, che ci sono sempre vicine e ci sostengono con pazienza, costanza e fiducia. La nostra capacità di vederle, sentirne la Presenza, percepire la Loro vicinanza, è talmente forte da rasentare l’incredibile.

E quando una Grande Anima compie il passaggio finale possiamo sentirla ancora qui, accanto a noi, come se non se ne fosse mai andata; possiamo comprendere il suo aiuto nel nostro esserci sfiorati o incrociati nel Cammino, o nell’aver fatto un pezzo di strada insieme; possiamo sapere con certezza che la sua conquista è anche la nostra, poichè il suo aver lasciato il corpo ci collega, prepotentemente, alla nostra Missione; diventa lo sprone assiduo a non lasciarci andare, a credere davvero che quello che stiamo compiendo è un salto previsto per noi stessi e per l’Umanità intera.

Il passaggio da una dimensione all’altra è, adesso, così evidente, così semplice; sappiamo che ciò che ci separa è solo un velo sottile e che possiamo tranquillamente restare vicini, uniti, e comunicare con ciò che c’è al di là.

Chi ha amato ed ha avuto vicino il corpo ne sentirà a lungo la mancanza; chi ha goduto del Bene diffuso su questa Terra ne sentirà gli effetti per il resto dell’esistenza, così come i semi, gettati con così grande generosità, continueranno a germogliare e dare frutto per lunghissimo tempo.

La presenza di così tanti Maestri sul pianeta è un fatto straordinario, e che siano così visibili ci mostra l’incredibile evoluzione che le Anime stanno raggiungendo, contribuendo ad una elevazione collettiva senza precedenti.

La scelta di tornare qui in questa Epoca è una grande sfida, contribuire a creare questa nuova dimensione terrestre un impegno nobile e sacro. Siamo connessi alle dimensioni Superiori e possiamo solo arrenderci, con infinita gratitudine, al compimento di questa Opera.

Valeria Pisano

 

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La VERA PERSONALITA’ muove i primi passi

baby-390555_960_720Dopo aver attraversato il nono mese di questo anno nove, con i suoi portali impegnativi e le sue prove, dopo aver guardato negli occhi i nostri mostri ed aver visto i draghi più paurosi, dopo aver soggiornato nell’ombra ed aver incontrato gli scheletri più antichi, ecco che, nel decimo mese, la nostra Vera Personalità inizia a muovere i primi passi, come un bambino che si aggrappa, si alza in piedi ed inizia a gattonare.

La falsa personalità si è strutturata attorno all’Essenza, inconsapevolmente, a partire dai primissimi anni della nostra Vita, si è nutrita ed imbevuta di ogni esempio, si è adattata all’educazione ricevuta, si è organizzata in un sistema di convinzioni su come va il mondo, si è orientata ed atteggiata per potersi destreggiare alla meglio in situazioni difficili, si è giustificata a lungo per nascondere al Sé la propria Verità, ha creduto di essere nel giusto e nel buono, fino a quando questa Epoca di Consapevolezza non ha iniziato il suo sistematico lavoro di distruzione della falsità.

Lo smantellamento del vecchio mondo, nel grande come nel piccolo, così in alto come in basso, sta continuando da diversi anni.

Le leggende esoteriche narrano che non bastano nove Vite per risvegliarsi, ma di certo questa Umanità non aveva mai attraversato un’Epoca così, e le Anime che hanno scelto di esserci erano pronte per fare questo salto, e quelle che non lo sono stanno fuggendo via ad una ad una, per tornare da dove sono venute.

Stiamo completando la dissoluzione dei nostri “temi di Vita” ricorrenti, quelli che ci trasciniamo da diverse incarnazioni, e che hanno costituito la “bestia nera” da cui non siamo mai riusciti a liberarci. Perché questo avvenga, come accade per il corpo fisico, che risolve i suoi sintomi attraverso una “crisi di guarigione” in cui il picco della malattia viene toccato, per poi iniziare la discesa che porta alla “re-missione” (mi do un’altra missione!), così le nostre situazioni più difficili sono arrivate al “parossismo”, alla ingestibilità totale, alla loro manifestazione più eclatante.

Ecco il motivo di così tante prove, e del fatto che non c’è più nulla che possa essere ignorato, e che tutto sembra voler esplodere contemporaneamente.

Nel frattempo, nel caos e nell’incertezza completa, la Vera Personalità o il Vero Sé, come lo si voglia chiamare, sta muovendo i primi passi nel mondo. Non sono neppure tanto timidi, poiché ha l’esuberanza del bambino che vuole esplorare e conoscere, e lo fa per la prima volta, con occhi completamente nuovi.

Durante lo smantellamento della falsità, la Luce ha iniziato a filtrare, a portare allo scoperto mostri, draghi e scheletri, ed il fatto di averli guardati, riconosciuti ed affrontati ha fatto emergere questo Vero Sé, che si sta “crescendo” da solo.

Non ci sono più genitori pronti a dare castighi, né educatori severi, né Maestri da cui andare ad imparare, poiché anch’essi mostrano le loro crepe, il loro ego, l’orgoglio, la voglia di strafare, ed ognuno è costretto a trarre nuove conclusioni, a farsi domande ed a darsi risposte, a cercare soluzioni mai sperimentate prima, che non sono normalità ed abitudine, ma complete novità.

Come tutti i bambini che cercano di imparare a camminare, ogni tanto prendiamo qualche zuccata molto dura, oppure cadiamo e ci sbucciamo le ginocchia. E piangiamo forte, e singhiozziamo, senza più paure né vergogne, buttando fuori tutta la rabbia e la frustrazione e dopo un po’, poiché non c’è nessuno che ci coccola, ci prende in braccio e ci consola, smettiamo di piangere e ripartiamo di nuovo, ancora una volta attratti ed affascinati dalle molteplici possibilità del mondo, che non avevamo mai esplorato così.

Stiamo imparando, dai tentativi, dagli errori, dalle zuccate e dalle batoste, diventando quelli che non siamo stati mai, permettendoci quello che ci è utile, evitando il fuoco a cui ci siamo già scottati, consolidando la sicurezza di potercela fare, di poter continuare a creare questo Vero Sé, che ogni tanto esplode di gioia, per la contentezza di poter Essere, finalmente, Ciò che E’.

Sì, al decimo mese camminiamo e ci affidiamo, lasciandoci condurre da questa onda di vitalità, da questo flusso che ci trascina, cominciando, davvero, a credere che sappia dove portarci.

Ci siamo arresi, ci siamo fatti attraversare dalla disperazione e dalla distruzione, ed ora sappiamo di essere rinati, questa volta, sul serio.

La Vera Personalità cresce insieme all’Essenza, e adesso lo sentiamo, che vanno a braccetto, che l’una sostiene l’altra, che si stanno conoscendo ed integrando, e che non c’è più nessun tentativo di nascondersi e di ignorare qualcosa di Sé.

Mentre ci avviamo verso la fine di questo anno la sensazione è quella che tutto si sta compiendo, che tutto è andato come doveva andare, che stiamo completando quello che ci dobbiamo lasciare alle spalle, per l’eternità.

Valeria Pisano

Per saperne di più sui “temi di Vita ricorrenti” puoi leggere l’E-book Le ferite dell’infanzia, come si creano, come le riproduciamo inconsapevolmente, come uscire dalla ripetizione automatica”. Per sapere come averlo puoi scrivere una mail a: valeriapisano3@gmail.com

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E’ disponibile il nuovo E-book “Le ferite dell’infanzia”

Le ferite dell'infanzia

Finalmente disponibile il nuovo E-book di Valeria Pisano :

“LE FERITE DELL’INFANZIA,

come si creano, come le riproduciamo inconsapevolmente, come uscire dalla ripetizione automatica.”

Ricco di storie vere che narrano la trasformazione possibile, è un compendio di esperienze vissute e comprensioni verificate su di sé.

“Come qualsiasi percorso che si intraprende con me, anche questo è un viaggio in profondità, un cammino di esplorazione di sé che può aiutare a comprendere, sciogliere e diventare maggiormente consapevoli del proprio vissuto, per fare scoperte ed aprire orizzonti, per andare sempre di più verso quella libertà di vivere l’Amore che, credo, sia lo scopo principale di una Vita felice e ben vissuta!”

( Valeria Pisano)

In 92 pagine formato PDF, di facile lettura su tablet e cellulare,

puoi ordinarlo con un contributo spese.

Per sapere come averlo contattaci!

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UN PERSONAGGIO INGOMBRANTE DA FAR SPARIRE! Chi? IO!

_TER3252 E’ chiaro, ormai, che più si percorre una via di crescita, o di evoluzione, che dir si voglia, e più ci si toglie strati e strati di carattere, personalità, ego, eccetera, eccetera, eccetera.

Sembra proprio che il risultato agognato sia arrivare a quello stato di unione con il Tutto in cui ti dissolvi e non esisti più, sei un Nulla che contempla se stesso e l’Universo intero, sei una minuscola particella d’Infinito e godi immensamente di vibrarne all’unisono, ci sei, ma non ci sei più. Una magnifica sensazione di beatitudine che ho provato alcune volte, per un tempo che è sembrato lunghissimo ma era, purtroppo, limitato.

La fregatura è proprio questa, che non dura.

Quindi, mentre il resto del mondo cerca di rendersi visibile, di apparire, di farsi conoscere, di scrivere libri e firmare dediche in affollate presentazioni, io sono alle prese con il fatto che il mio “personaggio” continua ad esistere, malgrado tutto.

Sarà perché sono nata in questo benedetto mese d’agosto, sotto il segno del Leone, con tutto questo fuoco che divampa, e questa calura, e questo fatto che il re della foresta, dovunque lo metti, non può proprio fare a meno di farsi notare?

Da adolescente timida e complessata che ero, mi sono poi mascherata da ragazzina con la lingua tagliente, da giovane moglie bisognosa d’affetto e lamentosa, da donna in cerca d’approvazione che organizzava pranzi e cene luculliani, da madre attenta all’alimentazione che spaccava le “palle” a tutti per le proprie scelte biologiche e naturali, da attenta alla Medicina Naturale, che spiegava a chiunque il significato profondo dei suoi sintomi, da impegnata sul cammino della conoscenza di Sé, che ne sa sempre qualcuna in più degli altri, da saggia conoscitrice dell’animo umano, e via così.

Di tutto questo ho fatto palate e palate di letame, che ho ammucchiato in pigne sempre più alte, cercando di togliere e spalare e ripulire, chè, se un giorno dovessi temere di non lasciare una traccia del mio passaggio su questa Terra (non avendo scritto best-sellers!) ci sarebbero comunque queste due o tre montagne di concime che, al confronto, le piramidi di Giza impallidiscono.

Uno dei miei ex-Maestri diceva che “più diventi consapevole e meno occupi spazio”.

A quanto pare, io ne occupo ancora parecchio! 😦

E’ che il mio, come cita il titolo, è davvero un personaggio ingombrate da far sparire! Più mi sembra di averlo arginato e circoscritto, e più viene fuori in modo subdolo e sottile, tanto che io nemmeno me ne accorgo.

Adesso non rompe poi più così tanto le palle, è molto più tranquillo e meno occupato a mettersi in mostra, eppure parla sempre troppo, e si dilunga, e si racconta a più non posso. Le (pochissime) amiche rimaste si azzardano, a volte, a far notare che avrebbero voluto tanto poter dire qualcosa anche loro, nello spazio di un incontro.

Ma allora, mi direte, tutte quelle super-pippe che ci rifili continuamente sull’amare se stessi, e diventare se stessi, e rispettare se stessi? Come hai potuto subire ugualmente un sacco di cose che non volevi ed accettare che ti mancassero di rispetto così a lungo?

Qui ci vorrebbe una bella formula matematica che risolvesse l’enigma, una cosa tipo:

Personalità + carattere + ego – Essenza       =      Consapevolezza

                  π

A quanto pare, però, la formula magica non esiste, così mi tocca continuare ad accettare che la Vita mi mostri, man mano, tutto quello che ancora c’è da spalare via, confidando che i prossimi quarant’anni siano sufficienti a smantellare sempre di più il personaggio per farlo fondere nella meraviglia dell’Universo.

Che, come minimo, lui si aspetta di diventare una costellazione luminosa nel cielo stellato. 🙂

Però, in questa estate che sta finendo, nei giorni passati in riva al mare, che mi danno sempre magnifiche e folgorati intuizioni, ho formulato davvero la mia (attuale) concezione di cosa sia la Consapevolezza (la perfezionerò sicuramente negli anni a venire).

Ad oggi, tutti gli anni passati sul cammino della conoscenza di me mi hanno fatto comprendere che Consapevolezza è:

  • Accorgermi di aver fatto una cazzata
  • Accettare di aver fatto una cazzata
  • Perdonarmi per aver fatto una cazzata
  • Andare avanti

Questo spiega anche molto brillantemente perché non racchiudo in un libro le mie straordinarie comprensioni.  🙂

Sì, ecco, se fossi un ingegnere direi che “lo stato avanzamento lavori” attuale è quello che ho sopra descritto.

E non sottovaluterei per niente il coraggio da Leone che ci vuole nell’andare avanti prendendo sempre più consapevolezza dei miei limiti e delle continue cazzate che faccio (inconsapevolmente) per poi portarle a livello di coscienza.

Sì, è vero, il personaggio è ingombrante, esiste ancora, ma è malconcio. Lo tratto con tenerezza e comprensione, anziché con male parole e giudizi pesanti, come facevo un tempo.

La verità è che un po’ mi piace e non sono ancora pronta a disfarmene completamente, per annullarmi nel Tutto, per diffondermi nell’aria e vibrare come una particella d’Infinito. La nostra è un po’ una convivenza di fatto, in cui ognuno si prende i suoi spazi, e spesso finiamo per ignorarci e non ricordarci nemmeno dell’esistenza l’uno dell’altro, fino a quando qualche evento non ci richiama a renderci conto che esistiamo entrambi, e che ancora stiamo insieme.

Per quanto ancora, non è dato saperlo.

Valeria Pisano

 

 

 

 

 

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LUNA PIENA IN ACQUARIO, 18 Agosto 2016, Cammino verso la Libertà

luna piena in AquarioGiovedì 18 agosto la Luna è piena nel segno dell’Acquario, alle ore 11,29.

Non avrei mai creduto di scrivere di Luna e pianeti, eppure, agli inizi del mio percorso di crescita, mi fu spiegato chiaramente che “l’umanità, o più esattamente la vita organica sulla terra, è sottoposta ad influenze simultanee provenienti da fonti varie e da mondi diversi: influenze dai pianeti, influenze della luna, influenze del sole, influenze delle stelle. Esse agiscono tutte contemporaneamente , ma con una preminenza dell’una o dell’altra a seconda dei momenti. E per l’uomo esiste una certa possibilità di fare una scelta di influenze; vale a dire, di passare da un’influenza all’altra…E’ impossibile liberarsi da un’influenza senza assoggettarsi ad un’altra. Tutta la difficoltà, tutto il lavoro su di sé, consiste nello scegliere l’influenza alla quale ci si vuole sottomettere ed a mettersi effettivamente sotto quest’influenza. E, per questo, è necessario saper prevedere qual è l’influenza più vantaggiosa.”  (*)

Quindi, forse, non è poi così strano il fatto che, a questo punto della mia Vita, sia arrivata a vedere così chiaramente la corrispondenza tra ciò che accade nel Cielo e ciò che accade nella mia esistenza.

Il giorno 18 ci rimanda numerologicamente al 9, quindi al completamento di un ciclo; le ore 11 ci danno, ancora una volta, un Numero Maestro, il primo, quello che chiaramente prevede un’assunzione di responsabilità per se stessi e per gli altri, attraverso la capacità di affrontare e superare delle prove molto impegnative.

E’ innegabile che stiamo tutti affrontando prove difficili, e sempre più intime, profonde, relative alla nostra incarnazione in un corpo attraverso un’esperienza di un certo tipo, in una data famiglia.

L’Acquario è un segno d’aria, maschile, che si manifesta, spesso, come un contestatore di ciò che è stabilito dalle tradizioni, poiché tende alla libertà, e non accetta con facilità il concetto classico di “famiglia”, gli schemi imposti da genitori e parenti. Nonostante questo, ha grandi abilità diplomatiche, che gli permettono di non sovvertire l’ordine costituito con lunghi conflitti, ma in modo più fine e sottile.

Per essere libero come desidera, è in grado di cambiare idea spesso, pur essendo convinto di ciò che fa e dice, fino ad un istante prima di cercare un diverso equilibrio, in modo differente. Ciò che conta per lui non è essere sempre uguale o congruente, ma mantenere la propria libertà personale.

Queste caratteristiche sono esattamente quelle che ci servono, in questa fase, in cui stiamo, quasi tutti, affrontando gli schemi parentali più intricati, sottili, viscerali. Questa Luna Piena ci rende maturi al punto da mettere la libertà di essere noi stessi al primo posto, al di sopra di qualsiasi dovere familiare, di qualsiasi schema introiettato inconsciamente fin dalla prima infanzia.

La diplomazia ci aiuta a non restare invischiati in conflitti, ritorsioni, rancori e sensi di colpa; la capacità di mostrare al mondo che abbiamo cambiato idea, che non siamo più gli stessi, ci rende capaci di brillare pienamente nel Cielo, al punto da non aver più nessun timore di mostraci per ciò che siamo.

Non ci serve più l’approvazione, la conferma, l’accettazione, l’amore che arriva dall’esterno, perché abbiamo imparato ad approvarci, accertarci ed amarci così come siamo. E’ la nostra impresa più nobile, complessa, di lunga durata e vitale, e la stiamo realizzando con l’influenza dei pianeti e delle stelle, che favoriscono chi si sta svincolando sempre di più dai lacci e dai pesi ereditati da generazioni.

“Libertà, liberazione. Questo deve essere lo scopo dell’uomo. Diventare libero, sfuggire alla schiavitù – ecco ciò per cui un uomo dovrebbe lottare allorchè è diventato, anche un poco, cosciente della sua situazione. Questa è la sola via d’uscita per lui, poiché nient’altro è possibile finchè resta uno schiavo, interiormente ed esteriormente. Ma non può cessare d’essere schiavo esteriormente  finchè resta schiavo interiormente. Così, per diventare libero, deve conquistare la libertà interiore. “

“La prima ragione della schiavitù interiore dell’uomo è la sua ignoranza e, soprattutto, l’ignoranza di se stesso…Ecco perché, negli insegnamenti antichi, la prima richiesta a chi si metteva sulla via della liberazione era: ‘Conosci te stesso’.“ (*)

In che modo posso scegliere, in qualche misura, l’influenza a cui assoggettarmi? Rendendomi sempre più consapevole, conoscendo sempre di più me stesso. Solo così posso evitare le influenze più pesanti e meccaniche (il sonno che domina tutta la massa umana) derivante dalla programmazione inconscia, per passare a quella dei pianeti, che è, in ogni caso, meno pesante, ed è quella che mi corrisponde dalla nascita.

Ci stiamo liberando dall’imprinting fondamentale e primordiale, quello che ci ha fatto credere d’essere mortali anziché immortali; figli d’una coppia anziché dell’umanità intera; cittadini d’uno stato anziché del pianeta Terra; appartenenti ad una razza invece che figli di Dio e particelle di Dio; fatti solo di carne anziché di carne e Spirito Divino.

E così, attraverso le situazioni familiari pressanti, pesanti e devastanti, siamo chiamati a scardinare quello che non è Verità, quello che non ci corrisponde, quello che abbiamo appreso ma che non ci è mai appartenuto.

Più mi rendo cosciente dei lacci che mi legano e me ne libero, e più “cado” sotto l’inflenza dei pianeti sotto i quali sono nata, che mi conducono a realizzare il Piano Divino della mia Anima.

In questa Luna Piena scopro di poter continuare il cammino di Libertà; sono in accordo con ciò che i pianeti mi indicano, la mia influenza è quella giusta. Continuo sulla strada sconosciuta ed inesplorata affidandomi alle stelle, che hanno guidato milioni di Esseri prima di me, con la certezza di andare verso Casa.

Valeria Pisano

 

* P.D. Ouspensky, “Frammenti di un insegnamento sconosciuto“, ed. Astrolabio

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AMORE, POSSESSO, PREISTORIA e STORIA

Tantric_IntimacyNella calura estiva, si sa, quando siamo tutti più “scoperti”, gli ormoni sono molto più svegli ed attivi, e così i pensieri ruotano spesso attorno all’amore. Ci sono molti modi per intenderlo, moltissimi e diversi per viverlo, e infinite illusioni e convinzioni su di esso. Soprattutto ci sono miliardi di abitanti del pianeta che credono di amare moltissimo, mentre stanno facendo tutt’altro. Nel frattempo, però, la maggior parte dei percorsi spirituali dicono che siamo venuti al mondo per imparare ad amare e, innanzitutto, noi stessi. Quindi mettiamo in fila qualche riflessione al proposito, che può solo farci bene.

Come avrete visto nel titolo, voglio partire da lontano ma, forse, ancor prima, è importante ricordare a tutti come funziona il cervello umano, che ha due priorità assolute:

  • salvaguardare la sopravvivenza dell’organismo che presiede;
  • salvaguardare la sopravvivenza della specie.

Questo vuol dire che il nostro famoso ‘inconscio’, che corrisponde al 95% di ognuno di noi, ci fa muovere, agire, prendere decisioni, innamorare, etc., per rispondere a questi due imperativi. Che si traducono, spesso, nella quotidianità, in due impellenze fondamentali, che si sostituiscono ed integrano a vicenda (vista la confusione esistente da millenni al riguardo): CIBO e SESSO.

Se vi siete mai chiesti come avete fatto a sposare proprio quell’uomo o quella donna ed a farci dei figli insieme, ora avete la risposta: l’urgenza di certe funzioni biologiche è pressante, in alcune fasi della vita.

Se vi siete mai chiesti come mai la pubblicità associa ad ogni qualsivoglia prodotto una donna seminuda o una coppia che sta per andare a letto, ecco la risposta. Il cervello associa a quel prodotto qualcosa che gli interessa molto e, inevitabilmente, gli rimane impresso, onde per cui l’azienda vende molto di più, che si tratti di automobili o di bulloni.

Se vi siete mai chiesti perchè, se non ricevete coccole e carezze, vi tuffate su dolci e cioccolata, ora sapete perchè.

Se vi siete mai chiesti perché, malgrado i divieti e le frustranti idee di ‘peccato’ instillate da millenni, malgrado le funzioni ed i ruoli pubblici rivestiti da certi personaggi, quasi tutti continuino a coltivare le proprie abitudini o perversioni sessuali, ecco la risposta. Non ci sono divieti che tengano: gli ormoni prevalgono, e non abbiamo molte possibilità di controllo sulla nostra parte inconscia che ci spinge a soddisfare i propri imperativi. Alla faccia delle tanto sbandierate convinzioni che con la forza di volontà tutto è possibile.

A questo punto si potrebbe disquisire per ore, ed a chi potrebbe obiettare: “Ma allora tu cosa credi, che siamo proprio come gli animali?” risponderei: “Come gli animali no (magari!), ma come gli automi sì, certamente! Un Uomo Consapevole non accetterebbe mai di diventare un ‘qualcosa’ che lavora, produce, spende, si ammala e muore e, meno che mai, accetterebbe di venir mandato in guerra ad uccidere i propri simili per servire gli interessi di pochi sconosciuti.”

Ma torniamo all’amore.

Premessa importante al riguardo credo sia comprendere da dove proveniamo.

Dai reperti archeologici ritrovati a partire da 35.000 anni fa, circa, risulta che gli umani vivevano in comunità, e che il concetto di Divinità era attribuito ad una Dea, rappresentata in statuette ritrovate in svariati luoghi, da cui deduciamo che il Femminile era ritenuto sacro. La donna, allora, era connessa ai ritmi del pianeta (che dava tutto il necessario), Ella dava la vita, era collegata ai cicli lunari, sapeva curare e medicare, sanguinava ma non moriva (mentre l’uomo che si feriva non sopravviveva). In questa comunità la sessualità era libera e condivisa, e non esisteva la coppia in quanto tale. La funzione dello spermatozoo maschile non era ancora conosciuta, ed i figli erano i figli di tutti, e venivano allevati da tutti.

Mi sembra fondamentale sottolineare che,  dai reperti archeologici, non sono emerse tracce di battaglie, armi (se pur rudimentali), o guerre.

Non esisteva il possesso, neppure della terra, che era di tutti; tantomeno di un uomo o di una donna. Eppure questo non scatenava la violenza ma, al contrario, probabilmente favoriva la sopravvivenza della comunità che si stringeva e si scaldava al riparo nella grotta, attorno al fuoco acceso. E la gioia e la felicità era assicurata, per tutti, vista la gran quantità di tempo che si dedicava a fare l’amore.

Se la cosa vi sconvolge, e non ci credete, potreste leggere questo articolo: http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/12/21/news/la-monogamia-e-contro-natura-1.244262

o leggere questo libro: “In principio era il sesso”, di C. Ryan e e C. Jethà, Odoya Ed.

Questa, però, era la preistoria e, come sappiamo, nella storia tutto è cambiato. La donna, considerata sacra, è stata convinta di essere colei che ha commesso un peccato originale per il quale tutti noi dobbiamo essere salvati. Nel corso dei millenni la sua sessualità libera è stata repressa, ignorata, considerata malefica e pericolosa; il sapere e l’Essere delle donne è stato demonizzato al punto che milioni di esse sono state arse vive come streghe nei secoli più bui. Un olocausto mai riconosciuto e dichiarato.

Il risultato di questo scempio è stato rendere sia la donna che l’uomo sconfusi, smarriti ed irretiti, completamente assuefatti ed asserviti ai dogmi delle religioni, insoddisfatti e dominati dai sensi di colpa, manipolati e utilizzati come marionette e burattini. Perché la vera libertà è, principalmente, libertà sessuale, e questa ci è stata negata (sia a maschi che femmine) per millenni. E’ stata sepolta sotto strati e strati di vergogna.

Al posto di una sessualità libera e gioiosa, abbiamo ora una pornografia avvilente, che mantiene soggiogati gli uomini e prostituisce le donne; abbiamo l’accettazione del dogma della monogamia come unica possibilità di vivere l’amore.

Secoli di fiabe manipolatrici hanno educato le donne a credere nel sogno dell’unico uomo con cui vivere felici e contente; secoli di repressione della parte femminile degli uomini li hanno infarciti di un’illusione di potere e supremazia, che li ha resi schiavi pronti ad uccidere, a combattere, a ritenersi padroni di qualcosa che non hanno mai avuto. Violenza, sesso veloce, senza dolcezza, contatto, condivisione, amore, delicatezza, intimità, complicità, allegria, gioco, fantasia. Dieci minuti di meccanicità, che lasciano insoddisfatti, infelici, rancorosi, convinti che qualcosa sia stato sottratto con l’inganno.

Se, da una parte, le persone meno capaci di sottrarsi alla manipolazione stanno sfogando con la violenza sulle donne il loro dramma, dall’altra l’incantesimo sta diventando più evidente e molti stanno esplorando altre possibilità.

La coppia, molto spesso, esaurisce il suo ruolo dopo qualche anno, quando anche i figli iniziano ad essere più autonomi, e la possibilità di cambiare partner sta diventando più accettata, anche in una paese così ‘castrato’ come il nostro.

Non è facile diventare capaci di stare bene da soli, di credere nel proprio valore e di meritare l’amore quando qualcuno non è qui a dimostrarcelo. Eppure, più amiamo ed accettiamo noi stessi, più possiamo comprendere che le storie non devono per forza durare per sempre, e che il lieto fine non è solo convivere ad oltranza, anche quando nulla più è rimasto.

Lo so, sono stata lunghissima, ed ho solo accennato a molte cose. Ma sta cambiando, stiamo cambiando, per fortuna.

E, chissà, che a furia di tornare indietro non ci ritroviamo al calduccio, accoccolati, in una caverna preistorica, tutti insieme, a fare l’amore.

 

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Luna Nuova in LEONE – 2 Agosto 2016 – Il Re ha domato Se Stesso

luna nuova in leoneMartedì 2 Agosto 2016 alle ore 22,46 la Luna sarà Nuova nel segno del Leone. Ancora una volta la Luna compie il suo ciclo in un giorno 2 – alle ore 22 – per simboleggiare il Mondo Nuovo che, silenziosamente ed inesorabilmente, sta continuando a costruirsi nelle Anime Antiche che calcano il pianeta Terra.

Il segno del Leone, conosciuto per la sua voglia di primeggiare ed essere sempre al centro dell’attenzione, in questo Nuovo Inizio rappresenta Colui che ha conosciuto Se Stesso, le sue ombre, le sue paure ed il suo ego, ed ha imparato a domarli. Non si tratta più di una belva feroce rinchiusa in gabbia, progioniera delle sue reazioni automatiche e soggiogata con bocconi succulenti, ma di un Re, fiero di Sè, sicuro del suo Valore, fiducioso nelle risorse che la sua Anima guerriera sta per manifestare.

Non si può essere pionieri del Mondo Nuovo senza l’animo coraggioso e fiero del Leone, che è disposto a sacrificarsi purchè tutto Ciò che ha Valore per lui sia protetto e riconosciuto, sia libero di camminare senza paura alla luce del Sole.

Questa Luna Nuova rappresenta, per tutti noi, la possibilità di iniziare a Vivere in modo coerente ed allineato con i desideri della nostra Anima. Non ci sono ostacoli che possano più tenerci lontani dal nostro Scopo, tranne quelli che noi stessi continuiamo a credere tali.

Per Chi ha compiuto il viaggio interiore ed ha incontrato, più volte, l’oscura notte della propria Anima, questo è un momento straordinariamente creativo, anche se sembra che non stia accadendo nulla di speciale, e che ogni cosa stia andando a rotoli. Dopo essersi preso la responsabilità di avere creato le proprie ombre, paure, negatività e situazioni di Vita, ora è possibile creare con il proprio Atteggiamento e la Visione Interiore.

Avendo compreso come funziona la propria capacità di realizzare quello che non vuole, ora sta sperimentando cosa significhi produrre, con la propria energia, ciò che desidera. Il colore del Leone è l’ORO, che qui simboleggia la possibilità alchemica di trasformare il piombo in oro: ora non creo più ciò che mi fa soffrire, ma ciò che mi rende felice!

Nell’elemento Fuoco del Leone c’è la passione che si è ora messa al Servizio di Qualcosa di più grande di lui, unita alla sua grande generosità. Quello che prima faceva per farsi apprezzare e riconoscere, adesso è il compimento di una Missione Sacra. Le cose cambieranno non perchè succederà qualcosa all’esterno, ma perchè egli ha cambiato la propria scala dei Valori, e segue altre Priorità.

L’organo collegato al Leone è il Cuore, e questa Luna Nuova ci apre la realizzazioni dei desideri che seguono le aspirazioni del nostro Cuore. Non più apparenza e importanza al giudizio mio o altrui, ma Conoscenza di Sè che fa capire perfettamente quali sono le cose davvero importanti, anche se vanno contro corrente; anche se occuparsi di ciò che fa star bene il Cuore e l’Anima sembra una scelta che non può permettere una realizzazione economica sufficiente a mantenersi. Chi ha compiuto il viaggio dentro l’abisso di Se Stesso, ed ha riconosciuto la propria ombra per ciò che è, adesso può brillare di Luce propria, creando il Bene per Sè e per gli altri e, grazie a questo, riceverà tutte le risorse che gli servono.

Il coraggio e la forza del Leone sono necessari, in questa fase, ed il Cielo ce li procura, perchè stiamo forgiando il Diamante (la pietra preziosa del Leone) che si crea con una enorme pressione, ed ha l’apparenza di un sasso grigio e grezzo, mentre nasconde dentro di sè un inestimabile Valore.

Presto i nostri diamanti sfavilleranno alla Luce del Sole e saranno il frutto della nostra ombra, riconosciuta, accolta, domata, e messa al Servizio di Qualcosa di più grande.

Il Re è sveglio, libero e capace di creare, poichè ha domato Se Stesso.

 

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Il “DONARE” CHE NASCE DAL CUORE

mochilas-1247666_960_720Quando donare diventa il tuo hobby preferito le porte del Paradiso Terrestre si spalancano per te. Sto parlando di qualcosa che nasce dal cuore, che ti fa comprare una cosa d’impulso, perché sai che starebbe benissimo ad un’amica, o di prendere qualcosa di simbolico e significativo da regalare al ritorno da un viaggio, o di saper riconoscere le persone che hanno davvero bisogno di ricevere il tuo aiuto, e prestare gratuitamente la tua opera.

In principio c’era l’obbligo di portare “qualcosa”alla mamma, o alla suocera, già sapendo che si trattava di sciocchezze inutili, che sarebbero finite su una mensola e mai più guardate. Lo stesso valeva per i regali di Natale, o quelli dei compleanni: la ricerca disperata di un oggetto che non finisse criticato, o ignorato, o riciclato.

L’obbligo, che mi ero creata da sola, si è infranto quando mia madre mi ha chiesto di poter riciclare un “ricordo”, che le avevo appena portato dal mare, per darlo ad una parente da cui sarebbe andata a cena la sera stessa. Nella mia famiglia i regali sono sempre stati “malvisti”: uno spreco inutile di danaro, ed un motivo in più per essere rimproverati; così, senza alcun rimpianto, ho smesso di “buttare via i miei soldi” per portare un regalo a chi non lo avrebbe mai apprezzato.

Un paio di amiche mi hanno subito dettato le regole del gioco: mai portare “ricordi” dalle vacanze per non fare l’errore gravissimo di “creare un precedente”! Sì, perché  la malcapitata a cui fosse toccato il dispiacere di ricevere il suddetto souvenir, si sarebbe sentita in obbligo di ricambiare nel suo viaggio successivo, aggravando il peso dei bagagli da ciarpame inutile e costoso.

Ho, quindi, abbandonato per sempre l’inutile giro dei bazar per turisti, anche quando la guida di turno mi scarica nel solito “negozio di tappeti”: ne approfitto, casomai, per cercare qualcosa per me stessa, che sia (impresa quasi impossibile a realizzarsi) magari un po’ più originale di quello che potrei trovare nei mercatini di casa mia.

Lasciato per sempre l’obbligo dietro le mie spalle, si è manifestato, in modo subdolo ed inaspettato, uno strano desiderio di scoprire oggetti simbolici, pietre cariche d’energia, statuette rappresentati le Dee dell’antichità o manufatti utili per qualche antico rituale, da poter donare alle poche amiche che sono in grado di apprezzarli. Non vado in cerca di nulla, ma getto l’occhio qui e là, mentre giro per le città che sto visitando, o percorrendo le stradine che mi conducono al mare, d’estate. Sono sempre loro a venirmi incontro, gli oggetti che poi acquisto, mi chiamano, si fanno notare; sono sempre esposti nel punto giusto per essere visti da me.  Altre volte si manifestano come idee nella mia mente, mi appaiono improvvise, luccicanti e rilucenti, facendomi venire la voglia di realizzarle, per sorprendere la persona a cui sto pensando.

E così, coltivando questo piacere inaspettato, mi dedico alla ricerca di ciò che vorrei donare, del simbolo, rappresentato in un oggetto di scarso valore economico, di un Bene molto più ampio che si potrà manifestare nella vita della persona a me cara.

Abbandonando i sensi di colpa associati allo “spendere denaro per cose inutili”, che avevo ereditato, ho aperto le porte alla gioia di dare senza aspettarmi nulla in cambio.

E’ solo quando il donare è completamente disinteressato che si può trasformare in uno stile di Vita che prevede abbondanza, ovunque, per tutti. Pensare al Bene di un’altra persona, e saperlo possibile, amplia anche le possibilità di chi sta formulando il pensiero.

Il Dono effettivo dell’Universo è sempre destinato a chi, prima o poi, saprà apprezzarne il Valore, ed onorarlo.

In questa Epoca di passaggio, in cui molte certezze e sicurezze sono svanite, ho imparato anche ad andare oltre all’insegnamento dei Maestri, che recitavano che ogni cosa richiede un prezzo da pagare. Riconoscere chi è davvero in difficoltà, ma ha la motivazione profonda di cambiare, ed offrirgli la possibilità di farlo, accresce, amplifica ed espande le possibilità di Bene che si diffondono in questa dimensione; ed il Cielo sa quanto bisogno ce ne sia, per controbilanciare l’oscurità del male, su questa Terra.

Puoi donare tempo, generi di prima necessità, vestiti, scarpe, oggetti, libri, mobili; puoi rendere dei servizi ad associazioni che si occupano di chi ha bisogno.

Ciò che conta è la tua motivazione: non sentirti apprezzato o benvoluto, bensì condividere qualcosa che già hai fatto per te stesso, e che ti ha colmato il cuore d’Amore.

L’apertura del cuore si manifesta quando non riesci più a pensare solo al tuo orticello, ma vuoi condividere la tua gioia con le persone che ti sono più care. La chiusura ottiene chiusura, mentre l’apertura spalanca le porte del Paradiso Terrestre, per te.

Te ne accorgi quando vedi che ogni tua problematica si risolve velocemente, le tue preghiere vengono ascoltate, e non ti devi più preoccupare del tuo domani. Non perché hai il conto in banca pieno di soldi, anzi, al contrario, perché hai messo la tua Vita nelle mani di Qualcuno più grande di te.

Il piacere del donare disinteressato ottiene in cambio uno straordinario Dono: l’Universo intero prova piacere a prendersi cura di te.

Sei diventato un amplificatore del Bene e, proprio per questo, il Bene arriva a te.

 

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“NON SENTIRE” E’ STATO UN SISTEMA PER SOPRAVVIVERE

portrait-317041_960_720Chi non riesce a “sentire”, spesso vive le emozioni come un pericolo. C’è qualcosa che schiaccia, stringe o soffoca, all’altezza dello stomaco, o del plesso solare, o della gola, e non permette il passaggio del respiro, facendo restare bloccati, quasi paralizzati. La sensazione più essere lieve e gestibile, come nei casi di ansia e stress, o terribile, come negli attacchi di panico.

Quella sensazione di blocco serve ad impedire di sentirne un’altra, probabilmente ritenuta molto pù pericolosa. Per non sentire la paura o la sofferenza, dunque, si è instaurato un meccanismo automatico di difesa che interviene a bloccarne la percezione, ma questa stessa sensazione produce, di fatto, ansia e paura, cioè ciò che non si voleva sentire.

La spirale sembra una disperata riproduzione, senza via d’uscita, di cui non si comprende la causa. L’unica possibilità è costituita dal prendere coscienza e consapevolezza di ciò che è accaduto al bambino che siamo stati, che ha dovuto creare, inconsciamente, un sistema di sopravvivenza in una situazione per lui insostenibile.

Nella normalità delle nostre famiglie ha origine quel malessere che, spesso, accompagna per tutta la vita, e viene alleviato solo da farmaci o psicofarmaci. Come testimoniano le uccisioni di donne che continuano ad insanguinare l’Italia, nell’infanzia negata e rimossa del bambino ci sono stati, molto spesso, dei violenti litigi tra i genitori, a cui lui ha dovuto assistere, spesso sentendosi impotente e sbagliato, e, ancora peggio, ritenendosene, magari, la causa.

La maggior parte delle persone ritiene di aver avuto un’infanzia normale e felice, perchè non gli è accaduto nulla di male, eppure non si rende conto che quelle scene hanno bloccato e paralizzato una parte di sè, che ha dovuto creare un sistema di sopravvivenza, costruendosi un carattere che lo rendesse invisibile, dando il meno fastidio possibile, cercando di fare il buone ed il bravo, prendendosi l’incarico di salvare l’esistenza dei genitori, facendosi carico dei loro problemi e della loro sofferenza.

“Dal momento che i genitori autoritari hanno sempre ragione, non è necessario stare a rompersi la testa ogni volta per decidere se quello che vogliono sia giusto o meno. E, del resto, come si potrebbe giudicarlo? Da dove discernere i parametri per stabilirlo, se ci si è sempre fatti dire che cosa era giusto e che cosa ingiusto, se non si è mai avuta occasione per fare esperienza dei propri sentimenti e se, oltre a ciò, qualsiasi accenno ad una critica, che i genitori non accettavano, rappresentava un pericolo mortale per il bambino? Se l’adulto non ha costruito nulla che sente come suo proprio, allora nella buona e nella cattiva sorte si vive alla mercè dei superiori, come il lattante è alla mercè dei genitori; dire di ‘no’ ai più potenti gli sembrerà sempre moltalmente pericoloso.” (1)

I genitori autoritari, sia che abbiano usato violenza fisica che psicologica, oltretutto, vengono idealizzati dal bambino che non ha più accesso al suo sentire ed è abituato a prendere per buono tutto ciò che gli viene detto. Nella sua corazza protettiva continua a credere nella famiglia e nella bontà dei propri genitori, che cercherà di difendere e proteggere e, da adulto, farà il possibile per mantenere fede a quegli ideali, ricreando lo stesso tipo di famiglia.

In questo clima hanno vissuto, da bambini, gli uomini che ora si stanno scardinando dentro, ed a volte non riescono a trattenersi dal compiere un atto violento, e le donne che subiscono, convinte che quello sia l’amore, le attenzioni, le dipendenze morbose, le fissazioni, senza pretendere di meglio e di più per se stesse ed i propri figli.

Il carattere costruito come una difesa mostra le sue crepe, dalle quali arrivano, ugualmente, le sensazioni rimosse e soffocate; il sistema di difesa si sta sgretolando, ma l’adulto non ha nulla da sostituirvi e, per questo motivo, è bene che si faccia accompagnare in un percorso da chi è preparato ad aiutarlo. L’ansia, lo stress, il panico, sono modi del corpo per segnalare che non riesce più a controllare qualcosa che sta venendo a galla. I farmaci possono tenere a bada e tranquillizzare un po’, ma solo la presa di coscienza di ciò che è avvenuto e la consapevolezza possono sciogliere il dramma del bambino e rendere l’adulto che è diventato capace di accoglierlo, con tutte le sue fragilità e vulnerabilità.

In questa infanzia rimossa e negata sta, sempre, la spiegazione di tutto ciò che accade; nei terribili metodi educativi in uso fin quasi alla fine del secolo scorso sta la spiegazione del fatto che le persone non trovino mai il coraggio di ribellarsi alle autorità, anche quando sono palesemente corrotte e deviate, oppure che si affidino a gruppi che giustificano violenza o ideali contro l’umanità.

“La storia del Terzo Reich ci aiuta a scorgere più chiaramente le conseguenze della ‘pedagogia nera’: sullo sfondo del rifiuto dell’elemento infantile che viene inculcato nella nostra educazione si può quasi arrivare a capire come tanti uomini e donne abbiano potuto accompagnare alla camera a gas, senza apparente difficoltà, un milione di bambini che per loro incarnavano le parti più temute del proprio Sè. Ci si può perfino immaginare che essi li abbiano sgridati, picchiati o fotografati e abbiano potuto così finalmente stornare l’odio che avevano accumulato nella loro prima infanzia. L’educazione che essi ricevettero era rivolta fin dal principio ad annientare il lato infantile, giocoso e vivace presente in loro. Dovettero continuare a riprodurre la medesima crudeltà che era stata loro inflitta , l’assassinio psichico perpetrato su quel bambino che essi erano un tempo: nei bambini ebrei che portarono alla camera a gas essi non fecero altro, in fondo, che continuare ad uccidere il proprio lato infantile.” (2)

Solo rendendosi conto delle conseguenze dell’età infantile nell’adulto possiamo comprendere come avvengano certi fatti di sangue e perchè le dittature o la mancanza di Umanità siano ancora così diffuse nella società civile.

I bambini che siamo stati chiedono oggi di essere accolti, amati ed accettati per quello che sono, e questo è il messaggio che il corpo comunica attraverso le emozioni che non riescono più a restare represse e rimosse. Riappropriarsi del proprio ‘sentire’, per l’adulto,  non è più un pericolo o una minaccia mortale, come il bambino l’ha percepita allora, ma una possibilità di Vita finalmente partecipata, vibrante, vera e ricca di gioiose emozioni. Perchè anche la gioia ed il piacere vengono cancellati dall’impossibilità di lasciarsi andare, di cui tanti soffrono.

E’ importante farsi aiutare da chi ha già compiuto questo processo per Sè, poichè la maggior parte dei terapeuti sono, in realtà, persone che vogliono aiutare chi ha le loro stesse problematiche irrisolte, che percepiscono energeticamente.

In questa epoca di Verità e Consapevolezza i bambini torneranno ad essere vivi e vitali nell’adulto, come un sano ‘sentire’ prevede.  Solo in questo modo saremo in grado di evitare le tragedie, di accogliere umanamente chi ha bisogno, di occuparci seriamente dei problemi del mondo. Solo avendo fatto questo per Se Stessi si può migliorare la propria Vita e quella degli altri.

E, forse, solo allora, all’olocausto ed al genocidio di tanti bambini sarà resa giustizia.

Valeria Pisano

 

Note:

  1. Alice Miller, “La persecuzione del bambino, le radici della violenza“, Bollati Boringhieri
  2.   ”         ”                    ”                                 ”                                      ”                   ”           “
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IL GIUDIZIO E LA COLPA ESISTONO SOLO IN QUESTA DIMENSIONE

man-1283237_960_720Il lavoro su me stessa da oltre vent’anni, e quello con i miei clienti, mi hanno fatto comprendere molto bene che ciò che accade nella nostra Vita non è il risultato della nostra volontà, ma delle risposte automatiche dell’inconscio. Più mi rendo conto che l’essere umano è meccanico, più mi rendo conto che le sue azioni sono mosse da molteplici fattori, e non sono consapevoli.

Il condizionamento avviene entro i primi sette anni di età, quando si creano tutte le ferite che determineranno il “carattere”: la creazione di un falso Sè che servirà da difesa, da protezione alla sofferenza subita. Questa stessa “corazza” farà sì che riviviamo e riproduciamo noi stessi la ferita, facendola vivere a noi stessi ed agli altri.

Coloro che incontriamo non arrivano per caso, veniamo attratti l’un l’altro riconoscendo la stessa energia sottile che produrrà di nuovo la stessa situazione.

E’ per questo che ritengo l’essere umano inconsapevole del “come” e del “perchè” ha prodotto alcuni risultati, di cui, spesso, a posteriori, si pente amaramente. In questa dimensione viviamo spesso la sensazione di essere “in colpa” o sbagliati; siamo sottoposti, spesso, al giudizio degli altri; viviamo in una società che si basa sul rispetto di molte leggi, che sono fondamentali per il buon andamento sociale. Non può essere diversamente ed è bene che sia così.

Ma, più si percorre un cammino di Consapevolezza, più ci si può rendere conto che sono i condizionamenti e gli auto-condizionamenti che ci pilotano, e possiamo riconoscerlo in noi stessi e negli altri. Per capirne di più farò qualche esempio.

Spesso leggo sui Social Network delle frasi come: “Chi ama non tradisce!”, che sembrano tanto belle di per sè, ma, nell’ottica in cui sto parlando, non vogliono dire assolutamente niente. Chi ha vissuto, nella prima infanzia, la ferita del tradimento, che di solito si percepisce come causata dal genitore del sesso opposto, inconsciamente la riprodurrà,  più volte, nella propria esistenza. Come scrive Umberto Galimberti “…niente impedisce di dire a tutti coloro che si sentono traditi che forse un giorno hanno scelto chi li avrebbe traditi per poter incontrare se stessi, come un giorno Gesù scelse Giuda per incontrare il suo destino.” (1) Non ci si è mai resi conto, fino a quel momento, che la propria identità ed il proprio valore erano stati consegnati all’altro, come fosse l’unico motivo per sentirsi degni d’amore il fatto che l’altro ci amasse.

Come direbbe Joseph Conrad: “Tradire. Parola grossa. Cosa significa tradimento? Di un uomo si dice che ha tradito il Paese, gli amici, l’innamorata. In realtà, l’unica cosa che l’uomo può tradire è la sua coscienza. (2)

Ognuno di noi dimentica Se Stesso e si racchiude in una corazza difensiva, fin dai primi anni di Vita, per difendersi, per proteggersi, per non sentire più la sofferenza che, inevitabilmente, quasi sempre, arriva. Aver dato all’altro la possibilità di darci valore, senza sentirlo più quando si interessa a qualcun altro, ecco, questo è tradire Noi Stessi. Non ci accorgiamo di quante volte lo abbiamo fatto noi per primi, e quante cose abbiamo ignorato e calpestato, senza rendercene conto.

In questo senso, come si può giudicare l’altro colpevole? Non esiste più il reato penale di adulterio, che è stato abolito pochi decenni fa, ma, sicuramente, ogni relazione ne subisce le conseguenze.

Ogni situazione è diversa, ogni persona è diversa ed ogni corazza protettiva è più o meno spessa, ma, più vogliamo comprendere meglio noi stessi e ciò che accade nella nostra Vita, più dovremmo chiederci: “Come mai mi è accaduto questo? Cosa, IN ME, lo ha causato?”

Se prendiamo per buona la frase che dice che “Nulla accade per caso”, allora quello che è accaduto ha un suo perchè, e la situazione che si è creata è utile, in qualche modo, alla mia Anima, perchè io impari qualcosa.

Allo stesso tempo, come scrisse Alice Miller, nei suoi studi sulla persecuzione del bambino e sull’infanzia di molti criminali, se non si prende in considerazione il vissuto infantile della persona è impossibile comprendere come possa aver compiuto alcune azioni, o come possa aver realizzato un certo destino. “Perchè un bambino maltrattato non divenga un delinquente o un  malato mentale è necessario che egli, perlomeno una volta nella vita, incontri una persona la quale sappia per certo che ‘deviante’ non è il bambino picchiato o smarrito, bensì l’ambiente che lo circonda. La consapevolezza o l’ignoranza della società aiutano, in tal senso, a salvare una vita o contribuiscono a distruggerla. Di qui la grande opportunità che viene offerta a parenti, avvocati, giudici, medici ed assistenti sociali di stare, senza mezzi termini, dalla parte del bambino e di dargli la loro fiducia.” (3)

Anche qui si parla di consapevolezza, dunque.

In questa dimensione esistono le cause, quasi sempre sepolte nell’infanzia dimenticata, che rendono una persona ciò che è, e poi le conseguenze, che ne scaturiscono per il resto dell’esistenza.

Se vogliamo accrescere la nostra Consapevolezza andremo, sempre e comunque, a cercare le cause nascoste, non visibili ai più. Questo ci rende davvero capaci di avere una visione non chiusa e parziale, non di condanna e di giudizio, ma di comprensione effettiva.

Nelle altre dimensioni, invece, in quelle invisibili, o sottili, il giudizio o la colpa, semplicemente, non esistono. Ci sono esperienze che l’Anima deve compiere per evolvere, e questo è il motivo per cui si incarna su questa Terra. Dalle esperienze più rudimentali, grezze e grossolane, che possono essere iniziare la Vita e poi perderla per mancanza di salute o di cibo, si può passare ad esperienze violente o crudeli, in cui si è a volte vittime, ed a volte carnefici. E, di Vita in Vita, si può arrivare a sperimentare situazioni meno difficili, più semplici, più scorrevoli. E, quando si è vissuto molte Vite, imparando di esperienza in esperienza, si può tornare per mettersi al servizio ed aiutare gli altri, dedicandosi a qualcosa che eleva la propria Anima. In tutto questo non c’è condanna, non c’è sentenza nè appello, solo un infinito Divenire, nel quale l’Anima si sperimenta nella separazione, per provare tutti i molteplici aspetti dell’Uno a cui appartiene, per poi farvi ritorno.

Di tutto questo non ho alcuna prova, se non il sentire che è la cosa che è accaduta a me; ho la certezza d’essere un’Anima antica, tornata per servire un Compito superiore, per aiutare le altre Anime nei passaggi difficili.

E’ un onore ed una prova costante, è una sicurezza impegnativa che mi rende serena, perchè so che ogni cosa è perfetta così com’è. Anche in questa dimensione, così frammentata e sbilanciata.

Valeria Pisano

 

Note:

(1) Umberto Galimberti, “Il segreto della domanda“, Apogeo

(2)     ”                    ”                   ”                         ”                    ”

(3) Alice Miller, “La persecuzione del bambino“, Bollati Boringhieri

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QUAL E’ IL PERICOLO REALE?

love-letter-1285404_960_720E’ stato fatto un commento interessante ad un mio articolo, che credo meriti una risposta approfondita. Tengo in grande considerazione chi è scettico o diffidente, perchè lo sono stata anche io, e per la maggior parte degli anni che ho. Quello che ho verificato è che la persona che parte con scetticismo è quella che, quando ha verificato e conosciuto la persona o la metodologia, si dedica con maggior impegno ad impararla e praticarla; al contrario di tanti entusiasti che cambiano direzione o disciplina ogni due o tre mesi.

Il commento mi dona l’occasione di approfondire alcune cose che, anche se magari non costituiranno una risposta convincente per chi lo ha scritto, possono essere utili a qualcun altro.

Questo è il mio articolo, ed ecco il commento, che riproduco integralmente:

“Vorrei fare un appunto o critica che dir si voglia a questo articolo. Mi prendo la responsabilita di sostenere che un articolo del genere, nonostante l’intento sia sicuramente positivo, sia di una pericolosita’ estrema e nascosta. Chi si avvicina a certi argomenti o a certe pratiche ci si avventura molte volte in momenti di crisi, di dubbi, di cambiamento e di difficolta’. Incitare al cambiamento dovrebbe essere un suggerimento, un invito velato accompagnato dal suggerire di non abbandonare elementi razionali di giudizio. Lasciare il posto di lavoro da postino (esempio) potrebbe essere una buona idea…ma poi? Quale e’ l’interesse reale di scrivere in grassetto se non ci proverai la tua vita sara’ stata inutile? Non scherziamo su certe cose…mi sembra evidente che molti, se non tutti alla fine quindi compresa la sig.ra Pisano, vogliano portare acqua al loro mulino sotto forma di un non so quanto vile marketing spiritualistico. Chi opera nel settore della guarigione insegnamento etc etc. guarda un po’ suggerisce sempre certe cose…ma magari ha anche un interesse di fondo no? O non si puo’ dire altrimenti si giudica o si pensa male?
Non avrei detto o pensato cosi se la sig.ra fosse per esempio una raccoglitrice di pomodori presso l’orto di casa sua o se fosse una allevatrice di gatti da corsa…e invece e’ una yoga leader life coaching e bla bla bla. Non metto in discussione l’intento di stimolare una ricerca interiore ma la superficialita’ delle parole scelte… soprattutto il finale in grassetto che mi sembra quasi una forma di violenza psicologica.”

Il titolo che ho scelto fa riferimento proprio al “pericolo”, di cui si parla all’inizio del commento. La mia domanda, infatti è: qual è il pericolo reale? Soprattutto qual è la pericolosità estrema e nascosta? Nell’articolo raccontavo di quella che tante persone mi raccontano essere la loro quotidianità, cioè essere costretti ad un lavoro che li fa stare male solo all’idea di alzarsi al mattino, mentre qualcosa, dentro, chiede di potersi esprimere più liberamente: talento, creatività, gioia di vivere, leggerezza, o altro.

Quindi, qual è il pericolo reale? Forse quello che migliaia di persone rassegnino immediatamente le dimissioni appena letto quello che ho scritto? Non lo credo possibile, perchè ho amiche che mi parlano da decenni del lavoro che non sopportano più, e, come loro, tanti si interrogano su come potrebbero sbarcare il lunario facendo qualcosa che amano, ma non hanno il coraggio di lasciare il proprio stipendio sicuro.

Credo, piuttosto, che il pericolo reale sia ascoltare coloro che diffondo paura e incertezza, così da tenere legati al proprio giogo coloro che non hanno il coraggio di tentare altre strade. Credo, soprattutto, che il pericolo più grave sia trovarsi, alla fine della propria Vita, scoprendo di non avere vissuto, pieno di rancore, rabbia, scontentezza e dolore. Questo è ciò che si può dedurre frequentando gli anziani, gli ammalati negli ospedali, coloro che sono in fin di vita. Questo, almeno per me, è un pericolo molto più diffuso e concreto: sprecare la propria Vita.

Sono riuscita, con grande impegno, a cambiare quello che mi faceva star male nella mia Vita, e adesso, avendo compiuto un lungo percorso di Crescita Personale per me stessa, aiuto coloro che VOGLIONO migliorare o cambiare. E’ vero, siamo in tanti a definirci “Coach”, e a voler insegnare qualcosa in questo ambito. Siamo, sicuramente, in troppi, e tanti sono coloro che non hanno una Vita congruente con ciò che predicano, e penso che questo sia un pericolo reale.

Attraiamo ciò che SIAMO, ecco perchè dovremmo sempre chiederci come mai abbiamo incontrato qualcuno che ci ha abbindolato, in particolare se siamo convinti che la maggioranza delle persone abbiano come scopo quello di fregare gli altri. Quando è successo a me ho dovuto mettere in pratica quello che predico e andare a guardarmi in profondità quello che lo SPECCHIO che avevo guardato rifletteva (queste le mie riflessioni sull’esperienza).

D’altro canto da una raccoglitrice di pomodori mi aspetto che scriva su come fare una magnifica salsa, o su come seccarli alla perfezione; da una allevatrice di gatti da corsa come farli raggiungere lo sprint perfetto, non certo che parlino di cambiamento o di crescita personale. In caso contrario la mia intelligenza non brillerebbe di sicuro! Eppure la cosiddetta “normalità” vuole che ci siamo perfettamente abituati al fatto che le persone si occupino di cose su cui non sono per niente competenti, rivestano cariche istituzionali e ricevano compensi per qualcosa che non fanno, svolgano il ruolo di ministro di culto vivendo nel lusso e con grandi privilegi, ignorando la povertà del mondo, continuando ad essere conclamati esperti di “spiritualità”, mentre altre categorie fanno solo un “vile marketing spiritualistico“.

Riguardo allo “speculare sui dolori altrui” (come mi è stato anche scritto), ho sempre ben chiare le parole dei miei insegnanti, quando ci dicevano che “i Life Coach fanno la fame“. Devo convenire sul fatto che avevano ragione: con questo lavoro non si riesce assolutamente a mantenersi, a pagare l’affitto e le spese e, men che mai, a mantenere una famiglia. Eppure, nonostante ciò, non ho mai messo in discussione la Missione della mia Vita ben sapendo che, se l’avessi svolta, il Cielo stesso mi avrebbe aiutata a provvedere a me stessa. E’ abbastanza facile verificare, grazie al Social Network, che non partecipo ai grandi convegni, che non sono tra coloro che si disputano (con duelli all’ultimo sangue), i contratti con i pezzi grossi, che sono, assolutamente, “fuori dal giro”.

Il marketing è spesso meschino e vile, ma saper distinguere è una forma di intelligenza, mentre fare di tutta l’erba un fascio è, quello sì, pericoloso, perchè chiude ogni possibilità e categorizza sotto etichette standardizzate ogni persona.

Il mio compito è, e sarà sempre, quello di aiutare le persone ad avvicinarsi al proprio Sè più Vero, lasciando andare le maschere, le corazze, le sovrastutture e la falsa personalità. So bene che questo viene considerato pericoloso e sovversivo, eppure sempre di più sono coloro che, in questa epoca di Verità e Consapevolezza, cercano un aiuto per scardinare la falsità ed eliminarla dalla propria Vita. Forse potrebbero testimoniare questo le persone che mi hanno contattata, dicendomi di essere disperati e senza soldi, ed a cui ho cercato di dare tutto l’aiuto possibile, inventando uno scambio o dicendo che il pagamento non era necessario. Quando hai una Missione da svolgere niente ti può impedire di portarla avanti.

Ed, infine, ecco qui la mia “forma di violenza psicologica“, il finale dell’articolo, che trascrivo:

“Non abbiamo idea di quante cose sono possibili, oggi, e sono a disposizione di chi voglia, DAVVERO, diventare Se Stesso. Il presupposto necessario è quello di uscire dallo schema in cui sei ingabbiato, mollare l’ancora delle certezze che ti mantengono prigioniero, e volerti affidare alla Provvidenza che assiste gli audaci.

C’è una Voce che ti sta chiamando, ed il suo richiamo è diventato assordante. La tua Anima sta cercando di svegliarti e ricordarti la tua Missione. Se la svolgerai avrai vinto, se non ci proverai nemmeno, la tua Vita sarà stata inutile.

A Te la scelta.”

Sì, caro lettore, hai ragione, sicuramente ti sarà parsa minacciosa, questa conclusione che ti ricorda che la tua Anima ti sta svegliando, affinchè tu compia la tua Missione e che, se non ci proverai nemmeno, la tua Vita sarà stata inutile.

A chi sta dormendo non piace avere possibilità di scelta, preferisce credere all’ineluttabilità del destino, per non rischiare dei rimpianti futuri.

Per me, invece, si tratta di SCELTA, semplicemente, possibilità di SCELTA.

Quindi, concludo allo stesso modo: A Te la scelta.

Valeria Pisano

 

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CIO’ CHE ACCADE AL CORPO ACCADE A TUTTI I PIANI DELL’ESSERE

photography-945822_960_720E viceversa. Ciò che accade ad una parte accade al tutto, e questo vale anche per noi stessi.

Così, quando ci capita che una parte del nostro corpo subisca un infortunio, ad esempio la rottura di un arto, vivremo una situazione di impotenza, saremo costretti a dipendere dagli altri ed a stare fermi. Le gambe rappresentano la nostra LIBERTA’, la capacità di andare via dalle situazioni; se una gamba si rompe ci tocca rimanere nelle situazioni che abbiamo sempre voluto evitare; se un braccio si rompe dobbiamo smettere di FARE, ci tocca affidarci agli altri, ed il tempo che l’arto ci impiegherà a tornare sano è esattamente il tempo che ci serve per imparare quello che ci serviva sapere.

Secondo il Dr. Edward Bach, la malattia è il risultato di forze che hanno agito per lungo tempo in profondità e che, ad un certo punto, si sono manifestate nel corpo. I nostri piani “sottili”, quello EMOTIVO, quello MENTALE e quello SPIRITUALE, hanno covato a lungo qualcosa di dannoso e, non avendolo saputo risolvere, lo hanno concretizzato e materializzato sul piano fisico.

Un’amica, a cui è stato asportato chirurgicamente un nodulo maligno al seno, dopo circa un mese ha vomitato un mare di malignità addosso al proprio marito; gli ha detto tutto quello che ha “tenuto in seno” per 25 lunghi anni, ed è stato, come mi ha poi raccontato, come un fiume in piena, che era impossibile contenere.

Se la soluzione del sintomo avviene velocemente, come accade quando si interviene chirurgicamente, anche gli altri piani del nostro ESSERE compiranno il processo di guarigione, di conseguenza.

Siamo collegati: ciò che la nostra MENTE pensa ha un effetto sul nostro corpo; le EMOZIONI che sentiamo si manifestano con SENSAZIONI e PERCEZIONI fisiche e sono collegate ai pensieri che formuliamo; ciò che la nostra ANIMA ha deciso di sperimentare in questa Vita, il suo piano o la sua Missione, ci chiamano a determinate esperienze e, se cerchiamo di evitarle, il CORPO ci costringerà a viverle.

La MENTE si illude di avere controllo, cerca di reprimere, evita di SENTIRE, chiude le connessioni neuronali che permettono il passaggio delle informazioni sensoriali pur di non dover prendere atto di ciò che realmente accade al proprio interno. Spesso ci costringiamo a rimanere in situazioni che non tolleriamo, che ci fanno male e, quando riusciamo a venirne fuori, ci domandiamo come abbiamo fatto a resistere così a lungo, e rimpiangiamo il tempo che abbiamo sprecato.

man-979980_960_720In occidente tendiamo ad ignorare il CORPO e ciò che gli accade, mentre esso è il depositario della nostra VERITA’.

Quello che accade al corpo esprime quello che anche il piano mentale, emotivo e spirituale stanno vivendo.

Una persona che è nata con delle difficoltà motorie ha recuperato, nel corso degli anni, l’uso degli arti inferiori e, ultimamente, tramite una terapia sul corpo, ha iniziato ad essere ancora più sciolta e mobile. Quello che è accaduto al suo corpo sta facendo sì che ella si interroghi sulla possibilità di sganciarsi dalla dipendenza affettiva dai genitori; la libertà conseguita sul piano fisico si è immediatamente manifestata come una possibilità di sciogliere anche le catene emotive e mentali. E, sicuramente, la sua Anima, la sua parte spirituale, ha previsto tutto questo per la sua evoluzione.

Il corpo è la nostra possibilità di portare nel mondo materiale le esperienze che possono far crescere ed evolvere la nostra Anima che può così, Vita dopo Vita, compiere la sua ascesa verso la Luce. Per questo motivo, in Oriente, le discipline corporee sono strettamente collegate alla spiritualità, mentre la razionalità ha meno importanza.

Tutto quello che ci accade sul piano fisico ha un insegnamento per noi; ogni percezione, intuizione o sensazione del corpo va ascoltata e compresa, anziché repressa e nascosta.

Di questo dobbiamo prendere atto, se vogliamo davvero imparare a rispettare ed amare noi stessi.

 

 

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RESURREZIONE: il diritto di essere FELICE

divietoTutti coloro che hanno sfiorato la morte, o sono sopravvissuti ad una grave malattia, raccontano di come la loro vita sia cambiata completamente.                 I rimpianti per ciò che non avevano potuto fare o potuto ESSERE sono diventati la spinta a trasformare radicalmente se stessi e la propria esistenza.

Le persone che si rivolgono a me, in questi ultimi anni, hanno dovuto assistere allo sgretolarsi, immediato o graduale, della propria vita, che si è rivelata essere un insieme di menzogne, o una replica degli schemi ereditati da altri, o un tentativo di crearsi una difesa.

In quelle, apparenti, sicurezze, avevano nascosto le loro paure; in quelle relazioni avevano cercato di ottenere quello che non avevano avuto mai; in quella professione avevano manifestato ciò che volevano dimostrare ad altri…

In quella quotidianità in cui “non manca nulla” hanno smarrito la cosa più importante: Se Stessi. Al punto da non ritrovarsi e non conoscersi più, al punto da non sapere più “chi sono” e “perchè sono qui”. Le risposte precedenti erano state date a qualcun altro, ciò che avevano prodotto era “sono come penso che gli altri mi vogliano”, a cui però faceva seguito un disperato interrogativo: “Come mai non sono felice?”

C’è chi si ammala per trovare una risposta; c’è chi muore perchè non sa neppure di dover cercare qualcosa; c’è chi lascia morire tutta la falsità e poi risorge e ricomincia a vivere, senza neppure sapere come fare tutto diversamente.

La possibilità di morire e risorgere, che celebriamo nella Pasqua, non è più quella di un Maestro spirituale condannato a morte più di duemila anni fa, è quella che noi stessi stiamo sperimentando, sulla nostra pelle.

Questa epoca straordinaria ci costringe a scardinare ciò che non serve, ciò che ci è stato utile per proteggerci e diventare grandi, dopo un’infanzia in cui abbiamo nascosto e rimosso le nostre ferite, per diventare, ora, l’adulto che saremmo stati, se non avessimo sentito d’esser stati feriti.

Già molte volte i nostri avi si sono ribellati, ma l’unica rivoluzione che non è mai stata portata avanti, fino al successo, è quella dell’Amore. In questa non ci sono nè vincitori nè vinti; non c’è giusto o sbagliato, c’è solo la possibilità di ESSERE CIO’ CHE SI E’ DAVVERO, liberandosi dai condizionamenti ricevuti, dai limiti che crediamo di avere, dall’idea di non meritare altro rispetto a quello che abbiamo.

milky-way-1023340_960_720La rivoluzione dell’Amore consiste in questo: sei amato, sei stato amato nel momento stesso in cui i tuoi genitori, facendo l’amore, ti hanno chiamato alla Vita. Sei amato dall’universo intero, perchè tu sei nato, sei stato prescelto e destinato alla Vita, ed altri miliardi di ovuli e spermatozoi sono rimasti infecondi. Sei amato in ogni istante, perchè ricevi in abbondanza ciò di cui hai bisogno; è tutto qui, a portata di mano: la luce del sole, l’acqua, il cibo che nasce dalla terra, e ci sono state persone che si sono prese cura di te a lungo. Tu meriti di essere amato, non perchè sei speciale o diverso, ma semplicemente perchè sei vivo, sei umano, solo perchè SEI.

In questa resurrezione non hai più bisogno di dimostrare nulla a nessuno: hai la consapevolezza che sei stato creato nell’Amore e per l’Amore, ed è già abbastanza.

Non serve più che tu faccia qualcosa per sentirti bravo e per essere amato, tu lo sei già, e lo sai, e lo SENTI. Ti accorgi che quel raggio di sole sulla tua pelle, quel bicchiere d’acqua, quella carezza di tua madre, quella brezza che soffia leggera, quel frutto o quel fiore sono la testimonianza dell’Amore che ti ha portato in Vita.

Se prima ti sentivi separato e solo, ora SENTI di ESSERE UNO CON OGNI COSA, ti accorgi che non c’è distanza e non c’è differenza tra te e qualsiasi altra cosa.  Sei UNO con l’universo intero, e in questa Unità tutto è completo, non ci sono mancanze nè vuoti.

La Vita celebra se stessa attraverso di te, e tu senti il suo vibrare nelle tue cellule e sei felice; non hai alcun motivo per esserlo se non quello di essere vivo e di aver ricevuto questa straordinaria possibilità di sentirti così.

Sei morto e sei risorto, hai perso tutto ed hai trovato te stesso ed, in te, l’universo intero.

Buona Pasqua!

 

 

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LUNA PIENA IN BILANCIA, cosa ha valore per te?

luna4Il 23 marzo alle ore 13 la Luna sarà piena nel segno della Bilancia, illuminando il cielo di questa settimana, già caratterizzata dall’equinozio di primavera del 20 marzo.

Così come l’equinozio indica la stessa durata per il giorno e per la notte, per la luce e l’ombra, indicando il momento in cui i due fattori si bilanciano, così il segno della Bilancia ci porta a soppesare ogni cosa, per lasciar cadere il peso verso ciò a cui diamo più valore.

Ciò che abbiamo seminato con il periodo oscuro e freddo dell’inverno è già spuntato e sta crescendo, si protende verso l’alto, trovando forza nel terreno fertile, che abbiamo preparato con i nostri sforzi e l’impegno costante. Non abbiamo avuto scelta, la trasformazione è stata la nostra possibilità di riappropriarci della nostra Vita, di riscriverla secondo la nostra vera Essenza. Quello che abbiamo ereditato e tutti gli schemi ed i limiti che abbiamo creato si stanno sgretolando, lasciandoci spaesati, ma nella necessità assoluta di prendere in mano la situazione e di trovare la direzione giusta per noi.

La Bilancia è il segno che ama maggiormente la giustizia, che valuta e soppesa, al punto da scegliere strade alternative quando verifica che le regole sono ingiuste; è incline, proprio per questo, alla disobbedienza ed alla diversità.

La Luna piena, che indica il compimento della missione, il completamento del ciclo, ci chiede adesso di scegliere ciò che ci corrisponde davvero, lasciando cadere ciò che non ci serve più. Le maschere, gli obblighi, i doveri, il carico di sofferenza creata per alleggerire il fardello altrui, adesso devono essere abbandonati, e ciò che è davvero nostro deve avere spazio, tempo, valore.

justice-914230_960_720L’impegno verso noi stessi ora non può più essere delegato, non possiamo più continuare a credere che la felicità arrivi da qualcun altro.

E’ tempo di prenderci la responsabilità completa di CREARE la nostra Vita.

Rompendo la catena che ci lega alle generazioni precedenti, inventando dal nulla la possibilità di essere felici, riscattiamo la nostra “pelle”, mettiamo sul piatto le nostre esigenze, CREDENDO di meritare e di poter avere quello che desideriamo, che rende felice la nostra Anima.

Questa rivoluzione completa, che sovverte il destino già scritto di sofferenza e sopportazione, ereditato dai nostri avi, è la fase di avvio di un’epoca di Verità che seguirà quella della distruzione della falsità. E questo deve avvenire in noi stessi, per potersi manifestare nel mondo.

Siamo i pionieri che assistono alla distruzione di ciò che non serve più e SCELGONO con cura cosa far prevalere nella Vita che verrà.

Cosa ha valore per Te? Come vuoi che sia la tua Vera Vita? Queste sono le domande a cui la Luna piena in Bilancia ci chiede di rispondere.

Le nostre risposte creeranno i frutti che raccoglieremo, la felicità che avremo, l’eredità che lasceremo alle generazioni che verranno.

Scegli con cura cosa mettere sul piatto della bilancia. Sarà il tuo domani.

Valeria Pisano

 

 

 

 

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Luna Nuova ed Eclisse: il Risveglio della Bella Addormentata

bella addormentataQuesta notte (9 marzo 2016 – 9.3.9) alle ore 2,55 avremo la Luna Nuova e, contemporaneamente, l’eclisse totale di sole, che sarà visibile nell’oceano Pacifico.

Questi due eventi, congiunti, caratterizzano in modo speciale il cielo terrestre, donandoci energie particolari e interessanti spunti di riflessione.

La parola “eclisse” (o “eclissi”) è di origine greca, ékleipsis, propriamente “abbandono”, “mancanza”, da ekléipo, “lascio”, “abbandono” (in riferimento alla scomparsa del disco solare o lunare).

Ognuno di noi ha vissuto, in un modo o nell’altro, nella prima infanzia, il sentirsi abbandonato, ed ha poi, a sua volta, abbandonato il proprio splendore per entrare, sempre di più, nell’ombra di se stesso.

Nei secoli l’energia femminile è sempre stata associata alla Luna, e l’energia maschile al Sole. La Luna, con la sua potente forza di attrazione, ha effetto su molte cose: “da sempre è considerata influente sul raccolto, le carestie e la fertilità. Influenza la vita sulla Terra di molte specie viventi, regolandone il ciclo riproduttivo ed i periodi di caccia; agisce sulle maree e la stabilità dell’asse di rotazione terrestre.” (*)

La data di oggi, rappresentata dall’8, per la numerologia riporta al successo personale nel raggiungere obbiettivi, il potere di raggiungere risultati sia nel mondo materiale che spirituale. L’8 di marzo è associato ad una vicenda drammatica per le donne, che ha contribuito all’istituzione di una ricorrenza annuale per ricordare l’importanza del ruolo femminile.

La donna ha smarrito, da oltre cinquemila anni, la funzione sacra che ha sempre rappresentato, il collegamento alla divinità che, attraverso di lei, si esprime creando nuova vita, la connessione alle forze planetarie, alla natura, al potere di cura e di guarigione che l’hanno sempre caratterizzata.

La data di domani, rappresentata dal 9, per la numerologia è simbolo di compimento e completezza, in quanto comprende energeticamente tutti i numeri che lo precedono. Indica quindi la fine di un ciclo evolutivo, il raggiungimento della propria missione.

In questa notte, dunque, di passaggio dall’8 al 9, la Luna sarà totalmente oscura (Luna nuova) eppure la sua ombra oscurerà completamente il Sole (eclissi).

In questo importante transito energetico, la Bella Addormentata, la donna rappresentata nella fiabe come dormiente e dimentica di se stessa, compirà lo sforzo di risvegliarsi da sola, senza ricevere il bacio di alcun principe.

luna nuova donnaIl nuovo inizio, che la Luna nuova ciclicamente rinnova, ogni mese, diventa, questa notte, la fase in cui la Donna riprenderà a splendere, a brillare, a riappropriarsi di ciò che è suo, di cui aveva completamente perso la memoria.

Tutto l’universo sta tramando affinchè questo avvenga, poiché l’eroe che salverà il pianeta Terra e, con esso, tutti suoi abitanti, non è un eroe, ma una Dea.

Una Dea madre, completamente amorevole e compassionevole, pienamente consapevole del proprio valore e del proprio potere; pienamente cosciente di quello che ha fatto a se stessa, restando preda dell’incantesimo che l’ha addormentata per cinque millenni.

Le donne chiedono aiuto, finalmente; si rendono conto di non essere felici, cercano, con tutte le loro forze, di non perpetuare il destino delle loro madri.

Questa ricerca sta per avere fine, l’incantesimo sta per svanire, la Bella Addormentata sta per riprendere il suo ruolo di principessa, di regina, di Dea connessa alle forze più potenti dell’universo.

All’uomo spetta la scelta di costruirsi di nuovo, di ritornare ad onorare, rispettare e venerare il Divino incarnato; alla Donna risvegliata spetta il compito di accompagnare l’Uomo ad incontrare la Divinità che risiede al suo interno.

Gli astri che si che si uniscono questa notte, nel cielo, rappresentano il passaggio dalla possibilità di successo al compimento della Missione, l’unione sacra della Donna e dell’Uomo risvegliati, che sono Qui per realizzare l’antica profezia della salvezza per il genere umano.

 

(* fonte: Wikipedia)

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IL VALORE DELLA VITA ovvero come il Vero Sè doni gioia e la sua negazione porti malattia

sorriso6La maggior parte delle persone non capisce ancora che i propri sintomi a livello fisico corrispondono ad un malessere sul piano emotivo, mentale e spirituale.

Pur rendendosi conti di avere una vita che non li soddisfa e non corrisponde alle proprie inclinazioni, cercano di rimanere in quella situazione in modo più confortevole. Magari si lamentano e non capiscono come mai gliene succedano di tutti i colori, danno la colpa alla sorte, al destino, alla sfortuna, alla mamma, al papà, alla moglie o al marito, e poi rimangono lì. Perchè non prendono neppure per un attimo in considerazione il fatto che, quella vita, inconsapevolmente, l’hanno creata loro.

Avere ricevuto un “imprinting” familiare, aver sofferto per qualcosa che poi l’inconscio ha, abilmente, rimosso, è diventato, invece, per altri, qualcosa su cui “lavorare su”. Tanti, per fortuna, hanno compreso che, indipendentemente da ciò che è accaduto in passato, la responsabilità di questa vita è propria, è personale.

Ecco, questo è il punto, abbiamo ricevuto il dono della vita, o abbiamo scelto di incarnarci di nuovo (a seconda di come uno veda le cose) per mettere a frutto questa possibilità, per farne qualcosa di buono, che valga la pena.

Tutti attraversiamo una fase di ribellione, prima o poi, e, successivamente, ci sono diverse possibilità, vediamone qualcuna:

  • quando ritieni di essere arrivato all’età adulta entri, senza nemmeno accorgertene, nel solco che era stato tracciato per te, o nel ruolo svolto nella vita da tuo padre, o da tua madre. A volte te te accorgi, e ti chiedi come sei finito a fare proprio ciò che, dicevi, non avresti mai fatto, e poi vai avanti. Diversi sintomi ti accompagnano, ma non se ne riesce a capire la causa.
  • non ti senti compreso, accolto ed amato a sufficienza, quindi decidi inconsciamente: “Adesso vi faccio vedere io!”. Ti impegni nel tuo lavoro e nella vita per diventare il più bravo, il più bello, il più ricco, il più stimato, il più riconosciuto e rispettato. Elargisci doni ai tuoi familiari, dai loro quello che non hanno mai avuto, giusto per dimostrare loro: “Avete visto? Ecco cosa sono capace di fare!”. Ti senti stanco e stufo, ma non sai come fare ad uscire da questo ruolo, che succhia tutte le tue energie. Non ricevi quello che speravi, anzi, non sei mai soddisfatto, e non capisci bene il perchè.
  • ti ribelli e ti auto-distruggi, attraverso dipendenze pericolose per te e per la tua salute. Può essere droga, ma anche videogiochi, fumo, gioco, alcool, cibo, sesso deviato o altro. Scendi sempre più la china, senza rendertene conto.
  • ti accorgi che c’è qualcosa che non va nella tua vita, ed inizi a leggere, a frequentare qualche corso, ad investire nella tua crescita personale. Vuoi capire come mai stai così. Vai da qualcuno che ti possa aiutare, cerchi maestri o terapisti, che siano più avanti di te nel cammino, e li segui, fino a quando la tua vita si trasforma, inesorabilmente, in quello che vuoi tu. Continui da solo, gustandoti le esperienze, mettendo a frutto ciò che hai imparato, diventando tu stesso un faro ed una guida per altri che cercano il cambiamento.

Spesso la chiave di volta è una malattia, che costringe a prendere atto che la vita che si sta conducendo è nociva. Non avendo ascoltato il proprio richiamo interiore, si è costretti ad ascoltare il medico, che prescrive aria aperta, lunghe camminate, periodi di riposo, alimentazione sana, soggiorni al mare o in montagna, tranquillità e serenità.

Si può ignorare, lo stesso, la voce che dice che qualcosa non va, e continuare così, per quello che rimane da vivere. Fino a quando una malattia più grave non porta alla luce la verità di una vita sprecata, nella quale non si è potuto, o meglio, voluto, fare i passaggi necessari ad uscire dal solco del destino già tracciato, per scriverne un altro, del tutto nuovo.

Quando senti il richiamo della tua Anima e lo ascolti, la direzione della tua vita cambia. Puoi essere felice solo scegliendo di seguire ciò che fa parte della tua Missione, ciò che ti corrisponde, ciò che ti nutre e fa gioire la tua Anima. Non ci sono vie di mezzo nella strada verso il proprio Vero Sè, quello che è stato ignorato dai genitori e che, ad un certo punto, tenta il tutto per tutto, pur di potersi manifestare. 

Molti sono coloro che raccontano quanto una malattia li abbia costretti a cambiare rotta, un sintomo ad allontanarsi da luoghi di cui erano allergici, da situazioni impossibili da sostenere e come, nel cambiamento, abbiano scoperto il modo di vivere che più gli appartiene.

Tanti sono quelli che si arrendono, che non lo ritengono possibile, che rinunciano a dare valore a questa vita, che si trascinano in qualche modo, fino alla morte, con tristezza, rancore, rabbia e inquietudine. La loro Anima li costringerà a tornare, probabilmente, per ripercorrere gli stessi passi, fino a quando non troveranno il coraggio di cambiare rotta e realizzare il proprio Vero Sè.

donna sceltaMa sempre di più sono coloro che scelgono di dare valore a QUESTA VITA. Che vogliono viverla davvero, fino in fondo, istante per istante. Riconoscendola come unica, preziosa, straordinaria! Sono persone che hanno il sorriso negli occhi e la gioia nel cuore, anche quando piove, anche quando le cose non vanno come vorrebbero. Perchè hanno capito il valore di ogni singolo respiro, della terra sotto i piedi, del verde dei prati, dell’azzurro del cielo. E sanno che, queste cose, nessuno potrà togliergliele, mai.

Sanno vedere i doni che ricevono continuamente, per il fatto di essere vivi. Sanno aiutare chi ha davvero voglia di trasformare l’esistenza; brillano come una fiaccola sotto il moggio, come un faro nella notte; illuminano la via per chi cammina nella stessa direzione.

Hanno scoperto il proprio Sè e gioiscono di continuo nel sentirlo vivere davvero.

 

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HO MANGIATO UNA PIZZA FANTASTICA ma non ti dirò mai dove!

presa in giroChiunque metta passione e creatività nel proprio lavoro, e lo faccia conoscere attraverso i social network, vede in continuazione passare davanti agli occhi le proprie opere spacciate come se fossero di qualcun altro, con la firma o il marchio dimenticato volutamente o cancellato. E’ la normalità, purtroppo, ed ho letto una volta che essere imitati è il segno certo di aver raggiunto il successo.

Nel mio caso, la passione per lo scrivere e quella che ritengo essere la mia Missione, cioè divulgare i temi che vivo quotidianamente nella mia crescita personale e nell’aiutare i miei clienti, trovano spazio nella pubblicazione di post quotidiani sulle mie pagine social. Spesso mi capita di vedere le mie stesse parole copiate da qualcun altro, con sotto un’infinità di commenti, ringraziamenti e “like“, che la persona in questione accoglie beatamente, come fosse davvero tutto farina del suo sacco.

Le immagini che creo vengono condivise, spesso, con l’omissione del link di riferimento, così da diffondere il messaggio ma non l’autore. La mia Missione di divulgazione si compie ugualmente, anche se chi fa così non si rende conto di cosa comporta ciò.

Questo atteggiamento è ampiamente diffuso da milioni di persone, a quanto pare, per quanto riguarda i loro argomenti preferiti.

Un tempo mi arrabbiavo, ora non più, anche se continuo a ritenere che ognuno deve prendersi la responsabilità di quello che fa, di quello che dice e di quello che scrive e, per questo, continuo e continuerò sempre a firmare ciò che faccio.

Questo articolo di inizio anno non è, quindi, per lamentarmi di chi copia ed incolla senza pudore, ma, poichè parte della mia Missione è aumentare la Consapevolezza, l’intento è quello di far comprendere, a chi si comporta così, quello che sta creando nella propria Vita, in questo modo.

Innanzi tutto mi dispiace davvero tanto per chi “ruba” parole, immagini o suoni di altri, perchè migliaia e migliaia di volte ha già ingannato se stesso, credendo a chi gli ha detto o fatto sentire di non essere abbastanza, di non avere o di non essere niente di prezioso e di valore. Dover cercare attenzione e plauso copiando altri è un chiaro segnale della scarsa o nulla stima che si ha di se stessi e, purtroppo, così facendo si perpetua all’infinito la situazione. Migliaia di volte ancora rivivrai l’inganno quando qualcuno, che avrà visto o letto ciò che hai divulgato come tuo, si renderà conto che non sei davvero quello che sembravi essere e si allontanerà da te, irrimediabilmente deluso. Solo iniziando a credere in te puoi sciogliere questa terribile catena che ti lega al giudizio che hai interiorizzato rispetto a te stesso! Mi auguro che tu ti decida a trovare la strada che ti faccia scoprire le meraviglie celate nella tua Unicità!

Per quanto riguarda coloro che diffondono i post senza citare la fonte o cancellando i link da cui provengono, con la scusa di non fare pubblicità a chi sta già guadagnando una marea di soldi, e non merita certo di aumentare le proprie ricchezze, vorrei far presente che, chi svolge professioni di aiuto, ha raggiunto (credo e spero) i minimi storici per quanto riguarda il proprio compenso, e sta continuando ad aiutare in molti modi chi non ce la fa più, attraverso scambi, baratti, dilazioni di pagamento e sa il Cielo cos’altro.

Mentre ti fai un selfie con la lattina della tua bevanda preferita, o con le scarpe o la borsa o il giubbotto firmato, stai diffondendo ampiamente il marchio di svariate multinazionali, e di questo non ti preoccupi minimamente.

pizza-1081543_960_720Per quanto riguarda i tuoi amici, quelli a cui tieni, quelli con i quali hai l’amicizia sui social, ti stai comportando proprio così: “Guarda ho mangiato una pizza fantastica, ma non ti dirò mai dove!” Sai cosa ti dico, amico caro, quello a cui voglio tanto bene (e te lo scrivo tutti i giorni) tu continua pure a prendere fregature a destra e a manca, vai a mangiare quelle pizze orrende, imbottite di lievito chimico, che ti sfondano la pancia e che, dopo otto giorni, ancora stanno impestando di gas il tuo intestino.

Io, invece, ho scoperto delle parole o delle immagini che mi hanno colpito, e le ho condivise, proprio con te, ma non voglio farti sapere dove potresti, nel caso in cui tu avessi un problema, trovare un professionista serio, di quelli che scrivono la loro esperienza, la documentano, la comprovano ogni giorno. Preferisco che tu non sappia chi sia, e che continui a prendere fregature, da tanto che ti voglio bene! Ecco, questo è quello che stai facendo, e proprio ai tuoi amici, quando cerchi di evitare di diffondere chi sta dimostrando, con i fatti, la serietà del proprio lavoro.

A tutti quelli, invece, che credono che l’importante sia diffondere il Bene nell’Universo, con buona pace di chi dedica tempo ed  impegno per divulgare alcuni temi importanti, che lo facciano pure gratis e senza riconoscimento alcuno, voglio suggerire di non fare troppo i furbi, perchè l’Universo vede bene chi sta facendo davvero qualcosa e chi sta vivendo di rendita, e che l’unica strada possibile è quella di prendersi le proprie responsabilità personali, su questo pianeta.

E qui chiudo il primo articolo dell’anno, un anno che è iniziato (senza alcun fuoco d’artificio) davvero con il botto!!!

Auguri!!!!

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L’IMMENSA ARTE DI TORNARE BAMBINI

baby-696981_960_720Tra pochi giorni festeggeremo il ritorno di Dio sulla Terra nelle vesti di un neonato. Ognuno di noi è stato bambino, ed ha imparato, sulla pelle di quel bambino, come adattarsi ad un mondo che chiede di crescere in fretta e di dimostrare sempre di più la tua maturità.

Ed ora il nostro compito di adulti responsabili di Se Stessi è proprio quello di tornare ad essere quel bambino che non abbiamo potuto essere.

Tutto quello che abbiamo tentato di fare o di essere, ignorando il bambino che siamo stati, è fallito. Ora ci possiamo mettere all’opera per allenarci nell’immensa Arte di Tornare Bambini!

Per ricordarci ciò che eravamo, nonostante la rimozione che abbiamo effettuato per poter sopravvivere alle nostre, inevitabili, ferite, ecco un elenco di ciò che faceva parte di noi.

  • Sensibilità: è la caratteristica che ognuno di noi ha avuto e che ha cercato di reprimere, in molti modi. Oggi siamo rigidi, induriti, inflessibili, insensibili. Non è vero, non siamo così, ci siamo solo nascosti per bene dietro alle nostre corazze ma, da qualche parte, il nostro bimbo interiore è ancora lì. Sensibilità significa essere ricettivi e capaci di percepire qualsiasi variazione d’umore degli altri, qualsiasi sguardo o movimento impercettibile; vuol dire vedere e sentire cose che gli adulti fanno finta di non sapere e di non vedere. Vuol dire sentire quello che sentono gli altri, allo stesso modo. E questo significa che ogni sofferenza, dolore, ansia, preoccupazione, malattia, dei nostri genitori, ci ha colpiti e ci ha creato molta sofferenza in più di quello che possiamo ricordare.

Oggi la sensibilità è una dote rara, da riscoprire, per poter tornare a vivere le emozioni piacevoli e gioiose, che sono state cancellate come tutte le altre. Vuol dire poter sentire e comprendere ciò che sta vivendo un’altra persona, diventando, così, capaci di comprensione, compassione, perdono ed amore.

  • Assenza di giudizio: nei suoi primi anni di Vita il bambino non ha nessuno schema e nessuna regola a cui si debba attenere. Vive secondo i suoi bisogni fisici e fisiologici e non concepisce che ci possa essere qualcosa di male in questo. Le regole del comportamento, quelle sociali e morali, gli vengono trasmesse successivamente; gli viene associata vergogna o senso di colpa quando fa qualcosa di non accettabile nel suo ambiente; viene continuamente paragonato ad altri, in meglio o in peggio.

La capacità di sospendere il nostro giudizio, qualsiasi cosa stia pensando la nostra mente a proposito di qualcosa o di qualcuno, è ciò che ci può permettere di convivere pacificamente in un mondo in cui ognuno ha subito delle ferite e si difende nel modo che ritiene più idoneo per poter sopravvivere. Ciò che viene considerato “morale” è il risultato di una manipolazione di massa sempre più evidente, e chiamarsene fuori è un passo fondamentale per ritrovare la leggerezza dell’infanzia.

  • Curiosità: ogni bimbo ha voglia di esplorare e conoscere ogni più piccola cosa. Ci è stato insegnato a fare poche domande ed a crearci un “sapere” che ci faccia sentire accettati socialmente, dimenticandoci che c’è una gioia naturale nello scoprire ed imparare cose nuove.

La curiosità ci aiuta a ritrovare la magia e la sorpresa nelle piccole cose, ci fa trovare interessi e motivi per vivere a lungo e serenamente.

  • Meraviglia: ogni cosa ed ogni istante è nuovo, per il bambino che siamo stati! Accadono sempre molte cose straordinarie e durante l’infanzia abbiamo occhi per vederle. Non diamo nulla per scontato, non abbiamo rassegnazione nè disillusione, ma coltiviamo sogni e speranze.

Lasciarsi meravigliare da ciò che accade rende la Vita meravigliosa. Svegliarsi sorridendo al mattino al pensiero del nuovo giorno che sta per iniziare apre la porta alla magia che appartiene solo a chi sa stupirsi delle infinite coincidenze e avventure dell’esistenza!

  • Vulnerabilità: sentirsi scoperti, senza corazze nè difese, Essere Ciò Che Si E’. Molti pensano che sia un problema presentarsi così, al mondo. Moltissimi, quasi tutti, abbiamo costruito le nostre barriere protettive dietro cui nasconderci.

Con la saggezza dell’età adulta possiamo comprendere quanta Vita ci siamo costretti a non vivere, per restare dentro una corazza. Oggi possiamo capire che solo chi si manifesta per Ciò Che E’ può arrivare alla gioia interiore e vivere una Vita che valga la pena di essere vissuta. Non esiste nessun altro tipo di successo, se non quello di manifestare pienamente Se Stessi, i propri Doni, i propri Talenti, e compiere, in questo modo, la nostra Missione su questa Terra.

  • Giocosità: la voglia continua di giocare e divertirsi, scatenata da cose insignificanti. Quanto ne avremmo bisogno, ora, e quante volte ci è stato detto che era sinonimo di immaturità! Quanta serietà inutile, quanto prenderci troppo sul serio!

Ritrovare la voglia di giocare e divertirsi, attraverso la risata, la musica, la danza, il ballo, il teatro, e tutte le splendide arti create dall’essere umano, è un Dono inestimabile. Vale la pena di impegnarsi seriamente per ritrovarle!

  • Purezza: il bambino non vede nulla di male, non concepisce i secondi fini, è trasparente e sincero. Se avessimo stima e rispetto per noi stessi, se ci fosse stato dimostrato con i fatti quanto siamo preziosi, non avremmo avuto bisogno di alcun sotterfugio.

Prima o poi la nostra Anima ci spinge a ritrovare la nostra purezza. E’ un bisogno insopprimibile che ci chiama a lasciar andare le visioni distorte ed a tornare all’essenziale, a ciò che ha valore ed è candido e prezioso, puro ed eterno.

  • Tutto abbracciare: un bimbo non nota differenze, e se le vede se ne compiace, le trova affascinanti e curiose. La purezza dei bambini si manifesta nella capacità di accogliere chiunque, nel saper accettare ed amare ogni persona.

La capacità di accogliere è importantissima, e scoprirla di nuovo ci apre ad infinite possibilità che, altrimenti, ci vengono precluse. Capire cosa far entrare e cosa non ci corrisponde; discernere tra ciò che ci nutre e ciò che non è rispettoso nei nostri confronti è necessario, nell’età adulta. Facciamo molta confusione al riguardo ed imparare ad accogliere e rispettare noi stessi ci aiuta a comprendere e rispettare gli altri.

  • Vedere e dire la Verità: un bambino “sente” e “percepisce” ciò che accade, e lo dice, senza mezzi termini. Per questo è fastidioso e inopportuno, la maggior parte delle volte.

La Verità è molto semplice, ed è sotto gli occhi di tutti. Il bisogno di essere visti, accettati, apprezzati, amati, muove la maggior parte delle persone; la mancata soddisfazione di questi bisogni genera l’invidia, la cattiveria, e tutto il resto. Riuscire a vedere la semplice e banale Verità richiede una percezione che ha poco a che fare con tutti i pensieri contorti che la mente riesce a creare. Poter dire poche parole a qualcuno per farlo sentire compreso richiede la Vista del Cuore.

  • Amore: un bambino ama, senza condizioni! Accoglie a braccia aperte e sorride, cerca sempre il modo di far breccia nel Cuore, non mette barriere!

Quanto bisogno abbiamo dell’Amore incondizionato; quanto bisogno c’è, in tutto il mondo, di sentire che “vado bene così come sono”, che non devo cambiare, nè migliorare, ma sono amato, mi sento amato, proprio così come sono! Amo Me Stesso, e così imparo ad amare gli altri. Non mi ritengo più indegno, non mi giudico sbagliato nè peccatore, sono prezioso, così, come sono. Ci sono molte splendide cose racchiuse in Me e, se riesco a vederle, le riconosco anche in coloro che incontro.

  • Contatto: il contatto fisico, del corpo che tocca un altro corpo, è la conferma che esisto, che sono amabile, buono, meraviglioso! Il bimbo si struscia, si fa prendere in braccio, vuole sentire la presenza per essere tranquillo. Il calore del contatto è necessario ad ogni essere umano, anche se lo abbiamo dimenticato.

Le nostre rigidità e durezze sono dovute a tutti gli abbracci che non abbiamo ricevuto, a tutto il calore che ci è mancato; le tensioni e le contratture sono carezze non date e non ricevute. Rendercene conto è importantissimo. Diventando anziani si torna a sentire fortissima la necessità del contatto, e prima lo riscopriamo, prima possiamo godere appieno della meraviglia del nostro corpo.

Ci sono molte altre cose che vorrei scrivere, ma non so se i miei lettori riuscirebbero a seguirmi oltre. Se sei arrivato fin qui, forse, hai capito perchè nel Vangelo c’è scritto che per entrare nel Regno dei Cieli bisogna essere come bambini.

Io credo che stiamo già vivendo nel Regno dei Cieli, poichè il confine tra le dimensioni è molto sottile e che Qui sulla Terra possiamo celebrare la gioia della beatitudine, nella nostra Vita.

Mi auguro che Tu abbia voglia di allenarti nell’immensa Arte di Tornare Bambino. E’ il mio augurio per Te e per tutti i tuoi cari, in questo periodo di Ri-Nascita!

Valeria Natale

 

 

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La Consapevolezza toglie, non aggiunge

farfalla occhioNell’epoca della Consapevolezza questa parola viene usata sempre più spesso, ed ognuno le da il significato che è in grado di darle. Spesso viene associata a persone di grande spiritualità oppure a personaggi che hanno raggiunto fama e successo, e che hanno la capacità di comunicare concetti profondi e significativi. Molti sembrano credere che essere più consapevoli significhi raggiungere elevati livelli di sapere, di conoscenza; che significhi diventare Maestri con un grande numero di seguaci.

Per quanto mi riguarda ho verificato che raggiungere un grado superiore di Consapevolezza è un processo un cui perdiamo uno strato dopo l’altro, proprio come accade ad una cipolla che si riduce progressivamente al suo nucleo.

Probabilmente è per questo che la stragrande maggioranza dell’Umanità non è interessata a diventare più consapevole: teme di perdere qualcosa, e preferisce restare aggrappata a tutte le cose materiali che sembrano riempire il vuoto dell’esistenza.

Vediamo, in sintesi, qualcuno degli strati che possiamo toglierci:

  • la nostra personalità o carattere, comunque lo si voglia chiamare, si è creato come una corazza attorno alle nostre ferite primarie, quelle dell’infanzia. Tutto quello a cui facciamo riferimento quando diciamo: “Io sono fatto così!” è qualcosa che non ci appartiene e che possiamo, tranquillamente, lasciar andare;
  • le nostre convinzioni si sono create in momenti di sofferenza, in cui la nostra mente ha cercato e creato una spiegazione a quello che stava accadendo, per poterlo evitare in futuro. Gran parte di ciò a cui ci riferiamo quando diciamo: “Io sono convinto che…” è qualcosa che possiamo lasciar andare;
  • il nostro modo di vedere noi stessi si è strutturato in base al feedback che abbiamo ricevuto dalle persone di riferimento (genitori, insegnanti, ambiente sociale e familiare) e, spesso, ne abbiamo ricavato incertezza, senso di inadeguatezza, sensi di colpa, scarsa autostima, mancanza di una valutazione appropriata di Sè. E, come puoi già immaginare, anche questa è tutta roba a cui possiamo rinunciare benissimo!
  • il nostro giudizio sulle altre persone è, fondamentalmente, stato formulato a partire dalle nostre corazze e difese, da come ci hanno trattato e da quello che abbiamo riconosciuto in loro poichè abbiamo sofferto le stesse situazioni (sia come “causa” che come “effetto“). Riconoscere tutto questo dentro di noi ci fa scoprire, di conseguenza, che anche gli altri sono come noi, e ci rende molto più capaci di comprensione, amore e perdono;
  • le persone a cui siamo attaccati e che, in qualche modo inconsapevole, non fanno del bene alla nostra Anima, sono le prime che si allontaneranno da noi. Man mano che ci togliamo strati e strati non risponderemo più ai soliti meccanismi ed inizieremo ad agire invece che re-agire. Saremo sempre meno manipolabili e questo non farà piacere a chi era abituato a trattarci in un certo modo. Il loro allontanamento potrà dispiacerci, inizialmente, ma, con il tempo, capiremo che è perfetto così.
  • le situazioni che si ripetono o gli incontri con persone di un certo tipo, che sembriamo quasi “attrarre” noi, si trasformeranno. Non è detto che non accadano più ma, sicuramente, poichè siamo cambiati, le vivremo diversamente. E, con l’andare del tempo, saremo sempre meno feriti da certi avvenimenti o comportamenti, e non sarà più perchè tentiamo di non sentire la sofferenza o cerchiamo di farcela “scivolare via” ma, davvero, perchè la cosa avrà perso importanza per noi e non vivremo più le stesse sensazioni.

Mi fermo qui perchè starai già pensando: “E già, se tolgo tutto questo cosa mi rimane? Niente!”- ed, infatti, è proprio così! Questo è il “niente” di cui parlano tutti i Maestri, il “Nirvana”, il “nulla”, il “dissolvimento”, il silenzio della mente durante la meditazione…

Ed ecco, per rassicurarti, quali sono gli effetti che otterrai, grazie all’aver tolto gli strati della tua cipolla!

  • Più ti rendi conto delle tue reazioni meccaniche di difesa, più ti accorgi che la persona che le ha provocate non ha agito per farti del male, ma in base alle sue reazioni automatiche. Avrai maggiore comprensione nei suoi confronti e riuscirai a capire meglio le dinamiche che metti in atto nelle relazioni con gli altri. Il tuo “carattere” diventerà meno rigido, meno duro, oppure sarà più deciso e assertivo (a seconda di come eri prima). Ti scoprirai man mano diverso da com’eri e la tua Vita sociale migliorerà.
  • La tua visuale si amplierà e riuscirai a vedere quello che, prima non eri in grado di vedere. Ampliando la tua “mappa” il tuo mondo si arricchirà moltissimo, perchè ti accorgerai di quanto era chiuso e limitato prima. Ogni cosa di cui eri “convinto” di impediva di vedere molte altre cose che, ora, saranno accettabili e semplici per Te.
  • Più perdi strati di corazza e più ti scopri sensibile e vulnerabile. All’inizio ti sentirai “scoperto” e troppo esposto ma, dopo un po’, ci farai l’abitudine ed inizierai a “sentire” con maggiore intensità. Percepirai sensazioni ed emozioni, sia tue che degli altri, sarai molto più attento, intuitivo, sensitivo. Ti accorgerai delle sfumature nascoste dietro le parole degli altri e ti renderai conto che non occorre più essere sulla difensiva, perchè capisci molto meglio le reali intenzioni dell’altro. Avrai sempre più spesso un senso di gioia dentro di Te, anche se non saprai bene per quale motivo. Sarà la gioia che nasce dall’Essere Vivo e dal poterti manifestare per Ciò Che Sei. La stessa gioia che avevi da bambino, prima che qualcuno ti facesse credere che c’era qualcosa di sbagliato.
  • Smetterai di fare quello che fa piacere agli altri per sentirti amato, apprezzato ed accolto e, poichè saprai con maggiore chiarezza cosa ti fa stare bene, non sarai più disposto a rinunciarvi. Questo ti renderà più forte, perchè sarai in grado di sostenere il giudizio negativi degli altri senza sentirti sbagliato. Poichè adesso senti chiaramente Te Stesso, sai era sbagliato quello che facevi prima, quando avevi dimenticato Te Stesso e ti eri sepolto sotto strati di corazza.
  • Le persone che non saranno in grado di accettare il tuo cambiamento si allontaneranno, quelle che ti vogliono bene davvero saranno felici per Te e si accorgeranno di quanto stai meglio, di quanta Luce ora sei in grado di emanare, di quanta gioia brillano i tuoi occhi. Saprai discernere gli amici veri da quelli che vorranno solo criticarti, e scoprirai di avere un pugno di amici e di persone fidate, che ci tengono sul serio a Te, e che non perderai mai.
  • Andrai nella Direzione giusta per Te, secondo il tuo sentire attuale, senza più porti domande o sensi di colpa. Riconoscerai che il tuo istinto ed il tuo intuito sono la tua parte più profonda e preziosa, e ti indicano con chiarezza dove andare e cosa evitare.
  • Crescerai in bellezza, gioia, luminosità, armonia interiore e serenità. Non dovrai dipendere da nessuno per raggiungere uno stato di tranquillità, ti sentirai amato perchè avrai l’Amore dentro di Te.
  • Avrai raggiunto lo stato che tutti i grandi Maestri hanno sempre raccomandato: quello del bambino che sente gioia, felicità ed armonia solo per il fatto di essere vivo, di poter guardare e vedere ogni cosa come magica e meravigliosa, quello che crede che Tutto esista per renderlo felice. Sarai allegro quando c’è il sole e quando piove, quando ti svegli al mattino e quando ti addormenti la sera, avrai la Gratitudine che trabocca nel Cuore e saprai che ogni cosa è perfetta così com’è.
  • Ti ricorderai tutta la strada fatta per arrivare dove sei ora e diventarai, per tutti, un faro luminoso nella notte, un esempio che apre la strada, una possibilità per chiunque Tu incontri di accedere alla propria Luce. La Tua Luce accenderà infinite Luci e contribuirai alla magnificenza dell’Universo.

faro3E’ vero, dirai, ho perso molti strati, ma ho ritrovato la mia Essenza, la cosa più preziosa, che mi collega direttamente alla Fonte Divina, che è dentro di me.

E questo è l’augurio più bello, nel periodo dell’Anno in cui la nostra energia interiore è più intensa, poichè si celebra la Nascita e, quindi, la Ri-Nascita dallo Spirito! ♥

 

 

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Felice Rinascita a Nuova Vita!!!

Valeria Natale 2

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Cara Donna che mi scrivi…

donna 5Cara Donna che mi scrivi chiedendomi come mai il tuo Lui si è comportato così e ti ha lasciata, chiedendomi consigli o una risposta illuminante; ti ringrazio per la stima che mi dimostri, ma, purtroppo, non sono un Guru, nè una di quelle che ha ricette facili, nè tantomeno Donna Letizia.

Capisco molto bene il tuo essere in cerca di risposte, il tuo aver bisogno di essere rassicurata, la tua sensazione di smarrimento, o di abbandono. Sono cose che ognuna di noi ha provato molte volte nella Vita.

Il fatto che tu mi contatti con una domanda diretta mi dice chiaramente che non sei in cerca di un percorso che ti faccia capire meglio come mai ti sei ficcata in quella situazione, e che, malgrado tu ti renda conto che si tratta dell’ennesima volta che la rivivi, non sei ancora arrivata al punto di decidere che vuoi SCIOGLIERE CIO’ CHE, IN TE, LA FA ACCADERE DI NUOVO.

Vorresti capire come mai LUI si è comportato così e vivi nella speranza di incontrare un Lui diverso, che faccia sparire, in un battito di ciglia, tutti quelli precedenti, per illuminare uno sfolgorante futuro in cui vivere felici e contenti.

Cerchi e chiedi, un po’ qui ed un po’ lì, sperando di trovare soluzioni facili, che comportino poca fatica, poco cambiamento, poca spesa. Vorresti capire e speri che la lampadina che si accenderà nella tua mente farà sparire tutto quello che non ti piace.

Se mi segui da tempo, come dici, avrai visto che scrivo in continuazione del fatto che ognuno di noi continua a rivivere le stesse ferite dell’infanzia, fino a quando non decide di trovare il modo di guarirle e curarle. E, purtroppo, non è quello che vai cercando.

Sulla mia pelle ho verificato che creiamo il nostro destino attraverso le sofferenze che cerchiamo di evitare; sfuggendo di continuo a ciò che temiamo gli diamo forma e sostanza, lo materializziamo in carne ed ossa, e poi lo chiamiamo, magari, marito, amante, amore mio.

La nostra inconsapevolezza ci fa stare per decenni in storie che non stanno in piedi, solo perchè, volutamente, ignoriamo tutti i segnali che potrebbero illuminarci. Ci diciamo che stiamo bene, che abbiamo trovato una bella persona, che la nostra sicurezza e quella dei nostri figli è la cosa più importante, che il quieto vivere è fondamentale, che non potremmo mai dare un dolore così grande ai nostri genitori, che dobbiamo sopportare, andare avanti, continuare, perchè, in fondo in fondo, ci vogliamo bene.

Ci ho messo davvero degli anni per capire quanto sono stata cieca e sorda, nei confronti del mio stesso corpo, delle mie emozioni, del mio sentire profondo. Ho accettato le uniche cose che conoscevo, ritenendole le uniche possibili per me. Non mi sono data il permesso di credere che esistesse altro, per lunghissimo tempo.

Ho dovuto arrivare al punto da sentirmi sepolta, per decidere che non potevo sentirmi morta mentre ero ancora in Vita.

Ora, Tu, mia cara, a questo punto non ci sei ancora arrivata. Hai tutti i segnali schierati davanti a Te, ma vuoi ancora credere di poter andare avanti così, e ti chiedi come mai quelli che incontri si comportino così, con Te.

Il motivo, mia cara, è che Tu sei quella che sei, e non cambi mai. Quindi incontri persone che ti corrispondono. Punto. Questa è la risposta che cerchi.

Lo so, sono brutale, ma davvero non posso perdere tempo. Ho altro da fare. Ho una Vita da vivere, finalmente, e non posso stare ad ascoltare Te, che ancora te le canti e te le suoni.

Ho un lavoro da svolgere, che è la Missione della mia Vita. Si tratta di aiutare coloro che vogliono vederci chiaro, dentro di Sè, quelle e quelli che hanno il coraggio di guardare in profondità, dentro il loro abisso. Quelle persone che scelgono di investire il loro tempo ed il loro denaro per capire cosa, di Sè, ha creato la situazione che stanno vivendo. Quelle che mi hanno detto: “Basta, non lo voglio più. Aiutami a cambiare dentro, per non dover vivere più così, fuori.”

A loro dedico la mia attenzione; loro mi chiedono ed io do tutte le risposte che riesco a dare. Quello che è stato ed è il mio percorso di trasformazione, di crescita, di evoluzione, è diventato lo strumento che mi permette di aiutare chi vuole davvero cambiare qualcosa di sostanziale nelle propria Vita.

Durante il percorso che compiamo insieme, la loro Consapevolezza cresce; in questo modo possono riconoscere i propri schemi ripetuti, le maschere che hanno indossato, le corazze e le barriere che hanno creato per diventare ciò che sono. E, mentre parliamo, sempre più spesso mi dicono: “Ecco, vedi, questa cosa l’ho creata io! Mi sono comportato così ed ho ottenuto questi effetti e questi risultati!”

Insieme guardiamo il disegno che si è creato, lo scenario che viene rappresentato, e tutti i protagonisti assumono un ruolo sempre più chiaro. Quello che la persona vuole tenere lo tiene, quello che decide di trasformare si cambia.

E, quando ci salutiamo, il cammino compiuto è così chiaro, così evidente, perchè il sentire profondo è cambiato. Il proprio Valore è diventato qualcosa di definito, di irrinunciabile, di importante, di fondamentale.

Non c’è un Lui o una Lei che possano più mettere in discussione le conquiste compiute. C’è una Vita da vivere, finalmente, fuori dalla gabbia che teneva incastrati. Ci sono nuove possibilità, nuovi giorni, nuovi orizzonti. C’è un Sè che, finalmente, si è sentito compreso ed ascoltato, ed ha iniziato a potersi manifestare. E, questo, nessuno se lo può dimenticare.

Ecco, te l’ho detto. L’ho scritto, nero su bianco.

Se arriverai mai a voler compiere un percorso serio, che aumenti la tua Consapevolezza, che ti porti a comprendere COSA DI TE HA CREATO CIO’ CHE NON VOLEVI e COME TRASFORMARLO allora contattami. Ma non chiedermi ricette facili e risposte immediate.

Guardare dentro di Te richiede un tempo, ed IO CHE RICONOSCO IL TUO VALORE non mi permetterei mai di trattarti come Tu tratti Te Stessa. Io ritengo che tu meriti il meglio, io credo che tu abbia dentro qualcosa che vuole uscire e che questo qualcosa valga la pena di essere perseguito, e che sia infinitamente più importante che Tu investa in questo, piuttosto che ricoprirti di borse e scarpe e abiti e accessori.

Ora lo sai. Te lo dovevo. Se Tu preferisci ancora raccontarti storie, io credo che Tu sia in grado, ormai, di guardare in faccia la Verità.

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DIFFONDERE L’AMORE ED IL BENE è Nostra Responsabilità Personale

Questi tempi stanno chiamearth-977407_640ando ognuno di noi a rivedere i propositi e la Missione della nostra Vita. Anche persone che si occupano da tempo di Crescita Personale vivono momenti di crisi individuale, devono fare i conti con sintomi fisici o con problemi che minano il loro benessere.

Da diversi mesi siamo costretti a guardare in faccia la nostra ombra, la parte di noi che non conosciamo; ci iniziamo a rendere conto che esiste e che non è per niente piacevole da vedere, ecco perchè, forse, la teniamo ancora nascosta.

Ci è stato insegnato ad essere “per bene” ed a nascondere tutto quello che non corrispondeva alla maschera che tutti indossano, abbiamo cercato di fare i bravi per compiacere mamma e papà ed abbiamo creato qualcuno che non ci corrisponde quasi per niente.

Ed ora che assistiamo, impotenti, all’orrore del mondo, possiamo vedere la NOSTRA rabbia, il nostro odio, la nostra capacità di fare del male, di uccidere e violentare, le nostre emozioni forti e violente, che abbiamo cercato sempre di reprimere. 

Chi manovra le sorti del mondo conosce bene questa nostra ombra, si rende conto che, se ben pilotate e manipolate, le notizie che vengono diffuse possono spingere una moltitudine ad imbracciare il fucile ed a fare agli altri ciò che crede stiano facendo a Sè. Non per niente generazioni di uomini sono andati in guerra ed hanno ucciso, senza mai ribellarsi a chi li spediva al fronte. Non per niente la guerra infuria ancora su tutto il pianeta, è proprio perchè e’ parte dell’animo umano.

In me esiste il malcapitato che, ignaro, si reca al bistròt in cui verrà ucciso, il kamikaze che si fa saltare in aria, la madre distrutta dal dolore, il padre che si trattiene dal farsi giustizia da sè, colui che si indigna e colui che si arricchisce e specula, colui che manovra le fila del gregge per condurlo al macello e colui che incassa i proventi della guerra. Ognuno di loro fa parte di me, se ho saputo guardare nell’abisso e nelle profondità della mia Anima posso riconoscere i sentimenti di ognuno, la violenza, l’ingordigia, la volontà di sopraffare e violare, l’ego che si erge a mostrare e godere dei benefici della ricchezza sporca di sangue, la terribile indifferenza di chi trascina la propria Vita pensando di non poter fare altro che chinare il capo.

Ed ecco che, guardando e vedendo tutto questo in me, riconoscendolo, i miei moti interiori si placano e la scelta di Vita possibile prende il sopravvento.

Dopo aver visto l’ombra, senza condanna, senza giudizio, con compassione e comprensione, ci accorgiamo che è stata la Luce che possediamo ad illuminare tutto questo. Ed allora la nostra Missione si staglia certa, sicura, non ci sono più dubbi, nè remore, nè incertezze: diffondere l’Amore ed il Bene diventano la nostra responsabilità personale ed individuale.

Per poterlo fare dobbiamo, prima, riconoscere che un’infinità di volte abbiamo fatto del male a noi stessi; senza accorgercene ci siamo violentati, uccisi, massacrati, abbiamo ignorato le nostre pulsioni più vitali, siamo rimasti indifferenti alle richieste d’aiuto del nostro Corpo e della nostra Anima. Per poter diffondere l’Amore ed il Bene dobbiamo averli dentro e, se non li abbiamo, dobbiamo scoprire come crearli, per Noi Stessi.

E questo è il primo impegno che dobbiamo prendere, in assoluto: Amare e rispettare Noi Stessi, sempre. Da questo scaturirà tutto il Bene, così tanto che non possiamo neppure immaginarlo. Cambiando Noi Stessi cambiamo tutto il nostro Mondo.

Solo dopo aver raggiunto, trovato e vissuto l’Amore per Noi e dentro di Noi, possiamo svolgere la nostra Missione.

Nella nostra Vita quotidiana abbiamo tutto quello che ci serve per attuare il nostro proposito. Abbiamo parenti che ci fanno dannare, colleghi che ci mettono costantemente alla prova, partner che ci prendono in giro, figli che si dimenticano di noi, genitori che ci vogliono uguali a loro, ed altre centinaia di persone che incontriamo ogni giorno.

Per ognuno di loro possiamo essere Luce che illumina, semplicemente facendo ciò che ci fa stare bene e lasciando fluire l’Amore che scorre al nostro interno. Possiamo diffondere il Bene svolgendo il nostro lavoro, dipingendo un quadro che abbellirà le pareti di qualcuno, suonando musica che altri ascolteranno, creando oggetti o arredando case che altri vivranno.

Vivendo in armonia con Noi Stessi manifestiamo le meraviglie del Creato attraverso di Noi, permettiamo alle Forze Superiori di agire attraverso di Noi, diventiamo Strumento per l’Amore che fluisce, siamo esempio concreto dell’Essere che ci ha creati, ed a cui apparteniamo, tutti.

Riconosciamo, quindi, la nostra ombra, accettiamola ed accogliamola, guardiamo ad essa ed illuminiamola con la nostra Luce. Impariamo ad amare Noi Stessi e, così facendo, impariamo ad amare l’altro, che non è altro, ma è parte di Noi.

Rendiamoci fili del Disegno Divino, che tesse in silenzio; diventiamo Uno con il Tutto e sciogliamoci come colori sulla tela di un pittore, che ha nella sua mente il quadro da dipingere.

Continuiamo la nostra opera con Fede e Gratitudine. L’Amore ed il Bene stanno agendo attraverso di Noi e stanno invadendo la Terra.

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DIVENTARE SE STESSI e le bollette da pagare

lavoroUna delle difficoltà più grandi che si incontrano nel cercare di diventare Chi Sei Davvero è che stai svolgendo un lavoro che non ti corrisponde per niente, estraniante, che non senti tuo, che ti fa stare male solo al pensiero di alzarti al mattino per tornare lì.

Quasi tutti, purtroppo, sono o sono stati in questa situazione, tranne i fortunati che sono nati con le idee chiare su ciò che volevano fare, ed hanno inizato a ballare, cantare, suonare, recitare fin da bambini, ed hanno avuto una famiglia che li ha assecondati e sostenuti nel coltivare i loro talenti.

Per tutti gli altri c’è stato, invece, un rassegnato seguire le orme dei genitori, o dei loro desideri per noi. Ho incontrato moltissime persone che avevano abbandonato i loro sogni per un posto fisso ed uno stipendio sicuro. Altre ancora non hanno avuto neppure i sogni da abbandonare, hanno visto solo la strada che era stata già tracciata per loro.

Tutte queste persone sono rassegnate, stanche ed apatiche. Non hanno mai conosciuto l’entusiasmo che scaturisce dal seguire le proprie inclinazioni e l’eccitazione di fare qualcosa di banale, ma che piace immensamente. Conoscono solo la tristezza ed il trascinare avanti un giorno dietro l’altro.

Tutto ciò che scrivo l’ho sperimentato sulla mia pelle, quindi conosco bene la differenza.

In questi ultimi anni di grande trasformazione, coloro che hanno rinunciato ai propri sogni o a manifestare i propri talenti stanno sempre più male, sentendo che c’è un’enorme pressione sulla loro corazza, che li schiaccia, per costringerli a rompere il guscio e venire fuori.

Se assecondassero questo processo, che è voluto dall’Universo intero, troverebbero il modo per realizzare, almeno in parte, ciò che desiderano e, soprattutto, avrebbero modo di Vivere la Vita che gli resta in modo più semplice e reale, secondo la loro Natura.

Molti di loro, però, oppongono resistenza, bloccati dalle promesse inconsce fatte a mamma e papà, dalla paura di trovarsi senza soldi, senza stipendio, senza la Vita sicura e programmata che hanno creato per proteggersi. Che è, senza che se ne rendano conto, la loro stessa gabbia. Una gabbia, più o meno dorata, è sempre una casa sicura in cui abitare, o così sembra da chi ci sta dentro. Se faccio fatica adesso, pensano, figurati se rinunciassi a tutto questo! Con che cosa pagherei l’affitto o il mutuo, e le bollette?

strada-nel-verdeNon hanno davvero idea di cosa voglia dire starsene fuori e vivere secondo la propria naturale inclinazione. Avere tempo e modo di fare ciò che si desidera seguendo i ritmi ed i bisogni del proprio corpo. Uscire, stare all’aria aperta, godersi la natura e le sue meraviglie, anzichè stare rinchiusi tutto il giorno. Visitare luoghi magici e ricchi di energia, colmarsi della ricchezza che si trova sul cammino di chiunque segua la propria strada.

Non so come avvenga, perchè è diverso per ognuno di noi, ma quello che ho verificato, compiendo quel primo passo che fa uscire dalla gabbia, è che l’Universo intero ti aiuta e congiura perchè tu possa diventare Te Stesso. La fatica ci sarà comunque, ma si sommerà alla gioia ed all’energia che deriva dal nutrimento che ricevi facendo ciò che ti corrisponde. Forse avrai ancora difficoltà per arrivare a fine mese, o a pagare le bollette, ma sentirai dentro la possibilità di farcela, e questo farà la differenza.

La rassegnazione di chi ha rinunciato a Se Stesso è mortale, la gioia di chi ha trovato Se Stesso è vitale. Non c’è nessuna motivazione in una Vita che non ti appartiene. C’è Tutto da godere sulla Tua Strada. Ogni situazione o incontro è magico, incredibile, straordinario. Le persone che conosci sono tutte sullo stesso cammino e le opportunità che nascono sono eccezionali.

I nostri ragazzi sono un esempio straordinario, hanno trovato il modo di guadagnare facendosi filmare mentre fanno gli stupidi, mettendo i video su Youtube e guadagnando un mucchio di soldi, solo esprimendo ciò che sono.

Non abbiamo idea di quante cose sono possibili, oggi, e sono a disposizione di chi voglia, DAVVERO, diventare Se Stesso. Il presupposto necessario è quello di uscire dallo schema in cui sei ingabbiato, mollare l’ancora delle certezze che ti mantengono prigioniero, e volerti affidare alla Provvidenza che assiste gli audaci.

C’è una Voce che ti sta chiamando, ed il suo richiamo è diventato assordante. La tua Anima sta cercando di svegliarti e ricordarti la tua Missione. Se la svolgerai avrai vinto, se non ci proverai nemmeno, la tua Vita sarà stata inutile.

A Te la scelta.

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AMARE TUO FIGLIO SIGNIFICA RENDERLO LIBERO

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Portare Luce nella tua ombra

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Due giorni fa la Luna Nuova è tornata, riportandoci nella nostra parte oscura. Mai come in questo periodo della mia Vita ho sentito forte l’influenza della Luna, che ha la capacità di sollevare gli oceani, di muovere le maree, di far partorire, di creare cicli, di far buono o cattivo il vino imbottigliato, di rendere fertile la semina, e molto altro ancora.

La Legge di Gravità è una Legge Cosmica, quindi innegabile, ed il nostro corpo, composto d’acqua per oltre il 70%, subisce l’influenza della Luna e degli altri pianeti, così come ogni altra cosa sulla Terra.

Quello della Luna Nuova è il periodo più oscuro del mese, e le persone chiamano e chiedono come mai sentono impulsi rabbiosi, feroci, depressivi, oscuri. 

Nel nostro Cammino Evolutivo siamo chiamati, sempre di più, a portare Luce nella nostra ombra. L’ombra è costituita dal nostro Inconscio, che corrisponde al 95% di noi stessi. Non è poca cosa, anzi! Anche coloro che si credono sicuri di Sè, perchè ben coperti da una spessa corazza, in questo periodo vacillano e si chiedono cosa stia succedendo.

Così tanto abbiamo rimosso, nella nostra infanzia, da renderci quasi impossibile il ricordo di ciò che ci è accaduto. Ma le nostre ferite sono ancora lì, aperte e sanguinanti, poichè non sono mai state curate. Ogni volta che qualcuno si comporta in un certo modo con noi, ecco di nuovo emergere le sensazioni e le emozioni sopite, ecco di nuovo la sofferenza di sentirsi rifiutati, abbandonati, traditi, umiliati o trattati ingiustamente.

La corazza che abbiamo costruito per difenderci, la maschera che abbiamo indossato per poter sopravvivere è ancora qui, ed è quella che trema violentemente, ora, mentre la Luce cerca di farsi strada nell’oscurità della nostra Anima. Il tentativo di mostrarsi al mondo buoni o potenti o di aiutare continuamente gli altri pur di essere accettati crolla miseramente mentre guardiamo, increduli, l’orrore celato dentro le pieghe più nascoste della nostra personalità.

E’ tempo di lasciare le maschere e di toglierci quella corazza che abbiamo indossato da bambini, senza neppure accorgercene, per sopperire alla sofferenza, troppo grande da sopportare. E, per fare questo, dobbiamo essere disposti a guardare in faccia la nostra parte più oscura, i nostri sentimenti più ignobili, che per lungo tempo abbiamo nascosto a noi stessi.

Lo scorso anno ho fatto un percorso che mi ha portata lontano, seguendo una persona che credevo fosse un Essere di Luce e che ha rivelato, invece, inaspettatamente, la sua parte più oscura e malvagia. Guardandola negli occhi ho sentito, con profondo orrore, la presenza del “maligno”, per la prima volta nella mia Vita. Non potevo fuggire via, come avrei desiderato, ed ho dovuto sostenere per diversi giorni questa terribile sensazione.

Al rientro a casa ho dovuto prendere atto di ciò che era avvenuto e scoprire come mai avevo attratto nella mia Vita il “maligno”, prendendo coscienza della mia parte oscura. Non lo avevo mai fatto prima con così tanta chiarezza ed è stato un processo che ha portato Luce nella mia ombra, concludendosi con una forte presa di coscienza della mia Anima, con un espandersi e sfavillare della Luce, con un aumento della mia autostima, con la certezza di essere riuscita ad affrontare il “male” ed a vincerlo, senza subire danni.

Nel difenderci dentro la nostra corazza non ci rendiamo conto cha facciamo subire agli altri le nostre stesse ferite, e ci tocca, ora, prendere atto del fatto che anche noi rifiutiamo, abbandoniamo, tradiamo, umiliamo e trattiamo ingiustamente il prossimo. Lo facciamo proprio con le persone che amiamo di più, quelle che toccano davvero il nostro Cuore e da cui non vorremmo separarci mai. Eppure accade, inconsciamente, che reagiamo in modo da farle sentire così, in modo da riattivare le loro ferite.

La guarigione da qualsiasi sintomo richiede il coraggio di portare Luce nella nostra ombra. I messaggi che il corpo ci invia sono sempre un tentativo di renderci coscienti di ciò che non vogliamo vedere e non capiamo di noi stessi. Ci costringiamo ad andare in una direzione che non ci corrisponde, cerchiamo di controllare o di manipolare ogni cosa, pur di evitare di ripetere una sofferenza che ci aspetta comunque, proprio lì, dove ci siamo diretti per evitarla.

E il nostro corpo insiste nel segnalarci l’errore, nel mostrarci dove stiamo ignorando qualcosa d’importante per noi, lui, che conosce e conserva compiuta memoria in ogni cellula di ciò che ci è davvero accaduto.

La buia notte dell’Anima va attraversata tutta, per essere poi inondati dalla Luce e dalla gioia che nasce dal ritrovare quel bambino, o quella bambina, che avevamo dimenticato e smarrito, dentro di noi. Nasce se accogliamo quel piccolo e lo abbracciamo, lo amiamo e lo confortiamo, lo rassicuriamo e gli diciamo che mai più lo lasceremo, e che ci occuperemo davvero di lui.

Nella Luce, possiamo vedere le nostre miserie, possiamo accogliere la nostra parte più indifesa, possiamo guardare tutto dalla prospettiva della Vita che ci dà, ancora una volta, la possibilità di diventare Noi Stessi, spogliandoci dalle maschere, imparando ad Essere ciò che non siamo mai stati prima.

Nella Luna Nuova e nella sua oscurità sta il Nuovo Inizio, che ogni mese rinnova la sua promessa di Luce a venire, per chiunque trovi la forza e la volontà di attraversare la notte oscura dell’Anima.

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UN NUOVO INIZIO SEMPRE

bimba lucciole

Ognuno di noi è stato, o è ancora, intrappolato nella sua corazza, quella che ha costruito inconsapevolmente da bambino, per proteggere le proprie ferite. Con questa difesa abbiamo passato la maggior parte del nostro tempo, arrivando a credere che fosse normale non “sentire” niente, soffrire senza farlo vedere a nessuno, evitare di piangere, smorzare le emozioni fino a soffocarle, sopportare il dolore al punto da non percepirlo quasi più.

I tempi sono cambiati e sono maturi per un salto di Consapevolezza che molti stanno già compiendo, e la prima cosa che si manifesta è un incrinamento ed una spaccatura della corazza, quando non, addirittura, il suo crollo. Quest’ultimo caso è drammatico, perchè trovarsi a “sentire” di nuovo, di colpo, è scardinante, mette in crisi totale e si corre il grave rischio di credersi impazziti o malati.

La maggior parte delle persone ha recuperato man mano la propria sensibilità, riappropriandosene grazie ad avvenimenti dolorosi, percorsi di crescita, utilizzo del proprio corpo, terapie olistiche o altro. In questo caso tutto avviene più dolcemente, anche se la sofferenza rimane la compagna che più assiste questo percorso. E’ impossibile spogliarsi delle proprie difese senza accorgersene, qualcosa cambia a livello sottile, le percezioni aumentano e si amplificano, tutto quello che è stato represso sale lentamente a galla dall’inconscio.

Arrivano sogni, ricordi, sensazioni, sapori, odori, immagini, suoni, percezioni strane; i sensi si riaccendono, la pelle sembra avere un diverso spessore. La sensibilità ritrovata permette di comprendere immediatamente le altre persone, di connettersi anche quando vi sono molti chilometri in mezzo, di comunicare in modi mai sperimentati prima, di sentire ciò che sta vivendo chi abbiamo di fronte, senza alcun bisogno di parole.

Dopo un periodo più o meno lungo, in cui ci si riabitua a quello che era il nostro solito stato da bambini, il “sentire” inizia a diventare la normalità. Le persone se ne accorgono e si possono permettere di avvicinarsi di più, perchè la nostra corazza è meno spessa; sentono che possono venire comprese su un altro livello e si aprono e si confidano con noi come prima non accadeva, grazie alla nostra apertura. Tutte le distanze si accorciano, anche quelle verso altri mondi ed altre dimensioni. Le percezioni si aprono al “sentire” i movimenti dei pianeti, della Luna, le tempeste solari, le congiunzioni o le uscite planetarie.

Quello che era la “normalità” nell’antichità sta tornando ad essere normale ai giorni nostri, per un numero sempre più vasto di persone. Gli studiosi di qualche millennio fa studiavano le stelle ed i pianeti, percepivano i movimenti ed i cambiamenti della Terra, conoscevano in profondità tutto ciò che il progresso e l’era moderna hanno dimenticato, credendolo inutile, sprofondando nel sonno dell’incoscienza.

La gioia straordinaria che arriva dopo la perdita della propria corazza è quella del bambino, che ogni giorno si stupiva per ogni più piccola cosa, e viveva con il Cuore colmo di meraviglia. Ogni momento è nuovo, cioè mai vissuto prima in quel modo, ed ecco che il Vero Sè può emergere, può iniziare ad esistere, finalmente fuori dalla sua gabbia, fatta di convinzioni, giudizi, educazione, trasmissione inconscia di retaggi dai propri avi.

Questa è diventata la mia normalità, che ho voluto celebrare nella nuova nascita nel mio recente compleanno, e che scelgo di celebrare ogni giorno, poichè questa è la Vera Vita, lasciarsi fluire nel magnifico svolgersi dell’esistenza, senza più barriere o difese.

torta tre agostoQuelle che ancora esistono man mano si manifestano, per essere viste, comprese ed, infine, abbandonate.

In questo consiste il Paradiso su questa Terra, nel “sentire” e percepire Se Stessi; nello scoprire che non si è mai uguali, e che un Nuovo Inizio ci attende in ogni istante, ora, minuto o giorno.

Nel renderci conto che una Nuova Vita ci attende, sempre, perchè sempre siamo nuovi; non più rigidi nè assimilati, ma continamente in divenire.

Questa è la magia della Vita, e questo è il motivo per cui la nostra Anima ha voluto tornare Qui. Per scoprire, infinite volte, Chi Siamo,  e per goderci il viaggio verso l’Infinito.

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QUANDO LA SCELTA E’ TRA VIVERE O MORIRE

woman-801712_640Le persone vengono da me per un motivo o per l’altro e, poco dopo, grazie al Coaching Evolutivo, ottengono ciò che volevano. Sono sempre onesta con loro, e dico quello che ho visto nel lavoro che abbiamo compiuto insieme.

A volte mi congratulo e gioisco con il mio cliente, festeggiamo insieme e siamo entrambi più che soddisfatti. A volte, pur celebrando l’obbiettivo raggiunto, faccio notare che ci sono altre cose importanti su cui dovrebbe lavorare, senza le quali non potrebbe essere, pienamente, Se Stesso e vivere la “Sua Vita”.

Spesso mi viene risposto: “E’ vero, me ne rendo conto, ho visto anche io ciò che mi dici, però, per ora, mi fermo qui.”

C’è un tempo di cui ognuno ha bisogno per metabolizzare i cambiamenti profondi che accadono durante il percorso di Coaching. E’ fondamentale, per me, lasciare ognuno libero, senza condizionamenti, in grado di valutare e decidere cosa fare di Sè.

A volte ritornano, dopo un po’ di tempo, a volte no. A volte sono serena, a volte mi si stringe il cuore sapendo che stanno fuggendo dalla loro splendida Realizzazione, dal proprio Sè più vero, che li costringerebbe a trasformare completamente la loro Vita.

Un mese e mezzo fa una delle Amiche più care, di quelle del Cuore, mi ha invitata a trascorrere un week-end nella sua casa in montagna. Ho accettato volentieri, rendendomi conto che, per lei, non era solo un week-end. Mille impegni hanno tentato di impedirle di partire, di lasciare la famiglia, di piantare lì una riunione di lavoro convocata proprio all’ora della partenza, ma lei è stata ferma e decisa: “Questa cosa mi serve, la devo fare, non ce la faccio più e devo staccare!”.

Non era un caso che, tra le amiche del Cuore, avesse scelto me. Diverse volte, nei quasi vent’anni in cui ci conosciamo, l’ho aiutata con il Coaching, e molte volte le ho fatto notare cosa avrebbe ancora avuto bisogno di fare, ma le sue risposte evasive e la convinzione di potercela fare da sola mi facevano subito desistere. Mi rendevo conto che la sua Vita era una corsa continua nel tentativo di essere sempre organizzata e programmata, di fare le cose bene, come piaceva a lei. Ogni tanto facevamo qualche battuta, e la nostra amicizia continuava così.

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Dopo le camminate di quei giorni in montagna il mio problema ad una gamba si è accentuato, Lei mi ha consigliato il suo terapista e, malgrado ciò, non l’ho più vista per un mese. Non era da lei non chiamarmi per sentire come stavo, ma nessun presentimento mi ha sfiorata. Poichè le cose dovevano andare esattamente come sono andate, nessuna sensazione mi ha avvisata di ciò che le stava accadendo.

Una settimana fa (sembra passato un anno intero!) mi ha mandato un messaggio dicendomi che sarebbe passata la sera a trovarmi. Ho preparato lo spumante per brindare e festeggiare il nostro incontro, e l’ho accolta gioiosa e sorridente. Ero davvero contenta di vederla! “Come mai sei sparita, abbiamo passato troppo tempo insieme in montagna?” ho scherzato…

“No”- mi ha risposto – “E’ successo qualcosa a me.”

E poi, con difficoltà e fatica, ha continuato: “Devo iniziare a dirlo, e tu sei la prima a saperlo, oltre a mio marito.” E, guardandomi negli occhi, ha continuato: “Mi hanno trovato un tumore. Maligno.”

Sono rimasta lì, inebetita, con il mio bicchiere di spumante in mano, mentre le lacrime mi inondavano gli occhi. Ho visto il suo sforzo per controllarsi e ci ho aggiunto il mio. Ci siamo sedute sul divano, ed ho lasciato che mi raccontasse quello che era avvenuto in quel breve periodo. Una corsa contro il tempo dopo un controllo periodico, la sentenza crudele e dura, la trafila di esami per prepararsi all’intervento.

“Sto solo aspettando che mi chiamino per essere operata. Ho già fatto tutto quello che andava fatto.” – continua – “Il momento più duro è al mattino, quando non trovo la forza di alzarmi dal letto.”

Parliamo, fino a tarda notte. Mentre, apparentemente, chiacchieriamo, ascolto le sue convinzioni che emergono nella conversazione. “I migliori sono i primi ad andarsene”, ad esempio, e le faccio notare quanto potrebbe aver influito, nel suo inconscio, la morte del padre tanto amato, ancora giovane, a cui non si è mai rassegnata.

La sua prima richiesta, di essere solo ascoltata, come un’Amica, mi apre lentamente un varco affinchè io possa dirle: “Non so quante possibilità tu voglia dare a te stessa, ma, per quanto mi riguarda, tu TI MERITI TUTTE LE POSSIBILITA’ del mondo di guarire.” E poi, con fermezza, continuo: “Fino a quando non entri in ospedale voglio vederti ogni giorno per fare il lavoro che, fino ad oggi, hai sempre voluto evitare.”

E così, “per farmi contenta”, come mi dirà poi, in tre giorni (quelli che ci verranno concessi prima del ricovero), facciamo un tuffo in profondità, nelle pieghe più remote e sconosciute dell’inconscio, dove si annidano le decisioni prese in tenera età per rispettare e continuare ad amare chi ci ha allevato, le eredità ricevute dagli avi e trasmesse dai genitori, i traumi vissuti e mai disciolti, le delusioni ed i rancori che ancora segnano l’animo, per dissolvere, purificare e lasciar andare ciò che non serve più.

Conosco bene il potere di autoguarigione del Corpo, che può ammalarsi per dare segnali forti a colui che continua ad ignorare quelli deboli, ma anche far sparire il sintomo che ha compiuto la sua funzione, che ha fatto arrivare con chiarezza il suo messaggio.

Nel giro di poche ore la sua disperata rassegnazione diventa voglia di fare qualcosa. La profonda trasformazione interiore le comunica il messaggio del sintomo, che inizia a parlarle. L’incontro con le persone che non ci sono più e con quelle da cui è stata delusa, la possibilità di mettersi nei loro panni e “sentire” il loro vissuto, le permette di capire le loro vere intenzioni. I messaggi che l’inconscio manda in superficie sono tutti vitali, indicano sempre: “Vivi la tua Vita e sii felice!”

E la consapevolezza di stare vivendo una Vita falsata dall’illusione di poter controllare tutto, di aver continuato a prepararsi per essere pronta ad andarsene lasciando tutto in ordine, come una brava bambina deve fare, di aver assunto il ruolo di genitore della propria madre, comincia a diventare sempre più chiara, e la voglia di darsi la possibilità di iniziare a vivere la propria Vera Vita a prendere il sopravvento.

La sensazione di andare incontro ad un’esperienza devastante si trasforma nella tranquillità data dalla percezione, chiara e netta, che il Corpo sta compiendo un processo di guarigione. Il suo ricovero, dopo solo tre giorni di lavoro su di Sè, sarà un’esperienza completamente diversa da quella che si era aspettata inizialmente, e così i risultati dell’intervento. Il giorno successivo torna a casa, con prospettive migliori e con una ripresa in atto che viene confermata dalle dimissioni nel giro di poche ore.

Ci sentiamo ogni giorno e mi rendo conto che la possibilità di una Vita Nuova si sta facendo sempre più spazio e trova al suo interno continue conferme, poichè stanno emergendo le cose che ha sempre avuto voglia di fare e che non ha mai fatto. Finalmente la sua Anima è riuscita a farle correggere la strada, e ad indirizzarla verso la Missione che aveva scelto prima di nascere.

Quando la scelta è tra Vivere o morire, non rimangono più scuse; la mente si arrende di fronte all’evidenza di non poter più rimandare, poichè il tempo a disposizione è contato. A quel punto la possibilità, per chi vuole continuare a Vivere, è quella di andare dalla persona di cui ci si fida di più, per chiederle aiuto e consiglio.

La Guarigione ed il Miracolo si compiono per Chi ha il coraggio di scegliere la Vita e di affidarsi completamente. Solo la resa totale della mente, l’abbandono completo dell’illusione del controllo permetto al Corpo di rigenerarsi e di andare verso la propria Vera Missione (Re-Missione del sintomo = Guarigione).

Davanti all’abisso l’unica possibilità è lanciarsi, confidando sulle proprie ali, sperando di imparare a volare.

E l’Anima vola, quando viene lasciata libera di farlo; sì, l’Anima vola!

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ELOGIO DELLA DIVERSITA’

zucche La natura ci insegna che non esiste nulla di uguale in essa (come la foto dimostra molto bene); possiamo chiamare qualcosa “uomo”, “donna” o “zucca” ma non troveremo mai due uomini o due donne o due zucche identiche.

Ricordo bene il periodo dell’adolescenza, in cui desideravo più di ogni altra cosa essere simile alle altre ragazze; avrei voluto gli stessi identici jeans, o le scarpe o la maglietta, e non riuscivo mai a trovarli…avrei dato qualsiasi cosa pur di avere una famiglia “normale” come le altre e per essere così sicura e disinvolta come loro!

Bert Hellinger spiega molto bene come il neonato (che ognuno di noi è stato) si crei il pensiero “magico” che, per essere amato, accolto, accettato, deve essere simile ai propri genitori, ereditandone così gli schemi, le sofferenze e le abitudini. E’ evidente che, anche successivamente, ognuno di noi ha creduto che essere ben inseriti nella società  e simili agli altri fosse un fattore importante per la propria autostima e tranquillità interiore.

Ma chi inizia a porsi domande e ad ascoltare i segnali del corpo e delle emozioni si accorge, ad un certo punto, di avere sbagliato qualcosa. Non è facile spegnere la voce della mamma al nostro interno, o quell’idea che ci siamo fatti su come va il mondo; peccato, però, che, per ascoltare quello, abbiamo dovuto mettere a tacere completamente la nostra voce interiore.

Ci siamo, semplicemente, dimenticati di noi stessi, perchè non ci siamo mai conosciuti!

Ancora oggi vedo sui Social Network quello che fanno gli altri Coach e Formatori e sento la mia mente che mi chiede, ogni volta: “Ma perchè non sei come loro? Perchè anche tu non scrivi libri e fai la sarabanda delle presentazioni e ti fai conoscere e bla, bla, bla,bla??”

Oggi rispondo a me stessa e zittisco la mia mente, dicendole: “Sono diversa, sì, è vero, e sono speciale! Non c’è niente di bello nell’essere uguale, la mia forza, il mio pregio, la mia unicità è proprio qualcosa che mi differenzia dagli altri!”.

Ci ho messo un sacco di tempo ad arrivare a questo, quasi tutta la Vita, direi. Però oggi dal mio corpo arrivano dei “NO” potentissimi, e so perfettamente che non potrei mai essere assimilata all’andazzo corrente. Mi rendo conto che c’è un prezzo da pagare nell’essere al di fuori di “un certo giro” ma non potrei mai fare qualcosa che non mi renderebbe felice, perchè non diversità 2corrisponderebbe a ciò che sono ora.

Mentre la maggior parte delle persone è contenta quando partecipa agli eventi “importanti” in cui è “bene” essere presenti, io, che pure li ho frequentati in passato, so che non potrebbero mai darmi quello che trovo durante le mie passeggiate immerse nella Natura. Non c’è nulla di male a stare in una sala conferenze con altre due o tremila persone, solo che io amo infinitamente di più stare all’aria aperta e nutrirmi del cielo, del sole e del mare. Questo è ciò che mi corrisponde di più, in questa fase della mia Vita.

Ci ho messo così tanto per conoscermi, trovarmi, ascoltarmi, “sentirmi”!!! E, adesso, sono, decisamente, fuori dal coro. Andare a cantare e potermi permettere i miei “assolo”, mettermi a ballare anche in mezzo ad una quantità di ragazzini inorriditi, non provare più imbarazzo e vergogna nell’esprimere Chi Sono, questa, sì, Questa è davvero la conquista più grande della mia Vita!

Lasciarmi dietro le spalle chi giudica, non capisce, è invidioso, è stato più che naturale, direi proprio necessario! Non posso restare aggrappata a chi vuole che io sia assimilata, dimenticando Me Stessa e la mia vera natura!

   Oggi celebro, quindi, la Diversità. diversità 3

E’ un Dono inestimabile, e non esisterebbe la Vita se non esistesse Diversità. Mi spiace, davvero, per chi non riesce a comprendere un concetto così evidente e così semplice, basta guardarsi in giro. Mi spiace per chi si sente minacciato e per chi ascolta le voci che mirano a creare guerra e divisione, anzichè armonia e collaborazione.

Quindi anche Tu, che stai leggendo, qualunque sia la tua età, provenienza, cultura, orientamento, preferenza, sappi che è meraviglioso Essere così come sei, e che puoi zittire la voce al tuo interno che ti incita a diventare uguale a qualcun altro, la tua Diversità è splendida, diventane fiero, sii orgoglioso di ciò che ti distingue, senza presunzione o orgoglio, solo e semplicemente: Io Sono!

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QUANDO CORRERE E’ SCAPPARE VIA

runner-580055_640Nel 2006 sono negli Stati Uniti per il mio Trainer’s Training e, poichè il corso inizia alle 10 del mattino, ho portato con me le scarpe e la tuta per andare a correre. Il secondo giorno mi avventuro facendo il giro di un paio di isolati e, notando uno sbalzo sul marciapiede, mi dico: “Devo stare attenta, potrei inciampare!”.

Il mio inconscio ha registrato tutto ed, al giro successivo, mi fa finire lunga distesa sul lato sinistro, con un colpo alla spalla che uso per proteggermi. Torno in albergo dolorante e, per tutto il resto del corso, avrò la mano sinistra e la spalla gonfia e dolente.

Sono passati solo due mesi dalla mia separazione e, in questo periodo, ho continuato a ripetermi che tutto va bene e che sono contenta. Il mio corpo, che ne sa molto più di me, mi costringe, finalmente, a sentire il dolore che, fino a quel momento, avevo voluto evitare di percepire. Il lato sinistro, quello delle emozioni e dei sentimenti; la spalla, che si carica dei pesi e delle decisioni; la mano, che non accarezza più, diventano la mia presa di coscienza di ciò che realmente sto vivendo.

Per tutti noi andare velocemente e di corsa è un grandissimo aiuto, un piacere, uno sfogo eccezionale. Ho provato infinite volte cosa vuol dire iniziare a correre con uno stato d’animo poco felice e finire con una carica, una positività ed una gioia che sono difficili da ottenere in così poco tempo.

Ho appena letto un articolo sui benefici della corsa e mi rendo conto che sono davvero straordinari! E’ stato riscontrato scientificamente che le sostanze prodotte dal nostro corpo grazie alla corsa sono le stesse che inducono buonumore, entusiasmo, benessere ed anche quelle che attivano l’attività sessuale e donano piacere e soddisfazione. Andare a correre è un’attività che crea “dipendenza”, poichè chi la pratica continua a sentire il bisogno di ricreare quelle sensazioni di benessere.

Ritengo che, tra le dipendenze, la corsa, sia, probabilmente, la migliore per quanto riguarda i benefici che possiamo trarne a breve e lungo termine.

E, nello stesso tempo, sarebbe utile chiedersi se ci siamo dati lo stesso tempo e le stesse opportunità per restare nel piacere ed anche nel dolore.

tantraConosco persone che hanno fatto della corsa la loro valvola di sfogo per ovviare ad una Vita che non corrisponde a ciò che vorrebbero realmente e, naturalmente, se perdessero questo sfogo sarebbero costrette a sentire tutta la tensione e lo stress che il genere di Vita che conducono produce.

Conosco altri che non si sono mai permessi di lasciarsi andare veramente al piacere e non hanno idea di cosa voglia dire rimanere nel contatto profondo, nell’intimità vera, nelle carezze prolungate e infinite che il corpo anela. Continuano a correre ed accontentarsi in modo affrettato e famelico di queste emozioni, mentre non sanno che avrebbero bisogno di un nutrimento molto più duraturo, di quell’Amore che si può scoprire solo attraverso l’altro, nella Sessualità Sacra che ti mostra la tua parte Divina. Non si può sapere di avere bisogno di qualcosa che non si è mai conosciuto e che nessuno ci ha mai insegnato o trasmesso. Non si può immaginare quanto sia meraviglioso ottenere un nutrimento che ci fa sentire davvero profondamente accolti, amati, riconosciuti per Ciò Che Siamo.

Dovremmo davvero chiederci qual è il nostro bisogno reale e cosa stiamo nascondendo o ignorando di noi stessi. Ci vuole coraggio, molto coraggio, per rimanere, anzichè continuare a fuggire via. Ci vuole coraggio per mettere mano a ciò che non va e trasformare la nostra Vita!

Da un paio di mesi il mio corpo, per un problema muscolare ad una gamba, mi impedisce di andare e mi costringe a restare. Posso camminare piano e sono costretta ad andare in giro lentamente, senza fingermi sempre indaffarata o velocemente diretta verso qualcosa di meglio, da qualche altra parte.

Sono costretta a guardare le persone negli occhi ed a rendermi conto che si accorgono che c’è qualcosa che non va. Faccio sforzi immani pur di non chiedere aiuto e sento il mio orgoglio che non vuole mollare, lo vedo e mi ricordo di quando, in passato, ho dovuto cedere completamente ed arrendermi.

Vedo le persone anziane e mi accorgo della loro fatica; comprendo cosa vuol dire avere un corpo che non è più in grado di seguirti e di fare ciò che vuoi tu. Mi ricordo di quanto mi sentissi giovane e piena di salute, rispetto a loro, e chiedo scusa per questo, dentro di me.

Rimango, e mi rendo conto che la Vita mi tiene per mano, accompagna sempre i miei passi, anche se lenti e faticosi. Accadono cose splendide e, mentre passeggio dolcemente, arrivano cigni in volo, falchi nel cielo, cerbiatti nel bosco, che sembrano essere lì per salutarmi e darmi il benvenuto.

La lezione che il mio corpo mi sta insegnando è, come sempre, magica e magnifica. Mi apre il Cuore a straordinarie possibilità, mi rende più umile, umana e vera.

Grazie!

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PER ESSERE FELICE DEVO ESSERE DIVERSA DA VOI!

mamma papà“Grazie Mamma, grazie Papà! Vi onoro e vi amo, e riconosco in Voi e nel momento sacro della vostra Unione il Dono della Vita che, grazie a Voi, è giunto a me…”

“Come ogni bambino o bambina, ho imparato l’Amore attraverso di Voi, ho appreso ogni cosa attraverso il vostro esempio, ho creduto (nella magica visione del mondo che è tipica di ogni neonato) che amare ed essere amata volesse dire essere SIMILE a voi…e questo mi ha fatto riprodurre anche la vostra sofferenza…”

“Dopo la giovinezza in cui ho creduto di contestarvi, è arrivata l’età in cui ho inconsciamente voluto imitarvi, ed ho ripercorso la vostra strada, pur senza rendermene conto.” Quello che era l’atteggiamento femminile di mia madre è diventato il mio, ho acquisito le sue vergogne e le sue paure mentre, apparentemente, ne prendevo le distanze e mi illudevo di essere diversa.

“Ho accettato le stesse cose che hai accettato tu, mi sono fatta trattare allo stesso modo, Mamma; ho ritenuto di valere di meno, ho pensato di non essere capace di capire certe cose, mi sono fatta condurre in scelte che non mi convincevano e non mi corrispondevano.”

“Ho aiutato e sostenuto un uomo a realizzare la sua idea di famiglia, l’ho seguito nella sua voglia di realizzare quello che suo padre non aveva saputo fare e, così facendo, mi sono dimenticata di me.”

Ho fatto molta fatica per liberarmi da quelle catene che mi ero accollata quando ancora non avevo l’età della ragione. Per molti e lunghissimi anni mi sono sentita sola e sperduta, chiedendomi come mai aver costruito una famiglia tutta mia non mi rendeva felice. Avevo seguito il vostro esempio, ma non mi bastava…

“Quando ho trovato la forza ed il coraggio ho disfato tutto e tu, Mamma, che inizialmente mi avevi capita, ti sei fatta travolgere dal giudizio maschile, hai accettato, ancora una volta, di essere messa dalla parte del torto.”

“Ho continuato per la mia strada, sicura che il vostro Amore sarebbe comunque rimasto, ed infatti è stato così….nel tempo avete imparato a sostenermi, ad aiutarmi, ad accettarmi, anche se non corrispondevo più al modello che mi avevate trasmesso.”

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“Mi accorgo di quanta fatica comporti sganciarmi, ancora adesso, dal vostro esempio, di quanta forza ci voglia per credere fino alle profondità impenetrabili del mio Animo, che posso creare un Nuovo Mondo, un nuovo modo di lavorare, di godermi la Vita, di stare vicina alle persone che amo pur senza pretendere nulla da loro.”

Oggi il mio lavoro consiste nell’aiutare le persone a rendersi conto che sono uniche, e che possono diventare se stesse, sganciandosi dalle promesse inconsce fatte da piccoli ai propri genitori; perchè realizzare se stessi è, inevitabilmente, appropriarsi della propria unicità, esprimere le caratteristiche ed i talenti che abbiamo, realizzare una Missione che è solo ed esclusivamente nostra…

Sono diventata consapevole delle menzogne che sono state raccontate a tutta l’Umanità, per secoli e secoli, riguardo al fatto che avrebbero solo dovuto soffrire e chinare il capo e lavorare, e rinunciare a Vivere, divertirsi, ballare, fare l’Amore con passione e gioia, danzare e vibrare con il ritmo della Terra e delle stagioni, nutrirsi di Tutto ciò che è stato loro dato con Amore, perchè ne godessero all’infinito.

“Ed oggi sono convinta che, per essere felice, devo essere diversa da Voi! Mi è costato tanto, tanta fatica e impegno, rompere quell’idea, quel patto che avevo stipulato con me stessa ancora in fasce, nel quale mi ripromettevo di somigliarvi il più possibile! Essere felice non vuol dire mancare di lealtà nei vostri confronti, avervi visto fare fatica e soffrire non è un obbligo a ripercorrere i vostri passi.”

“Vi guardo con tenerezza e mi rendo conto che la vostra opera migliore, non avendo goduto per nulla la vostra esistenza, è quella di aver contribuito alla mia libertà, alla mia realizzazione di me stessa. La vostra Anima avrà un grande Credito, Lassù, per aver lavorato una Vita intera per fare a me questo immenso Dono.”

“Siete sempre nelle mie preghiere, sono certa che la vostra salute e la vostra presenza Qui sia dovuta in gran parte al Bene inconsapevole che avete fatto, al Servizio che avete reso ad una moltitudine di persone, attraverso di me.”

“La vostra prossima Vita sarà molto migliore e più piacevole, grazie a questo.”

“Vi Amo!”

 

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IMPARARE A RICEVERE I DONI DEL CIELO

                                                                                    Ognuno di noi vorrebbe sapere, credo, per quale motivo è nato o, per chi ci crede, codoni dal cielome mai è tornato di nuovo ad incarnarsi. Otto anni fa, circa, la mia Numerologa mi svelò il mio: “Lo scopo di questa tua Vita è imparare a ricevere i Doni del Cielo.”.

A distanza di tempo mi rendo conto che, in quel momento, non capii cosa intendesse dire e, soprattutto, come mai ci volesse una Vita intera per imparare a ricevere i doni del Cielo. Negli anni precedenti avevo dovuto scoprire cosa aveva davvero importanza per me, ed avevo dovuto eliminare tutto ciò che non contava più.  Per ottenere ciò avevo fatto parecchia fatica, ed avevo dovuto imparare a lottare per ottenere stima e rispetto, prima al mio interno, e quindi all’esterno.

Che ci potessero essere dei Doni nella mia Vita mi sembrava abbastanza evidente, nel senso che avevo molte fortune, del tutto immeritate, e non mi sembrava fosse poi così difficile ricevere doni, nè che ci volesse del tempo per imparare come si fa.

Ma i Doni del Cielo, come ho compreso più tardi, non sono i soliti regali che si può pensare di ricevere, nè solamente quelli che riceviamo alla nascita, senza aver fatto fatica per conquistarceli. I Doni del Cielo sono spesso travestiti da problemi, a volte da difficoltà e sofferenze, spesso da perdite dolorose e irrimediabili. Quindi ritenerli davvero dei Doni, imparare a riconoscerli e, soprattutto, ad esserne grata e riconoscente, ha richiesto del tempo.

Quando ero una ragazza la cosa più importante per me era sicuramente crearmi una famiglia, tant’è vero che mi sono sposata giovane, ed ho subordinato ad essa tutte le mie scelte. Eppure, per poter realizzare Chi Sono ho dovuto smantellare la mia famiglia, e riconoscere che IO vengo prima di qualsiasi altra cosa, nella mia Vita. Le difficoltà affrontate in quegli anni sono state il mezzo attraverso il quale ho potuto riconoscere Chi Sono e Chi posso diventare, continuando in un cammino di Crescita Personale che non ha mai fine….oggi posso riconoscere i Doni del Cielo ricevuti in quel periodo, in cui ho avuto sostegno ed incoraggiamento da molte persone….e comprendere che rinunciare ad una famiglia nel senso “classico” del termine è stato un grande Dono per me…

Ho perso molte persone che amavo e con le quali credevo che avrei condiviso il resto della mia esistenza. Per vari e diversi motivi non è stato possibile continuare a frequentarle, e per lunghi mesi ho pianto disperatamente, prima di capire che non sarebbe mai potuta andare diversamente. I Doni dal Cielo mi hanno tolto le illusioni che mi ero fatta e fatto vedere le situazioni per quello che erano veramente. Ognuna di queste sofferenze mi ha fatta crescere enormemente e mi ha fatto guadagnare un altro pezzo di stima, rispetto ed Amore per me stessa. Oggi sono infinitamente grata a quelle perdite e le ritengo alcuni dei Doni più grandi che io abbia mai ricevuto.

Un altro grande Dono del Cielo è, sicuramente, quello di non aver mai raggiunto il “successo”, così come comunemente viene inteso. Il mio ego non si è nutrito come avrebbe certamente fatto se avessi avuto più notorietà, e ritengo un Dono straordinario essere diventata più umile e disponibile ad affidarmi alle Forze Superiori, che conoscono, molto meglio di me, ciò che mi è utile. La loro cura nei miei confronti è straordinaria, a volte sono talmente commossa e grata per ciò che ricevo da piangere per la gratitudine e la gioia. Sentire la loro Presenza nella mia Vita è, probabilmente, il Dono più meraviglioso!

grazie 3344Dopo aver passato qualche decina d’anni a lamentarmi per la solitudine, oggi so che uno splendido Dono del Cielo è quello che me la fa amare e vivere gioiosamente! Sapere cosa mi rende felice ed andarmelo a prendere è un impegno quotidiano e, anche se il resto del mondo va in un’altra direzione e risulto scomoda ed incomprensibile per i miei stessi familiari, io celebro costantemente la Vita onorandola con la mia scelta. Ora so che posso stare bene con me stessa quando sono da sola e scegliere di passare del tempo con chi amo, senza pretendere che qualcun altro mi renda felice.

Potrei continuare a lungo, e so che il resto della mia esistenza sarà una collezione infinita di Doni del Cielo, probabilmente ben nascosti, ma certamente molto più facili di prima da individuare. L’allenamento costante di questi anni mi ha reso semplice riconoscere i Doni in arrivo per me, e mi ha fatto imparare ad aiutare gli altri a scoprirli per sè.

Tutti questi Doni, che contribuiscono alla mia felicità, sarebbero nulla se non li avessi convertiti in capacità che metto a disposizione di Chi mi chiede aiuto nel Coaching e di Chi partecipa ai miei Corsi e Seminari.

L’abbondanza e la ricchezza della Vita sono straordinarie e Chi riesce a riconoscerlo e ad utilizzare i Doni del Cielo ed a metterli al servizio degli altri compie un Lavoro meraviglioso e nobile! Ne sono grata ed onorata…

♥♥♥ Grazie Grazie Grazie!!! ♥♥♥

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“TU CHE LAVORO FAI?” “MI DIVERTO!”

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Ho rubato il titolo ad un amico, con il quale ho da poco fatto una lunga chiacchierata, durante la quale mi ha raccontato questo aneddoto, cioè come risponde a chi gli pone quella domanda. La cosa interessante è che lui rientra in quella categoria di fortunati ai quali il travolgente periodo 2011-2012 ha quasi completamente spazzato via l’esistenza a cui era abituato. Contando sulle sue sole forze si è ricostruito una Vita a diecimila chilometri da qui, ma ancora più interessante è che questa possibilità è derivata dall’aver cambiato completamente la sua prospettiva, iniziando a considerare quello che altri potrebbero considerare “disgrazia” come una grande opportunità e fortuna.

Uscire dalla “zona di comfort” non è facile per nessuno, certo è che questa Epoca straordinaria ha scaraventato molti fuori dal comodo nido di abitudini e, soprattutto, di ripetizione di schemi ereditati dai genitori.

Dovendo ricostruirsi una Vita, come a molti sta capitando di dover fare, la cosa più intelligente è sicuramente quella di prendere la propria passione e farla diventare il proprio lavoro. Quello che non abbiamo compiuto da giovani, per ripercorrere i passi dei nostri genitori, può essere ora una possibilità di DIVENTARE CHI SIAMO DAVVERO, anzichè continuare a nasconderci dietro la montagna di maschere che abbiamo dovuto indossare per adattarci ad una Vita che non era come avremmo desiderato.

Ma c’è molto più da realizzare e da raggiungere, quando l’Epoca della Consapevolezza ti dice “Sì, sei idoneo per il Risveglio!” come fosse l’X-FACTOR più Universale e galattico finora andato in onda! C’è di bello che, quando perdi tutto, scopri che ciò che ti rimane è la cosa più importante!

Quel “niente” da cui riparti non è Zero, ma SEI TU! Quella Vita a cui sei stato costretto a rinunciare si rivela per quello che era davvero: una gabbia in cui eri prigioniero, una tomba in cui ti eri seppellito, un annullamento così totale del tuo Essere che ora, nello sfacelo, lo raccogli, lo rimetti insieme, lasci andare quello che non ti piace, e ti tieni solo quel poco che, per Te, conta davvero.

La fortuna straordinaria di aver perso certezze e sicurezze è proprio questa: è uno dei  modi in cui si può raggiungere la Libertà, quella vera.

La Libertà di non avere un luogo sicuro, un posto fisso, un paese natìo, una città preferita, ma sentirti a tuo agio ovunque, in mezzo a persone di ogni genere, in luoghi distanti mille miglia l’uno dall’altro e, dovunque vai, sai che puoi sentirti a casa. La tua casa sei Tu, e viene sempre con Te; la tua patria è il mondo intero. Il tuo tempio è il cielo; il sole, la luna e le stelle sono quanto di più vicino alla Divinità Tu possa immaginare e li puoi sentire vicini ovunque.

La Libertà di non essere confinato in un corpo fisico, ma di sentire il richiamo di altri mondi, di altre Vite, di luoghi che non hai mai visitato che ti attraggono come calamite per unirti a ciò che sei stato secoli e Vite fa.

La Libertà di essere un atomo vagante nello spazio infinito, tra pianeti e stelle lucenti; la Libertà di sentire il respiro dell’Universo che si accorda con il tuo, ed il battito del tuo cuore che risuona come il ritmo del Tutto a cui appartieni.

Infinite volte sei morto e poi rinato; infiniti personaggi hai interpretato; infinite storie sono avvenute nel tuo passato.

E Tu sai che è tutto un gioco, che il Tutto è solo (come dice un antico detto orientale) Dio bambino che gioca con le dita dei suoi piccoli piedi. Che non c’è Nulla da prendere davvero sul serio, che è sufficiente arrendersi e decidere di giocare, di partecipare all’avventura, di accettare di essere l’atomo che viene nutrito ed accudito per il solo fatto di essere una parte infinitesimale dell’Infinito.

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I MIRACOLI ACCADONO

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I miracoli, secondo me, sono tutti quegli eventi che, normalmente, vengono ritenuti impossibili. Per quanto mi riguarda non hanno solo a che fare con la fede, ma, soprattutto, sono legati alle trasformazioni ed all’Evoluzione che un Essere Umano compie nella propria Vita.

Per esperienza personale posso dire che ogni giorno, ormai, assisto a dei “miracoli”. Credo fermamente che, quando si esce dal tracciato a cui sembravamo destinati, se avessimo mantenuto il nostro atteggiamento ed avessimo perpetuato gli insegnamenti e gli “schemi” che ci erano stati trasmessi, abbiamo la fortuna e l’onore di assistere a dei cambiamenti che hanno, davvero, dell’incredibile.

Da ragazzina l’unico modo che avevo per trasformare la realtà che vivevo, che non mi piaceva, era quello di leggere un libro dietro l’altro, per tuffarmi in altre storie ed in altri mondi, per vivere una vita che non fosse la mia. Ho letto, in media, tre libri alla settimana, per circa 25 anni. Dedicavo alla lettura tutto il mio tempo libero, perchè Internet non esisteva ancora, ed avevo un vuoto enorme da riempire.

Iniziare a vivere la mia Vita è stato, sicuramente, il primo miracolo. Credere possibile, per me stessa, una realtà diversa, è stata una conquista fatta di piccoli passi quotidiani. Tutto quello che sembrava irrealizzabile si è lentamente trasformato.

Il mio carattere chiuso e diffidente ha richiesto un lungo lavoro su me stessa per diventare apertura e fiducia.

Il mio bisogno di essere apprezzata, che si manifestava col voler essere al centro dell’attenzione, si è trasformato nell’insegnamento di ciò che ho imparato in questi anni, e mi consente oggi di essere Presenza senza essere invadenza e protagonismo. Essere uno strumento di trasformazione per così tante persone, pur restando “dietro le quinte” nutre la mia Essenza e dona gioia alla mia Vita.

Una maternità negata è diventata uno straordinario incontro d’Anime con un figlio adottivo, che ha aperto il mio Cuore ed il mio Spirito, facendomi diventare una persona completamente diversa. L’accettazione, prima, del volere di Madre Natura, e l’accoglienza, poi, di un bimbo nato dall’altra parte del mondo, sono stati il miracolo più grande!

Decidere di credere nelle mie potenzialità e rimettermi in gioco, iniziando un percorso di formazione che dura da oltre quindici anni, hanno rassicurato e reso Donna quella ragazza che non riusciva ad essere autonoma e forte all’università.

Incontrare migliaia di persone, fondare un’Associazione Culturale, divulgare in centinaia di conferenze quello che andavo imparando e facevo mio, che risultava strano e “diverso” in una cittadina di provincia, mi ha forgiata ad andare oltre le critiche, a non dare peso all’opinione altrui ma ai riscontri ed alle verifiche che quotidianamente avevo occasione di fare.

Una separazione difficile e ostica è diventata oggi collaborazione per il bene comune.

Dei genitori dediti solo al lavoro, al risparmio ed al mettere continuamente in guardia dai pericoli sono ora coloro che tengono in modo speciale al fatto che figli e nipoti siano contenti e sereni.

Ogni giorno piccole e grandi cose mi sorprendono, facendomi sorridere o ridere di gioia, per quanto sono assurde e diverse da ciò che avrei dovuto aspettarmi, rispetto a ciò che ero. Un romanzo non potrebbe essere così avvincente, una storia letta su un libro non mi catturerebbe mai quanto queste mie gioie quotidiane.

Le storie che mi affascinano ora sono le vite che i miei clienti mi raccontano, così difficili, per loro, e così chiare da guardare, per me, che ne ho viste davvero tante. Riconoscere i tanti passaggi dell’Animo umano è semplice, ora, per me.

Ed i miracoli continuano ad accadere, ogni volta che vedo gli occhi di una persona trasformarsi dopo una Sessione di Coaching o dopo una giornata di Formazione, ogni volta che qualcuno credeva di essere finito ed invece rinasce e risorge, davanti ai miei occhi.

Continui miracoli e continue benedizioni, che derivano dall’averci creduto davvero, dalla costanza, dal non arrendersi mai, dalla speranza infinita, dagli aiuti che ho sempre ottenuto dalle Forze Superiori,  e dall’Amore che riempie costantemente il mio Cuore. ♥

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“Il Tuo Atteggiamento fa la differenza” di Valeria Pisano

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L’ AMORE NEL CUORE ♥

L’ Amore nel Cuore lo senti scaldare e risplendere dentro, se ne accorgono i bambini che ti guardano passare e, se sandonna cuoreno già parlare, ti salutano dicendoti: “Ciao!”.

L’ Amore nel Cuore non dipende da nessuno che te lo dimostra, sta lì, al caldo, nel profondo, e ti fa splendere gli occhi. Ti sorride quando sorridi allo specchio ed è felice sentendoti ridere da sola per qualche pensiero che ti passa nella mente. Ti manda baci quando ti guardi prima di uscire ed esclama: “Ma quanto sei bella!”.

L’ Amore nel Cuore esce di casa con te e ti tiene sempre compagnia; non ti senti mai sola e cammini spedita, sorridendo, mentre ti dirigi, sempre, verso il sole. Quando incroci qualcuno il suo sguardo resta nei tuoi occhi, non si distoglie, ti segue anche quando ti allontani. Gli anziani ti guardano stupiti e sembrano rianimarsi, una signora in carrozzella fa fermare la badante che la spinge perchè ti vuole salutare.

Sei così contenta di andartene in giro con l’Amore nel Cuore che tiDANZE RIBELLI viene voglia di saltellare come una bambina, e vorresti correre e ridere forte, anche se non c’è nessun perchè.

Mentre cucini e ti occupi di te hai voglia di fare qualcosa di buono, che ti faccia bene e di gustartelo fino in fondo. Guardi tutte quelle inutili pubblicità di cose dannose alla salute e ridi dentro, scuotendo la testa. Mai più sceglierai qualcosa sapendo quanto ti può far male!

L’ Amore nel Cuore è con te anche la sera, e si accende di passione. Solo tu sai quanto è curata, profumata e dolce al tocco la tua pelle, solo tu sai quanto sia morbida, levigata e delicata e quanto sia meraviglioso prendersene cura. Ti culli nella vasca calda, respiri le essenze profumate, alla luce delle candele accese, e ti lasci andare.

L’ Amore nel Cuore viene a letto con te, e trabocca, e si diffonde in tutta la stanza. Anche la sera sorridi felice, per questa giornata in cui non è successo nulla, ed è avvenuto tutto ciò che doveva accadere. La Gioia del Cuore pronuncia parole di Gratitudine, ricordando le infinite prove superate e le zavorre pesanti che hai abbandonato, una dopo l’altra, nel corso di questi lunghi anni. Ti abbandoni nelle braccia del sonno, sciogli i pensieri, e ti lasci portare da lui nei viaggi infiniti, esplorando altri mondi.

Che tu ti risvegli o no, non ha nessuna importanza. Stai vivendo, hai vissuto, ed hai trovato quello che cercavi, che hai cercato inutilmente, per tutte le Vite passate. L’hai incontrato, e sai che non lo perderai mai più, il Dono più grande, la conquista dell’ Anima, la Gioia eterna: l’ Amore del Cuore ♥

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UNA STORIA FANTASTICA

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Questo corpo è l’astronave che ti ha catapultato su questo pianeta, in braccio a due estranei che pretendevano di essere tuoi genitori.

Ti hanno dato istruzioni su come vivere sulla Terra, senza immaginare che le cose più importanti le sapevi già ed hai dovuto cancellarle per adattarti a vivere qui.

Hai continuato a chiederti per tutto questo tempo cosa ci sei venuto a fare e, se sei venuto con una Missione, quale fosse. E, finalmente, hai compreso che, per poter ricordare, devi togliere prima tutti i “programmi” che ti hanno installato qui.

Non è una cosa semplice. Per niente! Ti sei mimetizzato così bene, tra i terrestri, che ti senti davvero uno di loro. Ti guardi intorno e ti stupisci che non si accorgano del fatto che sei diverso! Hai fatto un buon lavoro, davvero. Neppure tu ti ricordi da dove arrivi veramente. Quando entri nel loop dei tuoi pensieri e inizi a preoccuparti di come fare ad arrivare a fine mese, o a pagare tutti i conti in sospeso, o a trovare il lavoro che non hai, sei completamente uguale agli altri. Potresti continuare così per sempre, e lo sai benissimo.

Quello che ti frega è il fatto che ogni tanto guardi il cielo e le stelle, e ti prende una strana nostalgia. Non è che ti ricordi da dove vieni, è solo che sai di sicuro che lì c’era un Amore così grande da essere indescrivibile. Ci hai provato in tutti i modi, a realizzarlo anche qui; hai scelto una donna o un uomo, e ti sei innamorato, poi hai avuto dei figli e li hai amati, tutti, tantissimo! Hai amato anche i tuoi genitori, hai capito tutti i sacrifici che hanno fatto, ti sei reso conto che ti hanno dato tutto, ma proprio tutto, quello che potevano darti anzi, molto di più! Si sono impegnati per darti quello che loro non avevano potuto avere, e sai che si sono dannati per questo…..

E allora non capisci, proprio non riesci a capire, perchè sempre questa dannata nostalgia di Casa, come se davvero esistesse un posto dove tutto è completo, Uno, dove non ci sono distacchi, nè perdite, nè lontananze, ma si sta insieme, vicini, in un continuo scambio di Amore infinito e di gioia…..

Intanto che rifletti su queste cose, mentre sei solo, ti rendi conto di sempre più cose…..ti accorgi che molte delle cose che ti hanno raccontato non ti convincono, ti accorgi delle bugie, ma non solo di quelle degli altri, ma soprattutto delle tue….ti ricordi della fatica di nasconderti e di dissimulare ciò che ti rendeva felice, per mostrarti come volevano loro…..è stata dura vedere tutto questo nei tuoi figli! Caspita come ti somigliavano! Ma la cosa più orrenda è stato vedere te stesso dare gli stessi insegnamenti, scimmiottare mamma e papà, dirgli quello che avevano detto a te, comportati proprio come loro! Che choc terribile! Lo sapevi benissimo che anche i tuoi bambini arrivavano da lì, ed è stato un trauma scoprire che volevi trasformare anche loro in terrestri come gli altri e che non sopportavi di vedere in loro le cose che avevi dovuto cancellare da te…..

Tutti questi choc ti hanno risvegliato, un po’ per volta…..sembra quasi che Qualcuno ti guardi, da lassù, per vedere quanto hai capito e quanto ancora sei assimilato…..ti ricordi di quando, da piccolo, speravi che venissero a prenderti, e ti portassero via…..e ti ritrovi a sperare che quello che stai facendo serva davvero a toglierti tutte queste dannate corazze, e che Loro capiscano che è arrivato il momento in cui possono mettersi in contatto con te, ed iniziare a comunicare, finalmente, per chiedergli: “Cosa devo fare??? Qual è la mia Missione? Quando potrò svolgerla e quando potrò tornare a Casa??”

Guardi il cielo, nelle notti stellate, e ti auguri che, davvero, facciano in fretta…..tu ce la stai mettendo tutta, ti stai impegnando e Li senti vicini…..manca poco, lo sai, e questo scalda infinitamente il tuo cuore, nelle lunghe notti di solitudine……

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NASCERE SU QUESTA TERRA

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Nascere su questa Terra richiede un certo impegno, ed è qualcosa che può accadere più volte in questa Vita. E’ stato faticoso essere di colpo scaraventati fuori dal ventre caldo che ci ha contenuti per i nostri primi nove mesi, dove il restare soli non era previsto nè possibile. Eppure è accaduto, senza alcun preavviso. Freddo, luce, rumore, distacco, chiasso, distanza, mancanza di calore e di accoglienza, tutt’a d’un tratto, così, senza un perchè…..

All’amica che ha dovuto dare le dimissioni, perchè il suo negozio chiude e la trasferisce in un’altra città, tocca nascere di nuovo. Per vent’anni lo stesso lavoro, le stesse abitudini e cerchia di persone ed ora, ancora una volta, distacco, distanza, mettersi ad imparare cose nuove, essere disponibili all’umiltà di chi comincia daccapo, non farsi prendere nè dallo sconforto nè dalla depressione, uscire di casa spesso, non stare ad aspettare, muoversi, tenersi occupata…..

All’amico che lavora in fabbrica, che sogna di sparire da questo mondo, rintanandosi sulle amate montagne, troppo deluso nelle sue aspettative, toccherebbe nascere ancora, trovare un interesse vero, smettere di aspettare qualcosa che arrivi da fuori e iniziare a scendere dentro, per ritrovare l’emozione, che lo spaventa così tanto, e scoprire che si può piangere e lasciarsi andare; che si può dare, che è necessario dare, prima di chiedere e di ricevere….

A colui che non ha voluto ascoltare il malessere di chi aveva accanto, ed è rimasto sordo alle richieste, tocca nascere di nuovo, reinventarsi una Vita, con una famiglia disgregata, con ciò che non aveva voluto capire ingigantito, reso evidente e proclamato dall’esistenza stessa, e vissuto sulla pelle sua e dei suoi figli….

Per chi ha accettato di guardare in profondità le proprie ferite è più semplice, ha dovuto ri-partorirsi di nuovo molte volte, per avvicinarsi di più a quel bambino che per nove mesi ha coltivato al suo interno la promessa di realizzare una Missione ed uno Scopo, troppo presto dimenticati per adattarsi a ciò che gli adulti gli hanno insegnato…..

Rinascere nuovamente, ritrovare la propria identità-bambina, avvicinarsi all’Essenza della propria Anima, questo tocca a chi sceglie di Nascere Su Questa Terra. Vivere il più possibile secondo quello che si era si era stabilito allora, prima di incarnarsi di nuovo, per tornare Qui!

Ci vuole impegno, ci vuole coraggio e perseveranza, ci vuole incoscienza e capacità di gettarsi in ciò in cui si crede, sempre, malgrado tutto il resto del mondo stia andando in direzione contraria.

Ci vuole la grandezza della Solitudine, la certezza di stare facendo la cosa migliore per Se Stessi, la voglia di guardarsi dentro fino a vedere il peggio, per poi credere che esiste il meglio da tirare fuori, nascendo di nuovo, con tutte le proprie forze.

Ci vuole la determinazione di chi ha toccato il fondo, ed ha visto la morte negli occhi, per scegliere di nascere di nuovo, su questa Terra.

Ci vuole la Passione che ha avuto Cristo per decidere di scendere dalla Croce e rimettersi a camminare di nuovo Qui, e per nascere ancora, ogni giorno, anche quando non è Natale.

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LA DONNA HA SMESSO DI SOPPORTARE

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Alcuni anni fa, quando decisi di separarmi da mio marito, mia madre mi disse: “A me però è stato insegnato a sopportare! Anche io avrei voluto andarmene, ma non sapevo dove andare, perciò sono rimasta.” Alla mia obiezione che avrebbe dovuto essere contenta per me, anzichè rimproverarmi, non seppe cosa rispondere.

E’ vero, ci è stato insegnato questo. E’ vero, anche io ho sopportato una situazione che mi rendeva profondamente infelice, e l’ho fatto per almeno vent’anni. Ho creduto, a lungo, che avrei risparmiato una sofferenza a mio figlio, restando io nell’infelicità. Ho seguito l’esempio che mi era stato dato, e sono riuscita ad andare oltre solo dopo anni di lavoro su me stessa.

Nella nostra cultura è profondamente radicata l’idea che la donna svolga un ruolo di minore importanza, che occuparsi dei figli, della casa, avendo anche un lavoro, sia meno degno di rispetto che guadagnare e avere mansioni impegnative quali quelle dell’uomo.

Le scelte, nella coppia, le fa, a volte, chi guadagna di più, senza tenere conto di ciò che avviene all’interno dell’altra persona, che, magari, accetta senza fiatare. La mancanza di rispetto è molto sottile, non si esprime solo con gesti violenti, si manifesta anche nel modo in cui si viene trattate nella quotidianità. Non avvisare sul ritardo del proprio rientro a casa, lasciando moglie e figli ad aspettare (magari avendo un paio di cellulari in tasca e standosene a parlare con qualcun altro per ore) denota una mancanza di considerazione pari a chi parla continuamente senza badare all’effetto che ottiene sulla propria compagna, o altro ancora.

Un uomo preso dai suoi impegni e dai problemi di lavoro spesso non si accorge che il suo atteggiamento non è nè amorevole nè comprensivo ma, nello stesso tempo, questo stesso uomo ritiene che la propria moglie/compagna debba continuare a soddisfare i suoi bisogni sessuali, pena l’inasprirsi della situazione. La minaccia è solo velata, ma lo scarico di tensione che non avviene attraverso il sesso (rendendo la donna un “pezzo di carne” su cui sfogare il testosterone in eccesso) esce poi sotto forma di rabbia e di parole (quando non peggio) che la donna ed i figli devono sopportare.

E torna sempre questo verbo: sopportare. Ma è tempo di spostare l’attenzione sulle Donne che hanno scelto di cambiare, e ce l’hanno fatta. Sempre più Donne scelgono oggi di rimanere sole, piuttosto che sopportare (nel 2011 circa sette milioni di single censiti in Italia, per lo più donne).

So benissimo che esistono donne “insopportabili” che sono diventate “virago” e megere, che hanno invertito i ruoli e, addirittura, sopraffanno e malmenano, nella terribile dimenticanza della sacralità del Femminile.

Questa epoca richiede un salto di consapevolezza notevole, ed il ruolo di apripista e di fautrice del rinnovamento profondo è quello che caratterizza la Donna. E’ stata prescelta per creare la Vita, ha un collegamento diretto con la Divinità e, nell’antichità, questo ruolo sacro le era riconosciuto.

Alcuni mesi fa un terapista mi ha detto “Questo è ciò che tu devi pretendere, in una relazione, perchè è ciò che ti rende felice.” La sua frase mi ha riempita di stupore, perchè mai avevo pensato che avrei potuto “pretendere” qualcosa, in una relazione! Quello che so fare, quello che ho appreso ed imparato, è dare, dare, dare, dare ed ancora DARE!!

Oggi, come moltissime altre Donne, ho compreso fino in fondo il mio Valore, e non intendo accettare un trattamento che non ne tenga conto. Soprattutto dalle persone che mi sono vicine, che sostengono di volermi bene, PRETENDO la stima ed il rispetto che ritengo di meritare. Offro loro la stessa cosa, naturalmente, e lo faccio per prima, perchè mi viene naturale ed anche per dare l’esempio. Se la stima ed il rispetto non sono ricambiati non ci sono possibilità di convivenza, questo per me è chiaro, fin da subito.

Abbiamo il dovere di diffondere questa cultura e quello di creare le condizioni affinchè tutti, donne, bambini, bambine, ragazzi, ragazze, uomini, possano IMPARARE ciò che non ci è stato trasmesso con l’educazione ricevuta, e ciò che i mass-media quotidianamente smentiscono. L’Amore richiede questo, altrimenti non è Amore.

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L’ UOMO “ILLUMINATO”

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L’Uomo “Illuminato” non è quello che si è ritirato dal mondo, in meditazione o in convento, bensì quello che vive nel mondo rendendosi conto dell’importanza del “Conosci Te Stesso” divulgato da Socrate. E’ quello che si è accorto che ogni suo pensiero, emozione, sentimento e sensazione produce un effetto sulla realtà che vive, e che ogni situazione che gli capita è dovuta ANCHE a ciò che Lui E’.

Spesso ha raggiunto il successo, così come è inteso nella società occidentale, e si è reso conto che non era quello che desiderava veramente, ma era un compensazione per qualcosa che gli mancava. Ha voluto capire di più, è andato alla ricerca ed è ancora alla ricerca di quel “qualcosa in più”, che va oltre. Ha compreso l’importanza di prendersi cura di Sè, anzichè soddisfare le esigenze degli altri, o realizzare i sogni dei propri genitori.

Come tutti, in questo periodo storico fa fatica nel suo lavoro, ma tutto quello che ha seminato in precedenza gli permette comunque di avere buone collaborazioni e relazioni.

Ha avuto diverse donne, mogli o compagne, e da ogni relazione ha imparato qualcosa. Ha verificato che, in base al suo atteggiamento verso la donna, incontra donne diverse.

Se cerca solo soddisfazione ai suoi impulsi sessuali, incontra donne che, anzichè rispettare se stesse ed il proprio corpo, si concedono per bisogno di affetto, vicinanza, riconoscimento o per danaro, per paura, o per mantenere il “quieto vivere”.

Se è attento alla sua immagine ed a quello che pensano gli altri, incontra donne appariscenti e superficiali, begli involucri con poca sostanza.

Se vuole una compagna con cui relazionarsi, incontra donne che non si accontentano di qualche veloce rapporto intimo, ma vogliono qualcosa in più: confidenza, complicità, ascolto, affetto, condivisione di interessi e di obbiettivi.

Se è disponibile all’Amore, che richiede pazienza, costanza, impegno, incontra donne che gli aprono il cuore e l’Anima e lo mettono in condizione di fecondare qualcosa al loro interno, che creerà una nuova Vita.

Se è in grado di prendersi cura con responsabilità e di dare valore a ciò che ha trovato, diventa compagno e Padre. Scopre il ruolo sacro della Donna, le riconosce la connessione profonda e diretta con Qualcosa di più Grande, la capacità di donare Vita ed Amore, e la rispetta per il resto della sua esistenza per questo. Insegna con l’esempio ai propri figli come si ama e si rispetta una Donna, trattandola come merita, solo per il fatto che Ella sia Donna, Madre, e prescelta dalla Divinità per esserlo.

Se viene lasciato non cerca al di fuori il colpevole, ma si interroga su propri errori, per comprendere cosa ha sbagliato e per non commetterli più. Non considera la propria compagna ed il suo corpo come sua proprietà ma comprende che, proprio come accade a lui, anche la donna ha impulsi, desideri e bisogni.

Anzichè dare per scontata la presenza della sua donna, continua a tenerla in considerazione ed a farla sentire piacente e desiderata. Non lo fa solo per portarla a letto più spesso, ma perchè ama il suo volto sorridente ed i suoi occhi splendenti di gioia.

Le chiede spesso di uscire insieme, come quando si erano appena conosciuti, ed ama farle piccole sorprese. La ascolta e si accorge quando è stanca, e non le chiede e non la obbliga a fare ciò che non si sente di fare. Le parla delle proprie necessità, ma non diventa nervoso ed irascibile perchè lei non le soddisfa, manipolandola per ottenere ciò che vuole.

coppia sole

L’Uomo “Illuminato” sa che la Donna è l’unico ponte che lo collega al Divino (compreso il suo Sè Divino all’interno) così come Dante sapeva che poteva conoscere Dio solo passando da Beatrice e che, se la Donna ha smarrito questo collegamento, egli può aiutarla a ritrovarlo, con Amore, dedizione e rispetto.

Conosco alcuni Uomini così, ed altri che lo stanno diventando. Ogni uomo ed ogni donna sta vivendo, in questa epoca, la distruzione di un certo mondo, ed ha l’opportunità di eliminare ciò che non gli appartiene realmente e diventare Ciò che E’.

Qualunque situazione Tu stia vivendo, Uomo, sappi che ogni Donna vorrebbe incontrare un Uomo così.

E che l’Umanità intera ha bisogno di Uomini “Illuminati” per poter sopravvivere.

 

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LA DONNA NUOVA SALVERA’ L’UMANITA’

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La Donna che si sta risvegliando ha il compito fondamentale di guidare l’Umanità intera verso la salvezza, poichè Lei sola ha il potere di condurre l’Uomo verso la sacralità ed il Divino. Dalla notte dei tempi la Donna ha il ruolo di creatrice di Vita e di collegamento con le Forze dell’Universo intero, un ruolo che ha dimenticato e tralasciato per troppo tempo.

La sua anima si è oscurata, la sua mente ha creduto di dover rivestire altre sembianze, il suo compito sacro si è perso nelle faccende quotidiane, il suo corpo ha dimenticato la venerea bellezza che già possiede, la sua sicurezza è stata delegata alla riuscita nella professione e nel guadagno, la sua amorevolezza è diventata la necessità di imporsi, la sua accoglienza si è trasformata in freddezza, la capacità di comprendere è diventata lamentela continua, la sua certezza d’essere degna d’amore si è trasformata nella ricerca spasmodica di conferme….

La Donna che oggi sente la Chiamata del Cielo, che sta scardinando le sue ultime resistenze, non è nè manager nè imprenditrice, non è quella che mantiene la famiglia utilizzando la sua energia maschile, nè quella che continua a svolgere un lavoro che la fa star male ma al quale non sa rinunciare. Al contrario, spesso è quella che ha sentito il richiamo profondo della propria femminilità ed ha compreso il Dono nascosto nella propria Sessualità, che onora e considera Sacra.

E’ una Donna che ha incontrato un uomo che l’ha resa Madre, ed ha lasciato a lui il ruolo maschile di provvedere ai bisogni materiali della famiglia, prendendosi tempo e spazio per se stessa. Ha imparato dal dolore e dalla sofferenza, ha smesso di svilirsi per bisogno di carezze o di affetto; preferisce essere sola piuttosto che farsi manipolare o rendersi schiava delle sue stesse insicurezze.

Il suo compito attuale non è più quello (che, forse, ha svolto in passato) di sostenere con la propria energia un uomo che sta costruendo il suo impero, nè i propri figli che stanno imparando a farsi strada nella Vita tra tentativi ed errori, ma quello di aiutare l’Umanità intera che sta compiendo una trasformazione epocale. Solo Lei può insegnare l’amore materno, quello che sa comprendere, accogliere, unire, creare famiglia anche con chi viene da lontato. Solo Lei può diffondere collaborazione, fratellanza e sorellanza, amicizia, connessione; solo Lei può creare reti di solidarietà che escano dalla logica del profitto a tutti i costi e privilegino sempre la Vita e l’Amore tra i popoli. Solo Lei può condividere con l’Uomo diritti e doveri, con imparzialità e senza voler dominare.

Questa Donna è la Dea che vive in ogni essere femminile e che è stata per secoli onorata, amata, rispettata e considerata Madre Divina. Questa Dea è unita alle potenti Forze che governano i pianeti, la luna, le stelle, ed agli elementi della natura. E’ fonte di guarigione, di trasformazione e di liberazione dalla schiavitù delle convenzioni e dei pregiudizi, è connessa alla Madre Terra ed al Cielo.

La Donna che si sta risvegliando è tutto questo e molto di più, è acqua per  gli assetati, è fuoco per chi agonizza nella mancanza di passione per la Vita, è ferro affilato come spada per tagliare situazioni e legami morti e putrefatti, è il legno delle zattere di salvataggio per chi non vuole annegare, è aria che soffia nelle vele dei naviganti che hanno smarrito la via di casa.

La Donna che vive l’Amore per Se Stessa sa amare l’Umanità intera, sa dire “no” a ciò che toglie energia ed a chi vuole approfittarsi di Lei, conosce il proprio Valore e non accetta di mettersi al servizio di qualcosa che non serva il Bene e la Vita.

Con le sue radici solidamente piantate al centro della terra, con il suo cuore connesso a ciò che vi è di più Sacro ed Amorevole, con il suo capo rivolto al Cielo ed ai suoi Disegni, Ella ci salverà.

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IL VIAGGIO DELL’ANIMA (4° parte)

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E’ passato oltre un mese dal mio ritorno a casa dal Perù, e molte cose iniziano ad essere più chiare. La prima fra tutte è quella che ho ricevuto una potente “chiamata” ad andare in visita nei Luoghi Sacri degli Incas, e credo mi sia arrivata direttamente dalla Pacha Mama.

Per attrarmi lì, Ella sapeva bene cosa fare, quale specchietto per le allodole attivare, per fare in modo che io avessi voglia di investire tempo e denaro in questo viaggio. Ciò che mi ha fatta muovere è stato strumento del mio “risveglio”, è stato metro di misura del mio valore, è stato ciò che mi ha fatto comprendere ancora di più l’animo umano, nelle sue miserie e nelle sue nobiltà.

Chi ci attrae è, inevitabilmente, un nostro specchio, e rappresenta una parte di noi che ancora non abbiamo visto. Ci affascina con il potere seduttivo delle qualità più luminose del corpo, del pensiero, delle emozioni, e ci fa muovere sulla scia di un anelito inaspettato e pieno di possibilità. Ci cattura con la speranza di un domani migliore e ci spinge verso esperienze nuove.

La bellezza e le opportunità che improvvisamente vediamo, spalancano di colpo per noi delle porte che non sapevamo neppure esistessero. E quelle stesse splendide qualità sono nascoste nelle pieghe oscure della nostra anima, sono il succoso frutto che possiamo produrre grazie ad un incontro o ad un’unione dettata da un accordo preso tra Anime, molto più di cent’anni fa.

Per produrre un diamante luminoso occorre l’attrito, la pressione, l’estrazione da una grotta oscura, la lavorazione, la pulizia, la lamatura, la sfaccettatura…..la soffererenza che si produce rompendo la roccia, scardinando la corazza, facendo emergere le paure più profonde e nascoste in profondità…..questo lavoro potente, potenzialmente esplosivo e sconquassante, è quello che la Pacha Mama ha compiuto con me…..

Sentirmi abbandonata è la costante che mi accompagna fin dai primissimi anni della mia esistenza, ed è stata la sensazione che ho riprodotto, inconsapevolmente, in tutte le relazioni importanti. Questa era la paura oscura, il mostro nascosto che si manifestava ogni volta, e che la Pacha Mama voleva che io portassi alla luce, lo guardassi fino alla fine, lo sentissi nelle viscere e nel sangue, nella sua mostruosa capacità di attrarmi in trappole che, ostinatamente, riproducevano lo stesso risultato.

E così il mio “specchietto per le allodole” si è traformato, rapidamente, da anima sublime a mostro repellente, mettendo in scena tutte le infamie di chi si sente abbandonato, respinto e rifiutato. Orgoglio ferito, vanità sconfitta, rancore, voglia di rivalsa, messe in scena per ingelosire, capacità di fare del male, forze oscure in azione, più di quanto immaginabile….

Sono rimasta lì, volente o nolente, a guardare tutto lo spettacolo, ed a sentirlo dentro. A percepire quanto fosse sottile l’equilibrio o lo squilibrio delle energie in gioco. A riconoscere ogni meccanismo ed ogni ignobile manifestazione, perchè erano stati miei, innumerevoli volte, nella mia Vita. A comprendere quanto sia profonda, potente ed invisibile la capacità di manipolazione di un essere umano sull’altro.

Tutto questo, e molto altro, è accaduto durante il viaggio della mia Anima nei Luoghi Sacri. Tutto questo, e molto altro, la Pacha Mama ha portato a galla, ha fatto in modo che emergesse dalle oscure gabbie del mio animo, perchè si purificasse e potesse, finalmente, risplendere.

La mia capacità di restare anche quando avrei preferito fuggire, ha forgiato e plasmato il diamante che giaceva coperto da quintali di terra.

Ora splende, leggero, libero, attraente, brillante, sfavillante alla luce del sole. Il viaggio dell’Anima è compiuto ed il risultato che la Pacha Mama voleva è stato ottenuto.

E adesso inizia la parte vera della mia Vita, quella che non immagino neppure, quella al servizio del Bene dell’Umanità, quella che si può compiere solo dopo aver lavato via ciò che si è accumulato in secoli e secoli di Vite passate.

Il mio augurio più grande è di poter servire umilmente e nel modo migliore…..

diamante

 

 

 

 

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PRIMA DI ESSERE “SEGATO” VIA….

pianta segata

Alcuni anni fa lessi in un libro che sarebbe stata una cosa bella ed utile scegliere una pianta che mi rappresentasse. Andando spesso a correre o camminare nel parco cittadino, mi guardai intorno e scelsi. Nel mio modo di vedere le cose, la “mia pianta” era speciale! Era la più alta di tutto il parco, aveva splendide fronde e folti rami ricoperti di foglie, su cui si posavano decine e decine di uccelli. Lì accanto stavano dei simboli importanti: la croce cardinale e la rosa dei venti, e questo mi sembrò significativo.

La “mia” Numerologa (studiosa e molto conosciuta per la sua professionalità) mi aveva ripetuto spesso che, grazie alle Vite già vissute, avrei potuto evitare di rinascere e lo avevo fatto di nuovo per aiutare gli altri; inoltre possedevo quella che lei definì una “visuale elevata”, dalla quale avrei sempre dovuto farmi guidare. Mi sembrò davvero, allora, che quella pianta mi somigliasse, così alta, in grado di vedere e di essere vista; così imponente e simbolicamente vicina a qualcosa di importante e significativo.

Dopo oltre dieci anni di percorsi di crescita personale, tre anni fa, ho sentito una forte spinta al cambiamento; ho incontrato nuovi orientamenti e ho modificato la mia direzione. I compagni di anni ed anni di esperienze mi sono sembrati sempre più incastrati nei soliti libri, legati indissolubilmente ai vari Maestri ed al loro “verbo”, incapaci di andare oltre e di esplorare nuove possibilità di evoluzione. I miei preziosi libri, che avevo consumato nel leggere e rileggere gli antichi insegnamenti, mi sembravano superati e non più adatti ai tempi, che stavano andando verso una incredibile trasformazione. Proprio a cavallo tra il 2011 ed il 2013, ho seguito la spinta e l’impulso che mi imponeva di andare più in profondità in me stessa e di scoprire ciò che ancora non conoscevo. Grazie a questa mia intuizione, ho incontrato qualcosa che mi ha aiutata a compiere altre straordinarie conquiste ed a raggiungere un contatto con la “me stessa” più vera, a cui non ero mai arrivata.

Un anno e mezzo fa, circa, mi sono resa conto che la “mia pianta” aveva qualcosa che non andava. Le sue fonde cariche di foglie erano decimate, il suo tronco sempre più bianco, la sua corteccia cadeva a pezzi.

Guardandola, pensavo a me stessa. Alle corazze che avevo tolto, ai simboli che non mi sembravano più importanti, al fatto che quella imponenza, che aveva gratificato il mio ego, ora non esisteva più. Avevo saputo ricominciare daccapo, con nuovi percorsi, dove il mio “sapere” precedente era del tutto inutile.

Dopo un po’ di tempo mi sono resa conto che la pianta era malata ed ho compreso che essa non mi rappresentava più. Qualche mese fa, arrivando al parco una mattina, l’ho vista fatta a pezzi, coricata sul fianco, segata via, caricata su camion e condotta via, sotto forma di legna da ardere.

Ho ringraziato, silenziosamente, quella parte di me che non si ferma mai, e caparbiamente cerca il modo di uscire dalle gabbie che mi incastrano. Ho ringraziato per essere stata capace di rinunciare a quell’ego che mi vedeva già “elevata” e spiritualmente arrivata. Ho ringraziato l’umiltà che ho imparato, andando a prendermi altre lezioni, dure e imprevedibili, che hanno scardinato muri di difesa, corazze, distanze e barriere che avevo costruito. Ho ringraziato per aver fatto tutto questo prima che fosse tardi.

Ed ora sono un’altra e felice di esserlo. Oggi so che guardare il Cielo mi può insegnare infinitamente di più che leggere quintali di libri. Oggi so che un contadino, con la sua saggezza, mi potrebbe dare e dire tutto quello che ancora non ho e non so. Ora so che il più umile tra gli umili è il mio maestro. Che chi mi mette in difficoltà o non mi sopporta è un maestro nascosto. Che la mia Vita è ancora tutta da vivere e che infinite scoperte mi aspettano.

Rinunciare, togliere, lasciar andare, questo è necessario per diventare noi stessi. Eliminare o limitare al massimo ego, orgoglio, ostinazione, incapacità di aprirsi al nuovo, cosa o persona che sia.

Questa Epoca lo richiede, ormai non è più una scelta è una necessità. E ci sono molte opportunità per comprendere, per vedere ciò che va migliorato in noi stessi. Ci viene sempre dato il problema e l’aiuto per risolverlo, contemporaneamente. Per limare via ciò che non serve più, e fare ciò che siamo venuti a fare, in questa vita.

I tempi sono veloci, e bisogna darsi da fare, prima di essere “segati” via.

Prima di essere “segato” via, ci sono un sacco di allarmi che suonano e di avvisaglie, proprio per te. Cerca di rendertene conto! Evita di ignorare i campanelli d’allarme, soprattutto in un’epoca come questa, in cui si è “costretti” a risvegliarsi ed a guardare in faccia le cose per quello che sono.

Prima di essere “segato” via c’è la malattia. Quando il tuo corpo non ce la fa più a sostenere tutto quello che ha dovuto tenere nascosto alla tua coscienza, qualcosa esplode. Un organo smette di funzionare bene o accade qualcos’altro che può ancora, se hai voglia di comprendere, raccontarti molto di te. E, magari, può accadere il miracolo: se ascolti e segui le indicazioni che il sintomo ti sta dando, se smetti di ignorare una serie di cose, può accadere la RE-MISSIONE. Questa è la parola che, in italiano, indica la guarigione: mi dò un’altra missione, cambio direzione, cambio vita! Ed ecco che il campanello d’allarme può spegnersi.

Attenzione, perchè esiste quello che i piloti chiamano “punto di non ritorno” (quando il carburante non è sufficiente per raggiungere il primo scalo possibile). Puoi tirare avanti finchè vuoi ma, quando il tuo corpo avrà consumato tutte le energie, quando non avrai più la forza e l’età che ti consente di cambiare (per come vedi tu le cose), quando non ti sarà più possibile sostenere il cambiamento, in nessun modo, allora la Vita provvederà a “segarti” via.

La mia pianta ha prodotto tanta buonissima legna da ardere, ed anche quella è stata utile, ed ha svolto bene la sua funzione.

Possiamo bruciare nella passione di realizzare noi stessi, o possiamo bruciare in tanti ciocchi di legna nel camino.

Ad ognuno di noi la propria scelta.

 

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SE LA FAMIGLIA CROLLA

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La famiglia italiana, sempre più spesso, crolla. Specialmente in un periodo come questo, in cui la pressione è altissima e viene chiesto a chiunque di mettere mano a tutte le questioni irrisolte.

Nessuno può più permettersi di chiedere ad un altro essere umano di rimanere in una situazione di infelicità solo per mantenere lo “status quo” e lasciare le cose come stanno. Per molti la comoda vita inconsapevole in cui ci si mandava a quel paese reciprocamente ma non si era costretti a cambiare abitudini consolidate ed abitazione è finita.

Sono in tanti (troppi) quelli che non vogliono accettare la cosa e preferiscono farla finire in sangue e tragedia. La loro anima pagherà le conseguenze e le vittime innocenti diverranno angeli troppo presto.

Ma anche chi decide o subisce la separazione spesso lo fa in modo inconsapevole, senza rendersi conto nè delle proprie responsabilità, nè dei propri bisogni, nè delle richieste che vengono fatte inconsciamente ai figli, che subiscono una serie di terribili situazioni.

Ostinarsi a gettare tutte le responsabilità sul proprio #partner è un grave errore. E’ importante comprendere che, qualsiasi cosa egli abbia fatto, ha trovato nella coppia qualcuno che gli ha consentito di farlo, per motivi spesso inconsci, quali senso di colpa, manipolazione, pigrizia, mancanza di energia e di volontà di prendere in mano le cose e cambiarle. Molto spesso chi viene lasciato continua a giustificare se stesso chiedendosi come mai ciò che prima veniva accettato ora non va più bene, e cerca all’esterno qualcuno a cui dare la colpa. Ma questo non vuol dire che chi ha avuto, finalmente, il coraggio di prendere una decisione -che consente di uscire da un’infelicità irrimediabile- debba essere punito pesantemente. Quello che per anni ed anni è stato detto e ripetuto, nella coppia, e non è mai stato ascoltato e preso in considerazione, è una responsabilità molto grave, che pregiudica la possibilità di continuare a portare avanti la #famiglia così com’è.

Chi subisce la decisione dovrebbe, per lo meno, domandarsi come mai non ha voluto dare ascolto ed ha preferito ignorare così a lungo ciò che gli veniva detto.

Il campo di battaglia su cui si scatenano le vendette e le ritorsioni sono, purtroppo, i figli. Che, se sono adolescenti, capiscono fin troppo bene come gira il fumo (non dimentichiamo che loro vivevano nella stessa situazione e comprendevano bene – fossero anche dei bambini piccoli – l’infelicità di uno o di entrambi i genitori) e cercano di portare l’acqua al proprio mulino, ottenendo ora dall’uno, ora dall’altro, vantaggi materiali  e doni in eccesso.

Ogni storia è diversa, ma spesso ci sono denominatori comuni.

Ho scritto questo articolo solo per richiamare l’attenzione degli adulti coinvolti, perchè, la maggior parte delle volte, agiscono senza rendersi conto che stanno cercando di soddisfare un proprio bisogno, chiedendo inconsapevolmente ad un #figlio o ad una #figlia di prendere il posto del partner, di assumersi la responsabilità di riempire la vita o di rendere felice o di fare da stampella o da compagnia ad un adulto che si sente solo.

Dare ad un figlio il carico e la responsabilità di renderci felici è compiere un crimine.

Ognuno di noi è responsabile per se stesso e di se stesso, e deve rispondere di cosa ha fatto della propria Vita. Se ci sono dei problemi antichi che non sono stati mai affrontati, è tenuto a prendersi carico delle proprie ferite, della propria infanzia, e trovare la strada che permetta di curare e risolvere. Molti illustri psicanastisti e studiosi dell’animo umano hanno scritto e divulgato il fatto che ogni famiglia perpetua, come una catena, le problematiche irrisolte, che passano da padre in figlio – e da madre a figlia – con una inconsapevole coazione a ripetere.

Non è più tempo di nascondere la testa sotto la sabbia, questa epoca evolutiva richiede che tutto il marcio venga a galla e trovi una via di soluzione. Anche l’uscita di scena di una persona (con il suo passaggio a miglior vita) negli scenari familiari rappresenta, spesso, una via d’uscita a qualcosa di insostenibile (chi ha partecipato a qualche Costellazione Familiare sa bene di cosa sto parlando).

Chi è più avanti ha maggiori responsabilità. Mettersi nei panni dell’altro e comprendere cosa sta vivendo (e cosa ha vissuto in passato) è un passaggio fondamentale. Che sia un figlio o l’ex-partner, è necessario arrivare a mettersi in una posizione neutrale, di osservazione, di rispetto e comprensione. E’ l’unico modo per spezzare la catena della coazione a ripetere, e per liberare se stessi ed i propri familiari.

 

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IL VELENO DELL’ANIMA

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Quando si compie un “Viaggio dell’Anima” si dovrebbe già sapere in anticipo che, come ogni anima che si elevi, essa incontrerà anche l’abisso in cui è possibile sprofondare. Gesù venne sottoposto a quaranta giorni di tentazioni, nel deserto, durante i quali dovette fare i conti con tutte le possibili corruzioni della propria anima.

E così, durante il Viaggio che ho appena compiuto, e che ho definito così, ho potuto assistere alla corruzione di un’anima, al suo sgretolarsi davanti ai miei occhi. Di tutte le anime corruttibili, la peggiore è sicuramente quella che si ammanta di bontà e di un percorso spirituale. Il mondo della formazione e della terapia è pieno di roboanti personaggi, pieni di sè e della propria vanagloria, che fanno molti più danni di quanto possano mai immaginare, credendo di fare del bene.

Durante i miei oltre quindici anni di percorsi e di “Scuole” per la crescita personale, ho avuto la fortuna di incontrare molti Maestri, che ho seguito a lungo, e che ho lasciato quando ritenevo di essere cresciuta “abbastanza”, per poi far apparire quello successivo, di livello sempre superiore. La “fortuna” consiste nel fatto che, quando si prende a modello o si seguono, per un certo periodo, gli insegnamenti di qualcuno, è perchè si riconoscono nel Maestro delle qualità che vorremmo avere e non abbiamo ancora. Il “lavoro su di sè” consiste, nella maggior parte dei casi, nell’osservare se stessi in situazioni poco abituali o che creano attrito. Chi, invece, crede di poter compiere un percorso di crescita o spirituale in autonomia, sarà facilmente tratto in inganno, poichè nessuno di noi ha la possibilità di guardarsi e riconoscere i propri vizi e difetti; il “sistema”che ci protegge è talmente sofisticato che giustificheremo a noi stessi ogni nostra azione.

Per mettere i propri studenti in situazioni di attrito, i Maestri davvero ne studiano di tutti i colori; soprattutto l’essere a contatto con altre persone, unite dallo stesso intento di crescita, favorisce l’osservazione del proprio “abisso personale”. Ecco perchè ho riconosciuto, nel corso degli anni, e molto prima di questo ultimo viaggio, ciò che avvelena l’anima, anche quella che crede di essere estremamente nobile.

Una delle caratteristiche più diffuse e velenose è la vanità. Ne siamo dotati tutti, anche i più umili e mansueti. Di solito un’anima che “si sta elevando” ha un aspetto esteriore piacevole e molto curato; spesso è anche affascinante e ammaliante. Sentirsi ammirati e vedersi ricercati, avere un seguito, attrarre persone del sesso opposto è normale e accade molto spesso a chi si dedica agli altri ed ha carisma. Gestire la propria vanità è qualcosa di molto difficile, solo persone di grandissimo spessore vedono dentro di sè al punto da riconoscere la propria vanità e riuscire a tenerla a bada, perchè non faccia danni.

Quando ci si prende la responsabilità di aiutare gli altri è fondamentale capire la propria motivazione profonda. Molti sono quelli che nutrono il proprio stesso bisogno di essere al centro dell’attenzione, hanno imparato molte cose e le divulgano e, mentre lo fanno, si “cibano delle persone”. Anche occuparsi degli altri è una droga, e spesso si ha bisogno della propria dose quotidiana, ammantata da altruismo e generosità.

Avere successo tra donne e uomini abitua ad usare il proprio fascino a proprio vantaggio, mettendo in secondo piano gli interessi della persona a cui si crede di dare aiuto. Il confine è molto sottile e si tratta davvero di sfumature, spesso usate molto abilmente, per cui non si è mai del tutto sicuri di aver frainteso o capito giusto.

La vanità nutre l’ego, che attraverso la stima e l’ammirazione dell’altro cresce, spesso a dismisura, in particolare quando non si ha nessuno che possa fare da campanello d’allarme. I “vampiri energetici” attraggono altri “vampiri energetici”, il nutrimento è reciproco, tra chi vuole attenzione e chi vuole riceverne.

Anche le iniziative più benefiche hanno risvolti che sono intrisi di orgoglio, volte più a dare lustro a chi le promuove che a chi riceverà (ammesso che lo riceva) il beneficio. Anche il denaro corrompe, naturalmente, se ci si abitua ad un certo tenore di vita, se si deve mantenere un “ruolo sociale” o portare avanti iniziative, sarà sempre più importante avere persone che hanno un bisogno da soddisfare, e raro sarà colui che rende davvero liberi ed autonomi i propri clienti. Creare dipendenza è un altro modo sottile e subdolo per continuare a finanziarsi, al di là di quello che è il bene effettivo della persona che si sta aiutando.

Assistere alla degenerazione di un’anima potenzialmente bellissima è davvero penoso, lascia sconcertati e senza parole, soprattutto perchè tanta conoscenza e tanto studio non sono sufficienti a rendere consapevole nessuno.

Essere testimoni e sapere che niente è possibile fare, quando l’anima in questione preferisce non rendersi conto di avere superato l’orlo dell’abisso, permette comunque di accrescere la propria forza e la consapevolezza del proprio valore. Mantenersi integri e coerenti, senza cadere nelle trappole che la situazione propone, è un’altra conquista del viaggio.

Ogni anima viene sottoposta a dure prove, tanto più quanto la sua ambizione è elevata. Pochi sanno crescere in umiltà e consapevolezza del proprio valore; pochi sono quelli che resistono alle lusinghe dell’ego, dell’orgoglio e della vanità.

Non esiste un antidoto al veleno; lunghi anni sono necessari prima di liberarsi dalla sua paralisi, e non è detto che sia possibile farlo.

Gli Angeli sono benevoli e lasciano sempre una via d’uscita.

Chi non è completamente accecato può riuscire a vederla.

 

 

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IL VIAGGIO DELL’ANIMA (3° parte)

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Arrivare a Macchu Picchu richiede un impegno notevole: partiamo dal nostro albergo alle due di notte e vi faremo ritorno dopo 24 ore, alle due di notte del giorno successivo. Le giornate precedenti sono state intense, soprattutto emotivamente; ho ricevuto notizie sconcertanti, ho ascoltato persone raccontarmi qualcosa che mi ha scossa, proprio durante il tratto del viaggio più caratteristico, sul treno che porta da Ollantaytambo ad Aguacaliente.
Devo gestire tutto questo dentro di me, così come l’altitudine, il freddo, il sonno, lo stare nel gruppo…..quando arriviamo ad Aguacaliente qualcosa non va per il verso giusto, chi dovrebbe aspettarci non c’è, siamo da soli, senza riferimenti, senza sapere cosa fare….e tutto questo dura un’ora abbondante. Alla fine veniamo raggiunti dagli organizzatori, e facciamo l’ultimo tratto, in pullman, per salire da Aguacaliente a Macchu Picchu.

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Qualcosa scatta al mio interno: non posso stare ad ascoltare la guida che sciorina pedantemente informazioni in spagnolo, non posso stare al passo del gruppo che procede lentamente per aspettare chi fa fatica a salire e scendere le scale, con tutta quella meraviglia che mi circonda, con quel sole che abbaglia e fa scintillare l’erba verde, con quelle montagne che svettano sul cielo azzurro, con quella voce che mi chiama e mi spinge ad andare, per cercare chi mi sta chiamando…..
E’ un attimo, ma è decisivo: allungo il passo e vado, senza voltarmi indietro. Cerco una roccia, che sia isolata, che mi permetta di guardare quello spettacolo dall’alto, che mi faccia ‘sentire’ ciò che mi circonda, per potermi collegare a quel Qualcosa che mi attrae sempre di più…..

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Sono seduta sulla roccia, ho imparato ad ascoltare la sensazione profonda che scaturisce dal contatto con queste pietre, che stanno da migliaia di anni in questi luoghi carichi di energia potente e magica.….una guardia passa a controllare cosa faccio li’ è chiacchieriamo un po’; lascio fluire il passaggio continuo di persone ed aspetto il momento giusto per alzarmi ed andare verso i templi dell’antica città…..
Scendo, seguendo le scale ed il percorso consigliato, verso la piazza centrale del luogo sacro….non so cosa mi aspetta, non ho più la guida, ho abbandonato il gruppo, non guardo la cartina che ho con me….voglio sentire, percepire, andare verso ciò che mi chiama….
Entro nella piazza in tempo per cogliere le parole di una guida che sta spiegando la Pietra Sacra: “Il suo profilo e’ uguale a quello della montagna che sta alle sue spalle.” La guardo, e mi accorgo che è vero. In questo punto passano i lama, quasi richiamati da qualcosa, non so se qualcuno offre loro pezzi di cibo o altro.

pietra sacra 1     pietra sacra 2
Giro dietro alla Pietra, che veniva toccata da migliaia di mani per poter percepire la sua forte carica magnetica, e mi trovo alle sue spalle. Davanti a me la montagna sacra e, prima ancora, un’altra montagna più bassa, completamente verde per la vegetazione che la ricopre. Più giù, appena prima del dirupo, la mia roccia mi attende. Poso lo zaino e mi siedo, occhi chiusi, gambe incrociate, mani aperte, rivolta verso l’abisso e le due montagne davanti a me, con la pietra sacra alle spalle.

macchu monta sacra     montagna sacra 3
Poco dopo una sensazione potente mi scuote, la Montagna Sacra mi sta chiamando! Apro gli occhi e guardo fisso davanti a me, nel verde della vegetazione c’è una fenditura, una roccia bianca, una grotta che sembra attrarre magneticamente il mio sguardo. Rimango lì, infiniti minuti ed istanti, sentendo quel richiamo, ascoltando il silenzio, guardando l’azzurro del cielo, il bianco delle nubi, il marrone scuro della montagna più alta ed il verde brillante di quella più bassa. E’ come se fossi sempre stata li’ ed è come se quello fosse il mio posto, preciso, nell’intero Universo. Intorno a me si è fatto silenzio, i pochi che passano si zittiscono per rispettare il mio stato, la folla di persone sembra perdersi in lontananza, mentre il tempo e lo spazio si dilatano. Dal dirupo sotto ai miei piedi arrivano farfalle scure che mi passano ora a sinistra ora a destra del corpo. Nel cielo, tra la mia testa e la punta della montagna, inizia a volteggiare un falco. Seguo con lo sguardo i suoi giri, affascinata. Non li conto, ma la sua calma ripetizione in cerchio sembra un rito che celebra la mia presenza, al cospetto della Montagna Sacra, che sto onorando con la mia silenziosa meditazione.
Rimango lì, non so per quanto. Mi dico che mi accorgerò del momento in cui andare via quando ricomincerà il rumore attorno a me.

Poco dopo accade, un vociare che si avvicina, adulti e bambini che cercano dove fermarsi.
Saluto silenziosamente le due montagne che ho davanti, non vorrei staccarmi da loro e dall’ armonia dell’intesa nata tra noi. Mi alzo lentamente e, appena lo faccio, un lama che sta le mie spalle si dirige verso di me, guardandomi fisso negli occhi. E’ qualcosa tra lui e me, che non capisco, uno sguardo umano, consapevole, di chi ha scelto proprio me. Vede bene che non ho cibo da offrirgli, ma mi punta deciso, diretto, come se sapesse cosa sta facendo. Lo scanso, all’ultimo istante, non voglio toccarlo e lo lascio andare. Che strano, mi dico, sembra che mi abbia riconosciuta!
Continuo il mio giro salendo e scendendo i gradini di questa grande città. Arrivo nei punti più importanti, senza averlo previsto, senza rendermene conto…..il tempio del sole, quello del condor…..le montagne sono sempre li’, le seguo con lo sguardo in continuazione, le inquadro per fotografare…..e’ un miracolo questo sole forte, quando qui è inverno, questo cielo azzurro e senza nubi…..ascolto il richiamo, mi fermo quando ne sento la necessità, arrivano persone di un certo tipo e ne prendo nota mentalmente…..niente sta accadendo per caso, mentre sono qui….

macchu 8      macchu 9
Quando sento che è giunto il momento di andare mi dirigo all’uscita, senza voltarmi. Ciò per cui sono venuta si è già realizzato. Starò da sola per tutto il giorno, e sarà una prova per me e per il resto del gruppo, che ho lasciato. Molte cose al mio interno richiedono attenzione, non posso condividere nulla, per ora, devo dedicarmi a me.

Altre prove mi attendono, nei giorni successivi, e non ho idea di quante e di che tipo saranno. Ma la Montagna Sacra mi ha chiamata per forgiarmi e donarmi tutto quello che mi serve per superarle. Lo scoprirò presto e ne sarà grata per il resto dei miei giorni.

viaggio anima

 

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IL VIAGGIO DELL’ANIMA (2°parte)

vale santa cruz

Sono solo al secondo giorno a Cuzco e le prove iniziano a manifestarsi.

La Pacha Mama mi ha onorata 22 anni fa, rendendomi madre di un figlio che ho adottato, venendo a prenderlo proprio in America del Sud, a poche migliaia di km. da qui, in Bolivia. Ieri sono passata nel Grande e nel Piccolo Utero, compiendo un rito che celebrava la fertilità, ed oggi l’incontro con la maternità si rinnova.

tambomachay       tambomachay 2

Siamo a  Tambomachay, un luogo sacro poco distante dalla città di Cuzco, dove entriamo appena, solo per vedere le fonti di acqua che sgorgano dalla montagna e vengono convogliate sapientemente in fontane create nell’Impero Inca. Ascoltiamo la spiegazione della guida e poi ci dirigiamo verso l’uscita del sito archeologico, lungo un viale nel quale, nel frattempo, donne e uomini peruviani hanno steso le loro coperte coloratissime e le hanno riempite di oggetti tipici. Come vedrò ovunque, da adesso in poi, nei negozi, per strada, tra le bancarelle, i bimbi girano e giocano ovunque, specialmente quelli da un anno ai tre-quattro anni di età.

vale cuzcovale bimbo cuzco3

E, all’improvviso lo vedo: se ne sta solo su un telo steso sul prato, mentre cerca disperatamente di gattonare e di tirarsi su, ma non ci riesce, avrà poco meno di un anno e non sa ancora camminare. Gli faccio una foto e poi mi avvicino, infine mi inginocchio davanti a lui, gli prendo le manine! E’ felice, mi guarda, si aggrappa a me, lo prendo in braccio e sento quanto bisogno di affetto abbia, perchè mi si stringe, cerca calore e conforto, gli manca il contatto e lo cerca, avviluppandosi. Lo stringo e lo coccolo, lo sollevo verso l’alto e lui sorride, contento. E’ straordinario che tutto questo avvenga senza che nessuno intervenga a dirmi di lasciar stare quel bambino! Ma siamo in Perù, la mamma sta lavorando è occupata con altri figli, non ha tempo per lui. Sono pochi minuti, ma di quelli che strappano il cuore! Un’amica passa e ci scatta una foto, ma tutto il gruppo sta andando avanti, li guardo sparire in lontananza, non mi so risolvere a metterlo giù. So che stanno andando verso il mezzo che ci deve portare ad un’altra destinazione……

Alla fine cedo e mi decido a metterlo giù……il piccolo inizia a piangere, e così faccio io, mentre lo bacio e lo saluto, e grosse lacrime continuano a scendermi dal volto…..piango anche ora, mentre scrivo, non so quale tenero richiamo ha smosso dentro di me quel bambino, così simile a quello che è diventato ufficialmente mio figlio, ventidue anni fa.

Non so perchè dovevo riincontralo qui e sentire forte lo strazio di doverlo lasciare. Mentre mi allontano continuo a voltarmi a guardarlo, il suo pianto ha attratto l’attenzione del fratello più grande, che è venuto a prenderlo e lo porta dalla mamma, che se lo carica sulle spalle e lo lega nel grande telo/sacco che la aiuta a tenerlo accanto a sè, sulla schiena.

Mi rasserena vederlo così, ma salirò sul pullmino piangendo e continuerò a lungo…..

La Pacha Mama è potente, e può concedere la maternità anche a donne il cui corpo non può procreare, ed io sono stata onorata da Lei, in questo modo.

La Pacha Mama è grande, e ti insegna ad amare tutti i suoi figli, anche quelli nati a 10.000 km. da casa tua.

La Pacha Mama è infinita, e rinnova la sua promessa di fertilità, per ogni donna o uomo, in ogni stagione della Vita, poichè e’ sempre possibile creare e pro-creare, progettare, mettere semi e far germogliare radici, coltivare Amore e Pace e Gratitudine ed Energia che pervade ogni angolo dell’immensa sua superficie.

La Pacha Mama mi ha chiamata, ed io ho risposto, onorandola e rispettandola, ed amando i suoi figli.

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IL VIAGGIO DELL’ANIMA (1)

macchu piccu vale

Come definire un viaggio che non mi ha portato ciò che speravo, eppure ha creato qualcosa dentro che rimarrà per sempre come una conquista dell’Anima?
Sono ancora qui, in un paese che non è il mio, in cui probabilmente non sarei venuta, se non avessi inseguito un sogno che non era destinato a realizzarsi.
Eppure, al di là di tutto, ho sempre sentito che Qualcosa mi stava aspettando, anche se non saprei ancora dire cosa.
I luoghi sacri degli Incas, sparsi per tutto il Perù, sono da sempre indicati come potenti siti energetici e iniziatici. La loro posizione impervia, la loro vicinanza al cielo, l’altitudine, la posizione geografica, le particolarità uniche e straordinarie li rendono da secoli oggetto di studi e meta di visitatori e studiosi attenti ed interessati.
Ero curiosa ed attratta dalle possibilità che questi luoghi avrebbero offerto al mio “sentire” ed ero certa che le mie percezioni si sarebbero accentuate.
Infatti, è stato proprio così.
Il mio viaggio e’ iniziato con una nascita, nella città conosciuta da tutti come l’ombelico del mondo, Cuzco, a 3.800 mt. di altitudine.

cuzco 1  cuzco 2

Anziché entrare nel Luogo Sacro dall’ingresso principale, abbiamo fatto il contrario, attraversando per primo uno stretto passaggio che si addentra nella roccia oscura, per qualche metro, chiamato il Piccolo Utero, e sbucando direttamente nel grande spiazzo centrale di Sacsayuaman.
Dopo un rito di offerta alla Pacha Mama, che ci stava per accogliere, ho attraversato il Piccolo Utero ripetendo la mia richiesta, chiedendo la realizzazione del mio desiderio. Uscendo dal vicolo stretto, basso ed oscuro, mi sono trovata sbalzata, improvvisamente, nella luce straordinaria del sole a picco, in uno spiazzo enorme, circolare, attorniato da un cielo azzurro e vivido e da bianche nuvole ovattate.
Sono arrivata al centro dell’ampio spiazzo ed ho lasciato cadere a terra lo zaino e ciò che avevo con me. L’impulso immediato era quello di alzare gli occhi al sole, di ringraziare e sollevare le braccia verso quel chiarore abbacinante, quella luce portatrice di vita e segno di qualcosa di grandioso che avevo conquistato, dopo quell’oscuro ed impervio passaggio.
Le mie braccia si alzano, contemporaneamente, per allungarsi verso il sole. Il mio viso si allarga in un sorriso splendente di gioia, per quella nascita inaspettata…..chiudo gli occhi e resto li’, allargando gambe e braccia….mentre pronuncio i miei ripetuti ‘Grazie’ silenziosi, il vento arriva, soffiando forte, sollevando le mie braccia, allargandole, facendomi alzare, sollevandomi, portandomi su, oltre quelle montagne innevate……volo, sono un’aquila che si libra nell’aria, le folate si intensificano e plano dolcemente, sopra le alte vette, godendomi il paesaggio, immersa nell’azzurro, confusa tra le nuvole a perdita d’occhio…..il vento continua a tenermi su…..dura a lungo, ed è gioia del cuore e dell’anima…..
Quando riapro gli occhi una grande V si staglia nel cielo, ed è un segno che mi accompagnerà in ogni luogo sacro di questo viaggio…

cuzco 3   cuzco 4

L’energia che si sente qui è potente, e sono in molti a sentirla, le persone si sdraiano per terra, sollevano le braccia, a volte accade che qualcuno si spogli; ci si trova prepotentemente connessi con l’origine del Tutto, la Terra è davvero la Pacha Mama che può rispondere alla tua invocazione, ha un potere enorme ed ogni cosa è possibile solo grazie a lei.  Il “sentire” è amplificato, le montagne, i blocchi enormi di pietra di cui non si conosce la modalità di assemblaggio (pesano tonnellate ed a quella altitudine è impensabile lo sforzo di trascinarli e sollevarli), il sole sfavillante, tutto pulsa e vibra.

Il tempo non esiste più, potrei essere in qualsiasi epoca storica; non ha più senso pensare che passino i minuti e le ore, la sensazione è quella che potrei starmene lassù per sempre, sarebbe sempre e comunque il posto migliore dove stare.

Dopo aver camminato e visitato tutto il Luogo Sacro, ci dirigiamo verso un altro sito poco distante, chiamato Grande Utero. Un masso enorme lo contraddistingue. Prima di entrare in quest’altra Sacra cavità, apprendiamo l’importanza della fertilità, della capacità generatrice della Madre Terra, qui rappresentata. Anche questo passaggio sarà breve ma intenso; denso, come se in quello spazio sacro non ci fosse nè tempo, nè rumore, nè pensiero, nient’altro che il potere immenso e universale di una Madre così ampia e così vasta da contenere tutto il creato……

(continua…..)

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RESILIENZA: brutta parola o utile virtù?

muro

La prima volta che l’ho sentita mi ha fatto davvero una brutta impressione, così come il significato che mi è stato spiegato. Però i corsi con questo titolo si moltiplicano, quindi la curiosità di capirci di più e’ rimasta. Poi, del tutto casualmente, come spesso accade, nella casa al mare di un’amica ho trovato l’ultimo libro di Beppe Severgnini, che vi ha dedicato un capitolo. Sarà che lui mi è simpatico e lo trovo intelligente, colto ed in grado di dare sempre un punto di vista interessante, comunque sia, la sua spiegazione mi ha convinta.
Ho scoperto così che questo termine non è stato inventato da poco (cosa che me lo rendeva antipatico) bensì è usato in molti ambiti, e deve la sua origine al latino “resiliens” (saltare indietro, rimbalzare).
Nella tecnologia la resilienza indica la capacità di resistere alla rottura (provocata da prova d’urto) ed il suo inverso viene chiamato “indice di fragilità”. Si indica anche in questo modo la capacità dei tessuti di riprendere la loro forma iniziale, dopo essere stati deformati. Lo stesso vocabolo viene usato in informatica, biologia, geriatria, odontoiatria, psicologia…..

Ecco perché viene citato così spesso, ultimamente! Sta ad indicare la capacità (in relazione agli esseri umani) di attraversare le avversità, di assorbire i colpi che la vita ci somministra, di superare le prove difficili ed andare oltre….
A quanto pare, si tratta dunque di una qualità che permette di tenere duro, proprio quando le cose diventano toste e gravose, quando si affrontano le prove più ardue, evitando di andare in mille pezzi ma, in realtà, rinforzandosi e accrescendo la stima di se’ e nelle proprie forze.

I miei genitori hanno vissuto la seconda guerra mondiale da bambini, e la loro vita ne è stata sicuramente condizionata. Hanno dato la precedenza assoluta, da quando “li conosco”, cioè da quando hanno messo su famiglia, alle cose che, secondo loro, avevano valore e durata nel tempo, preoccupandosi, fin da giovani, della propria vecchiaia. Questo ha voluto dire rinunciare alla maggior parte delle cose che, ora, sembrano scontate e dovute, ad esempio vacanze estive, viaggi, ristoranti e pizzerie, vestiti alla moda, svaghi e divertimenti di qualsiasi tipo. Tutto questo continuando a lavorare duramente e, nel caso di mio padre, emigrato dal Sud, portare avanti per molti anni un secondo lavoro serale.
Non è stato facile, da bambini e ragazzi, condividere la loro vita di sacrificio, eppure credo che, in tutti quegli anni, la nostra resilienza si sia allenata a dovere.

C’è una cosa che scrive Beppe Severgnini sulla quale non sono d’accordo, quando condivide la constatazione di Gregg Easterbrook che le condizioni di vita ed i beni materiali non danno la felicità, bensì portano l’infelicita’ quando li si perde. “La macchina della società occidentale non è fornita di marcia indietro.” Mi spiego meglio: condivido il fatto che i beni materiali non diano la felicità, ma non sono d’accordo sul fatto che, perdendoli, si diventa, automaticamente, infelici. Certo, non parlo di perdere la casa e finire sotto i ponti, parlo di ridurre le proprie spese e rinunciare ad andare a mangiare fuori spesso, o a comprarsi scarpe, vestiti, borse e cappotti nuovi.
Conosco un sacco di persone che lo stanno facendo, anzi, hanno anche comprato macchine di cilindrata inferiore, hanno messo in vendita la seconda casa, spendono in modo oculato e mirato, dando la precedenza agli studi dei figli, alle cose indispensabili e di valore.
Ho delle amiche carissime con le quali condivido la gioia di un cinema di qualità e di un gelato la domenica pomeriggio, e siamo felici di queste possibilità preziose e speciali, che ci costano poco, rientrano benissimo nel nostro badget e ci gustiamo con gratitudine. E molte di noi erano destinate ad una vita ben più lussuosa, ma vi hanno rinunciato volentieri.

Ogni generazione e’ cresciuta con diverse abitudini, la mia, sicuramente ancora influenzata dai sacrifici dei genitori nel dopo guerra, non sta facendo una fatica tremenda nel tornare a gustare le cose che hanno sempre contraddistinto la nostra gioventù, a meno che non parliamo di qualcuno che teme il giudizio altrui, nel qual caso e’ un altro paio di maniche (e peggio per lui!).
Frequento poco gli attuali trenta-quarantenni, ma mi pare che sappiano concedersi quello che vogliono senza farsi troppe “menate” su quello a cui devono rinunciare.
Avevo qualche timore per i giovani, fino a quando mio figlio (che vedevo con orrore fare “shopping selvaggio” il sabato pomeriggio per sfoggiare poi il sabato sera abbigliamento firmato) non mi ha sorpresa un anno fa dedicandosi all’equitazione, iniziando all’improvviso a passare i fine settimana al maneggio a strigliare il cavallo, le serate a fare grigliate e feste in fattoria, rientrando a casa con un sano odore di letame spalmato addosso.

Sono del parere che chi si assume le proprie responsabilità nella vita sviluppa una buona resilienza, mentre chi si abitua a dare la colpa agli altri per qualsiasi cosa accumula dosi di ansia, tensione e stress in quantità esagerata, senza, peraltro, potersene disfare.
Stiamo passando tutti delle dure prove, spesso tra le mura familiari, e non è detto che sopportare a lungo sia davvero una dote. Molto spesso la cosa più difficile e’ farsi rispettare, e, per impararlo, bisogna tirare fuori tutta la grinta e la personalità che non si sapeva neppure di avere.

Non credo ci sia una ricetta valida per tutti, poiché ogni storia ed esperienza è completamente diversa ma, quando ho dovuto cambiare strada, e’ stato perché non potevo più sopportare oltre delle situazioni logore. Quindi, a volte, mollare richiede una forza molto più grande che non rimanere e sopportare.
La fragilità, al contrario, spesso maschera bene il voler rimanere nella propria zona di comfort, o non essere in grado di mettersi contro ciò che genitori (anche di quaranta/cinquantenni) e sfera sociale approvano. Lo scivolare nella depressione o trovare surrogati (dipendenze, alcool, fumo, gioco, droghe, farmaci…) sono una soluzione molto più semplice, a cui alcuni non vogliono rinunciare, dimostrando un’ostinazione degna della miglior resilienza.

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